Attraverso le difficoltà sino alle stelle – Breve storia dell’esplorazione spaziale

Per aspera sic itur ad astra“. Questa locuzione, attribuita a Seneca, esprime bene lo slancio che l’essere umano ha sempre provato nei confronti di quel cielo pieno di stelle che lo sovrasta con la sua immensità.

È curioso ed entusiasmante pensare a questo scimmione nudo che vaga alla ricerca di cibo. Il suo cervello non è ancora completamente sviluppato. Ha da poco abbandonato gli alberi, sta sperimentando la postura verticale, si serve di rudimentali utensili per cacciare, ma il suo sguardo è già rivolto alle stelle.
Un bisogno primordiale, un sogno proibito.

Sono passati migliaia di anni e ci siamo evoluti.
Il nostro cervello, molto più sviluppato di quello delle altre specie, ha permesso di colmare i decifit fisici. In questo modo ci è stata data l’opportunità di sopravvivere in un mondo pericoloso popolato da animali con zanne e artigli mortali e piante velenose.
Questo sviluppo così veloce ha permesso un miglioramento delle nostre condizioni di vita. Abbiamo smesso di abitare gli alberi per spostarci in case, abbiamo sconfitto malattie e accorciato distanze.

 

“Strane luci in cielo…”

Tutto questo è stato reso possibile dalla nostra capacità di immaginare, di sognare.
Non importa a che latitudine nasciamo, il colore della nostra pelle, il ceto sociale o l’ideologia, tutti noi abbiamo alzato gli occhi al cielo per guardare quei puntini luminosi in lontanza.

Alle stelle abbiamo attribuito la capacità di predire il futuro, le abbiamo usate per tracciare rotte, ci hanno permesso di calcolare il tempo, ma nelle nostre città, sempre più luminose, spesso diventa difficile vedere queste enormi sfere di gas incandescenti.

Durante un blackout a Los Angeles nel 1994 i centralini del 911, il numero per le emergenze negli Stati Uniti, furono bombardati di chiamate. C’erano strane luci in cielo e le persone erano spaventate.

Era la prima volta che vedevano la Via Lattea.

1903-Wright-Flyer-2

 

Nel 1903 i fratelli Wright facevano volare il primo aereo. Il nostro scimmione nudo stava partendo alla conquista dell’aria.
Nell’arco di una vita umana si è passati dai primi goffi tentativi di volo ai satelliti e, infine, a mandare un uomo sulla Luna.

Quelle stelle che sembravano così distanti e irraggiungibili, diventavano man mano familiari.
Da puntini luminosi sono diventate divinità, poi strumenti e, infine, le abbiamo riconosciute come enormi sfere di gas dove, a temperature e pressioni inimmaginabili, si compie la fusione nucleare.

All’interno di quei nuclei, distanti miliardi di chilometri, atomi di idrogeno reagiscono tra loro per formare atomi di elio, un elemento ben più leggero di quelli di partenza. La perdita, in termini di massa, viene convertita in energia secondo la famosa formula della relatività.
Esperimenti sono in corso per realizzare la fusione nucleare controllata sulla Terra in modo da avere energia pulita per tutti.

 

Senza l’esplorazione spaziale non ci sarebbero smartphone, computer, forni a microonde, GPS…

L’esplorazione spaziale ha migliorato la vita umana in ogni suo aspetto fin dagli arbori. I nostri antenati seminavano in base alle fasi lunari, i mercanti trovavano la rotta grazie alle stelle e ancora oggi i continui investimenti in questo senso permettono il progresso del genere umano.

Spesso non siamo in grado di rendercene conto, ma senza la ricerca non saremmo arrivati dove siamo ora.
Ma quanto è correlata la ricerca spaziale con la vita di tutti i giorni? Moltissimo.
Vi proponiamo questo video realizzato dalla NASA.

 

Certamente smartphone, computer, GPS, protesi, forni a microonde, pannelli fotovoltaici e quant’altro sono strumenti utili e importantissimi, ma credo che la conquista più grande sia un’altra.

All’interno della ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, dal 1998 persone di diversa nazionalità, credo e lingua collaborano attivamente per il progresso dell’intero genere umano.
Un progetto ambizioso che va salvaguardato, protetto e finanziato perché apre a uno scenario ben più grande della conquista dello spazio: la collaborazione internazionale.

Tutte queste conquiste, siano esse scientifiche o ideologiche, sono nate dalla curiosità di uomini e donne che guardavano il cielo stellato e sognavano.
Nel nostro piccolo, portiamo avanti questo sogno meraviglioso.

Crediti foto: Kenneth Snyder.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             –  Dino Greco

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