March For Our Lives: Stati Uniti in protesta

Di generazione in generazione

Nel 1963, Martin Luther King diceva “I have a dream”, in occasione della grande marcia su Washington per il lavoro e la libertà. Cinquantacinque anni dopo, la sua nipotina Yolanda Renee King, 9 anni, ha un sogno anche lei. E lo urla alla March for our lives, dove circa 800.000 persone sono scese sulla Pennysilvania Avenue a Washington D.C. e hanno marciato fino alla Casa Bianca. La ragione? Il popolo esige nuove leggi più severe, più controllate sulla vendita di armi a ripetizione. E credo abbiano totalmente ragione.

 

March for our lives

 

“I have a dream that enough is enough. That this should be a gun-free world. Period. Repeat these words after me: Spread the word! We are going to be a great generation!” Così ha parlato ieri la nipote di Luther King, ispirando e commovendo il mondo intero. La folla ripeteva le sue parole, perché sapevano di star lottando per una causa più che importante.

 

March for our lives

 

La marcia più numerosa dal 1967

Da Washington a New York, passando per San Francisco, Los Angeles e Seattle, si è svolta ieri nelle principali città americane la March For Our Lives. La folla, composta principalmente da giovani e bambini, è stata organizzata dai sopravvissuti della sparatoria scolastica di Parkland, in Florida, lo scorso 14 Febbraio. Tutte le marce di protesta solitamente sono rumorose e caotiche, questa al contrario è stata silenziosa. Emma Gonzalez, diciottenne sopravvissuta alla sparatoria al Marjory Stoneman Douglas, ha invitato gli 800.000 manifestatori a rimanere 6 minuti e 20 secondi in silenzio per commemorare le vittime. La scelta di questa durata ha un motivo più profondo: in questo piccolissimo lasso di tempo, sono state uccise da Nikolas Cruz 17 persone.

 

March for our lives

 

La ragazza ha poi proseguito il suo discorso così: “Sei minuti e venti secondi con un AR-15, e la mia amica Carmen non si lamenterà più con me delle sue lezioni di piano, Gina Montalto non saluterà più Liam a pranzo, Joaquin neanche e così neppure Alaina, Cara, Chris, Luke, Martin, Peter, Alyssa, Jamie e Meadow.” Poi il silenzio tra la folla.
Alla protesta si sono uniti anche tantissimi personaggi del mondo dello spettacolo. Per esempio Miley Cyrus , Selena Gomez, Ariana Grande, Demi Lovato e tantissimi altri, che hanno cantato e gridato le loro idee. Anche l’attore Ron Perlman manda il suo messaggio di supporto ai giovani, che hanno deciso di scendere per le strade e marciare per il loro diritto a vivere una vita serena. 

 

March for our lives

 

March For Our Lives non solo negli Stati Uniti, ma anche nel mondo

La March For Our Lives non si è limitata solo agli Stati Uniti, perché in tutto il mondo sono stati organizzati cortei per sostenere questa lotta al Congresso Americano. Gli Stati Uniti sono stanchi di tutto ciò. Non è assolutamente giusto che gli studenti abbiano paura di andare a scuola, perchè un folle criminale può entrare e uccidere tutti. Stavolta in gioco c’é la vita di centinaia di migliaia di bambini e non solo.
Speriamo che questi cortei, i cartelli di protesta e il sogno di tutti i bambini come Yolanda abbiano smosso qualcosa nei cuori di Trump e dei membri del Congresso statunitense, e che nuove leggi sulla vendita di armi vengano presto rilasciate.

“The only thing that stops a bad guy with a gun is a Congress man with a spine.”

 

March for our lives

 

– Michela Calanna

 

Michela Calanna

Studentessa al Liceo Linguistico Archimede di Acireale (CT). Appassionata di cinema, serie tv e libri, ma costantemente alla ricerca di curiosità interessanti.

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