Roma e il caldo abbraccio della Klimt Experience

Quale modo migliore di apprezzare l’arte di Gustav Klimt se non viverla? È sicuramente uno dei motivi portanti legati alla creazione della Klimt Experience, piccolo gioiello multimediale al momento in mostra a Roma.

Una dolce atmosfera accoglie il visitatore ancor prima che arrivi al luogo effettivo mostra. Già da Piazza San Giovanni in Laterano, dove è situata l’Experience, la musica classica diffusa all’interno della mostra delizia l’ascoltatore, facendo chiedere cosa possa aspettarcisi. E ciò che ci si ritrova davanti dopo aver acquistato il biglietto, è senza dubbio sorprendente; le pareti sono coperte da megaschermi, si è letteralmente circondati dalla vita di Klimt. Ritratti, lettere, citazioni dell’artista stesso, che appaiono e svaniscono come vapore, come una magia invisibile ma costante.

La mostra è suddivisa in tre sale; si entra attraverso una tenda, che si può benissimo dire separi la realtà dal sogno. La prima sala immerge, in penombra, nella vita di Klimt: è possibile osservare citazioni, fotografie, opere che vanno e vengono, mentre si è circondati da suoni e colori ovunque ci si giri. Un tappeto a terra permette di sedersi, sdraiarsi, lasciarsi attorniare dall’arte nel modo in cui essa colpisce l’osservatore, così da goderne appieno.

Ma è la seconda sala che colpisce, che fa sentire piccoli nella vastità della bellezza dell’arte di Gustav Klimt.

Enorme, infinita: tramite un’altra tenda  ci si immerge in un lungo corridoio disseminato di proiezioni animate; le creazioni dell’artista prendono vita, si muovono attraverso gli schermi, dando vita ad un ipnotico girotondo di opere. La musica, non più in filodiffusione ma protagonista e “burattinaia” dei movimenti delle opere, dà il tocco finale: artisti come Mozart e Wagner dirigono tramite le loro composizioni eterne l’arte senza tempo di Klimt.

Si arriva dunque alla sala degli specchi.

La testa gira, le immagini scorrono veloci mentre gli specchi perfettamente posizionati riflettono l’immagine di un solo schermo. Si susseguono alcune tra le opere più belle di Klimt: Danae, Giuditta I e II, il ritratto di Adele Bloch Bauer I.. E, naturalmente, il Bacio. In una perfetta estasi di musica, luci scintillanti ed oscurità, i due amanti fanno la loro apparizione, scaldando gli animi degli innamorati; il tempo sembra fermarsi assieme alla posa dei due, eterna e per sempre amata.

Usciti dalla sala degli specchi, quasi senza parole, non ci rende conto della sorpresa che la mostra ancora riserva; ci si incappa quasi per caso, talmente si è meravigliati da ciò che si è visto. Klimt Experience offre di vivere coi propri occhi all’interno delle opere, grazie all’aiuto di un VR. Più non si può dire, si rischierebbe di rovinare quella che è l’emozione complessa e grandiosa creata dagli sviluppatori di questo spettacolo nello spettacolo. Basti solo dire che, se si era già senza parole prima, l’esperienza virtuale lascerà senza fiato.

La mostra si conclude così, quasi troppo piccola per coloro i quali vogliono vedere ancora di più, godere ancora della luce proveniente dallo stile e dalle opere dell’artista austriaco. Uscendo, voltandosi, si ritrova alla fine della via il Colosseo, quasi a dare una piccola consolazione: sei stato dentro un sogno, adesso immergiti nell’eterno. Ci si sente di aver conosciuto dal profondo qualcuno che non ha mai vissuto nella nostra epoca. Perché, saggia citazione dell’artista ricorrente durante la mostra, “chi vuol sapere più di me osservi attentamente i miei dipinti, per rintracciarvi chi sono e cosa voglio”.

Maya Rao

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