Beauty battle: Kiko vince in tribunale contro Wycon

Wycon paga un caro prezzo per aver perso una battaglia giudiziaria portata avanti dalla rivale azienda di cosmetici Kiko.

Il beauty della discordia: Kiko vs Wycon

“Concorrenza parassitaria”: sono queste le accuse mosse all’azienda Wycon da parte del noto gruppo Percassi. L’accusa è di aver copiato il modello di attività dell’azienda rivale, scatenando confusione nei consumatori e slealtà nella concorrenza. Per Kiko è sfruttamento di lavoro e creatività altrui. La lotta aspetta di vedere una conclusione con la decisione della Corte di Cassazione. Sta di fatto che la sentenza di primo grado e di appello del Tribunale di Milano concede momentaneamente vittoria all’azienda Kiko, confermando la condotta parassitaria della Wycon (questi avrebbero perfino copiato il grembiule delle commesse ed il disegno industriale del gruppo rivale).

Punizione esemplare

Il prezzo da pagare è  salato per Wycon: 700 mila euro di multa ed il rifacimento di 120 negozi – molti in franchising – è il giudizio. Il gruppo bergamasco sembrerebbe avere il coltello dalla parte del manico, sebbene l’appello abbia concesso – invece che 60 – 150 giorni di tempo per rifare i negozi in questione (data sforata la quale si arriverebbe a sanzioni di 10 mila euro per negozio).

La risposta

Wycon risponde con non poco disappunto, e lo precisa in una nota in cui viene aggiunto che la pronuncia del tribunale sarà oggetto di impugnazione in Cassazione. Inoltre, secondo la società, l’allestimento dei punti vendita Kiko non sarebbe originale e quindi non tutelabile come tale, portando come prove (consultabili sul sito internet Wycon) precedenti provvedimenti italiani e non che avvalorano la loro difesa. Come andrà a finire? Ai tribunali l’ardua sentenza. 

 

-Serena Valastro

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