La scarcerazione di Puigdemont e la reazione spagnola

Esultano i catalani per il rilascio di Carles Puigdemont, ex Presidente della Generalitat, arrestato lo scorso 25 marzo dalle autorità tedesche al confine con la Danimarca. Il leader, lo ricordiamo, era di ritorno verso la sicura Bruxelles dopo una conferenza diplomatica tenutasi presso l’Università di Helsinki, in Finlandia. Diversa è la reazione del Governo spagnolo che auspicava una decisione diversa da parte del Tribunale regionale tedesco. Nelle pagine de “El Mundo” viene ad essere riportata l’intenzione della Corte Suprema madrilena. In particolar modo del Procuratore generale, Pablo Llarena, autore e primo firmatario degli ordini di arresto nei confronti di ben 25 leader indipendentisti. Tra questi, oltre Puigdemont, troviamo Jordi Sánchez, candidato alla Presidenza della Generalitat ed attualmente in stato di detenzione.

La scarcerazione

È così che nella prima mezza giornata di ieri, il Procuratore dello Schleswig-Holstein ha ordinato l’immediata scarcerazione del leader indipendentista. Per Puigdemont è stata disposta la libertà condizionata a seguito del deposito di una cauzione pari a 75mila euro, pagata dallo stesso leader. Questi, seppur in libertà, dovrà comunque recarsi ogni settimana presso il commissariato locale, informando le Autorità tedesche su ogni eventuale cambio di residenza. Il Tribunale regionale ha poi – e di conseguenza – precluso ogni possibilità di lasciare lo Stato di Berlino.

La situazione

Cadono quindi le accuse di “ribellione”, avanzate dai colleghi togati di Madrid, permanendo solo alcuni reati minori. Una buona notizia per gli indipendentisti catalani, che nei giorni scorsi erano accorsi in massa nelle Calles barcellonesi al grido comune “Units contra la repressiò”. Un duro colpo per gli unionisti spagnoli, che vedono cadere il castello di accuese eretto dai giudici dell’Alta Corte di Madrid. La delusione è in primis dello stesso Llarena, che aveva rincorso Puigdemont tra le Fiandre e la Scandinavia con il suo ordine di arresto europeo.

Secondo la stampa spagnola, il magistrato pare intenzionato a far ricorso alla Corte di Giustizia europea, portando al cuore dell’Unione la mancanza di cooperazione della Corte tedesca. Il tutto nella (presunta) violazione dei dettati comunitari decisi dai partner europei. Il leader catalano rimane comunque a rischio di estradizione qualora i giudici tedeschi dovessero ritenere fondata l’accusa, minore, di “malversazione di denaro pubblico”.

Le parole del leader

Mentre a Madrid c’è agitazione per la decisione del Tribunale tedesco, davanti le mura del carcere di Neumuenster si ammassa una folla che attende il suo leader. Appena uscito dal penitenziario, Puigdemont torna ad attaccare il Governo centrale chiedendo la liberazione dei 9 leader indipendentisti ancora detenuti nel suo Paese. «È una vergogna tenere detenuti politici in Europa e non ci sono più scuse per le autorità spagnole. Queste devono intavolare un dialogo con quelle catalane per trovare una soluzione politica. Auspico l’immediato rilascio dei miei colleghi agli arresti in Spagna».

L’ex Presidente si è poi rivolto (in tedesco) ai suoi sostenitori, ringraziandoli per il supporto ricevuto. «Voglio ringraziare tutti per la solidarietà. La democrazia è a rischio in Spagna. Dobbiamo guardare al futuro con speranza e ottimismo perché abbiamo un diritto. Il diritto di non lasciare che ci rubino il futuro. Dobbiamo rimanere attivi e non cedere mai».

– Antonio Giuffrida

Credits: Ansa, El Paìs, El Mundo, La Repubblica, RaiNews24

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