Auguri Italia!

Viva l’Italia

“Viva l’Italia” canta De Gregori in una famosa canzone. L’Italia liberata, che non muore, ma anche quella tradita, derubata e colpita al cuore. Oggi 17 Marzo la nostra nazione compie ben 157 anni, non pochi, certamente, ma nemmeno molti in confronto ad altre nazioni. 157 anni intensi, che sono bastati in parte a ridare lo splendore che questo paese merita.

Il nostro presente è contornato da un passato glorioso, ancora vivo nelle costruzioni millenarie presenti sul nostro suolo. Ma chi sono i veri padri della nostra storia? Sono i Romani certamente, conquistatori, grandiosi strateghi, comandanti, imperatori, che hanno gettato le basi a un’identità culturale comune: hanno unificato l’Impero e la penisola italica sotto la stessa lingua, il latino. Durante il loro regno si è affermato il cristianesimo, religione che tuttora accomuna milioni di persone italiane.

Dalla caduta dell’impero all’unificazione

Dalla caduta dell’impero romano, lo stivale fu smembrato e posto sotto dominazione straniera per molti secoli. Ma l’idea di un paese unico e indipendente era vivo in alcuni intellettuali, ad esempio, Dante. Quest’ultimo diede un contributo notevole alla nostra unità linguistica, poiché utilizzò il volgare fiorentino come lingua nazionale. Sarà poi Manzoni a sottolineare il bisogno di unificare l’Italia liberandola dall’oppressore austriaco.

Inoltre, si faceva strada l’idea di un mercato unico e nazionale che avrebbe ridato ricchezza al Bel Paese, ormai in declino dal punto di vista economico. Il sentimento di unità è sempre stato presente negli italiani ed è stata proprio questa voglia comune a dar inizio al Risorgimento. In questo periodo emergono personaggi che hanno fatto l’Italia nel senso proprio del termine come Cavour e Mazzini. Quest’ultimo fondò la Giovine Italia esprimendo l’ideale d’ Italia “una, libera, indipendente e repubblicana”. A loro si aggiunse un grandissimo condottiero; Giuseppe Garibaldi, il comandante dei Mille che conquistò in pochissimo tempo il Regno delle due Sicilie. Al termine della conquista nei pressi di Teano, Garibaldi cedette i territori conquistati al Re Vittorio Emanuele II. Quest’ultimo con un atto procedette alla proclamazione del regno d’Italia avvenuta il 17 Marzo 1861 con capitale a Torino.

L’intero processo si era concluso ad un prezzo altissimo molti giovani, adolescenti appartenenti alla classe borghese e non, mossi dal sentimento di patria, erano morti per la creazione dell’Italia. Ma tuttavia il processo di unificazione non era completo, poichè mancavano alcune regioni. Si dovranno aspettare molti altri anni per ottenere i pezzi mancanti.

Giuseppe Lombardia

Giuseppe Lombardia

Mi chiamo Giuseppe Lombardia, ho 21 anni e studio economia e commercio all’università di Catania. Sono appassionato di politica e storia.

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