Franca Ghitti – La mostra arriva a Mendrisio

La presenza di Franca Ghitti non è mai passata inosservata sulla scena dell’arte italiana ed oggi, per la prima volta in territorio elvetico, si omaggia la scultrice della Val Camonica. L’omaggio risulta doveroso verso un’artista poco nota in ambito ticinese e svizzero, ma affermata e conosciuta in ambito internazionale.

Quando lo scarto diviene arte attraverso nuovi linguaggi

Franca Ghitti nasce nel 1932 a Erbanno, dove vive con la madre Maria Dolores Giudici e il padre Francesco, proprietario di una segheria. Sarà proprio quest’ultimo a segnare, con la sua attività, il lato artistico della figlia; la quale dà vita alla sua arte grazie a materiali di scarto e poveri, come il legno e il ferro.

Lungo la sua maturazione come artista Franca Ghitti ha infatti amato sperimentare diversi materiali, solitamente definiti “poveri”, ma soprattutto studiare e creare diversi linguaggi e forme di comunicazione. Non a caso la balia dell’infanzia era sordo-muta, questo portò dunque una giovane scultrice ad interrogarsi fin da piccola sui vari modi di poter esprimere il proprio Mondo.

Accorgiti che il tuo Mondo contiene il Mondo.

Questo è un proverbio orientale che forse può spiegare e sintetizzare il modo di operare di Franca Ghitti; donna che ha sempre amato l’arte e che ha riscontrato la massima espressione di quest’ultima nella scultura. Grazie ad essa ha infatti mutato la cultura della sua terra, la Val Camonica, in un linguaggio fatto di segni e simboli, ma soprattutto universale.

La mostra a Mendrisio

L’esposizione dedicata ai lavori scultorei di Franca Ghitti si terrà al Museo d’arte Mendrisio (ex convento con gran valore storico-architettonico) dal 15 aprile al 15 luglio 2018.

La mostra, per la prima volta in territorio svizzero,presenta la selezione di circa una sessantina di opere per raccontare i principali capitoli del percorso artistico della scultrice. Tutto ciò è reso possibile grazie al lavoro di Barbara Paltenghi Malacrida ed Elena Pontiggia, in collaborazione con la Fondazione Archivio Franca Ghitti di Cellatica.

Le maggiori opere

L’allestimento delle opere è organizzato in modo tale che ogni sala e corridoio prevedano l’accoglienza ad una specifica fase del percorso artistico di Franca Ghitti.

All’interno del Museo infatti si potrà ammirare nella prima sala una serie di Mappe, prime operre Ghittiane  degli anni Sessanta, in cui la scultrice cancella la tridimensionalità dell’opera; tutto ciò avviene operando solo grazie all’incisione di segni e alla creazione di una nuova cartografia, capace di comunicare qualcosa.

Mappa di Niardo

Mappa di misurazione

Altri lavori lignei sono le Vicinie, sempre iniziate negli anni Sessanta. Il termine “Vicinia”risale alle invasioni barbariche ed indica una comunità legata da vincoli di aiuto. Franca crea così, in questo ciclo di opere, delle case con finestre aperte verso il nulla, il vuoto.

Vicinia

Tavola degli antenati

Oltre alla produzione lignea la Mostra presenta un’altra fase importante del percorso artistico della scultrice, cioè quella della lavorazione del ferro. Di questa produzione le opere più significative risultano essere  Pioggia e Spirale, tra l’altro opera che rivede il tema del cerchio, tema molto sentito dall’artista della Val Camonica.

Pioggia

Spirale

Altra creazione da non perdere è sicuramente Bosco, installazione di 12 alberi in legno, ferro e colore. L’opera risulta essere molto significativa dal momento che ruota attorno all’albero. Questa è infatti una figura presente fin dagli inizi nella vita dell’artista e viene resa simbolica.Bisogna ricordare che il padre era proprietario di una segheria; luogo un cui l’albero risulta essere elemento di scarto ( fondamentale nella produzione artistica Ghittiana).

Bosco

Mendrisio e arte

Al Museo d’arte Mendrisio sarà inoltre possibile visitare la mostra Natura e Uomo, esposizione offerta fino al 15 luglio della Collezione Bolzani. Un importante lascito di un centinaio di opere di arte italiana del Novecento, nel quale troviamo opere di Giorgio Morandi, Lorenzo Viani, Mario Sironi, Carlo Carrà, Renato Guttuso, Bruno Cassinari, Ennio Morlotti, Vittorio Tavernari, Emilio Vedova, Luciano Minguzzi; tra gli artisti ticinesi Filippo Boldini, Edmondo Dobrzanski, Giovanni Genucchi, Sergio Emery, Renzo Ferrari, Cesare Lucchini.

Questa Mostra che racchiude al suo interno opere del Dopoguerra, di astrattismo e realismo, risulta essere in piena sintonia con quella di Franca Ghitti.

 

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