L’inaffondabile Titanic: dieci curiosità e miti da sfatare

Alzi la mano chi non conosce il film Titanic diretto da James Cameron nel 1997. 

Bene, non vedo nessuna mano alzata. Presumo che tutti, almeno una volta nella vita, abbiate visto anche solo una scena del famosissimo film che narra il tragico viaggio del Titanic. Nave salpata dal porto di Southampton giorno 10 aprile 1912 e diretto a New York con 2227 passeggeri a bordo. La nave è considerata “inaffondabile” ma alle 23.40 del 14 aprile urta un iceberg e s’inabissa lasciando intorno a sè miti, leggende e credenze che a più di 100 anni dal suo incidente nell’Oceano Atlantico, fanno ancora parlare di lei.

Siamo abituati a dare per buona la versione, seppur romanzata, del film americano, ma ci sono tanti miti da sfatare e tante curiosità molto interessanti che vale la pena conoscere. Partiamo dalle curiosità.

1. La chiave nel cassetto

Pare che un certo David Blair, secondo ufficiale della nave, fosse stato sostituito appena prima di salpare da un altro uomo, un certo Charles Herbert Lightoller e che avesse sbadatamente dimenticato (così venne intesa la sua mancanza durante il processo) a consegnare le chiavi dell’armadietto che costudiva il binocolo di bordo vedetta. È probabile che se ci fossero state a bordo le chiavi, sarebbe stato possibile intravedere l’iceberg in tempo per evitare l’impatto. Ma è altrettanto vero che in piena notte ed in mezzo all’Oceano Atlantico sarebbe stato impossibile avvistare un iceberg. Diversamente da come appare nel film, infatti, l’iceberg non era illuminato da nulla.

L’iceberg “Titanic”, immortalato dal marinaio ceco Stephan Rehorek il 20 aprile 1912.

2. Le segnalazioni ignorate

Alle 13:45 arrivò un messaggio di “segnalazione iceberg” dal piroscafo Amerika, che inspiegabilmente non giunse al ponte di comando, mentre nel pomeriggio un altro avviso, questa volta dal Mesaba, non fu consegnato. I marconisti erano impegnati nell’invio dei numerosi messaggi privati dei passeggeri, che fin dal giorno prima si erano accumulati a causa di un guasto momentaneo all’apparecchiatura radio.
In generale, il risultato fu un atteggiamento di leggerezza e di eccessiva sicurezza che si impadronì di tutto l’equipaggio.

3. “Prima donne e bambini”

Con questa espressione, presa rigorosamente alla lettera dai passeggeri e dal personale di bordo, si fecero calare nelle fredde acque dell’Oceano scialuppe praticamente vuote. Basti pensare che la capacità di ogni scialuppa era di circa 65 persone, ma molte contenevano quasi una dozzina di passeggeri esclusivamente donne e bambini.

 

4. I comportamenti surreali

I passeggeri non si resero subito conto della gravità della situazione, conversavano cordialmente, fumavano e scherzavano. Secondo alcune testimonianze sembrava che fosse “uno spettacolo irreale, sembrava un dramma recitato per divertimento.” Molti si rifiutavano di indossare i giubbotti salvagente poiché si sentivano ridicoli e venivano presi in giro. Addirittura un certo Benjamin Guggenheim esordì dicendo: «Ci siamo messi gli abiti migliori e affonderemo come gentiluomini.»

5. Il primo S.O.S. della storia

Fu il Titanic ad inviare il primo S.O.S. della storia e che non venne recepito da molte altre navi che ancora non avevano il servizio radio.

 

Ma passiamo ai miti da sfatare:

6. L’orchestra

Ci sono pareri molto discordanti per quanto riguarda l’orchestra, sia per la canzone suonata sia per la sua veridicità. Nel film li vediamo seduti intenti a cercare di smorzare il terrore della gente che pian piano realizzava il disastro. Certo, è veramente molto difficile suonare quando ci si trova in eccessiva pendenza, non trovate?

7. L’eroicità del capitano Smith

Nel film è un vero e proprio eroe, che stoicamente muore dentro la cabina di comando. Tuttavia non abbiamo testimonianze di come avvenne la morte del capitano. Sicuramente fu uno dei maggiori responsabili della tragedia poiché ordinò di aumentare la velocità della nave volendo stupire tutti pensando di arrivare a New York con un giorno di anticipo. Sappiamo che non seppe gestire la situazione di periocolo avendo tardato oltre 20 minuti nell’ordinare l’abbandono della nave, oltre alla questione scialuppe e perché dopo aver detto «Save yourselves, if you can!» (si salvi chi può) si ritirò in plancia.

 

8. Le inferriate di terza classe

Le separazioni tra le classi erano regolate da norme americane per i passeggeri immigrati ed evitavano che i passeggeri di altre classi si trovassero nei settori sbagliati come ad esempio in zone riservate all’equipaggio o sale macchine. Stessa cosa, ovviamente, vale per i camerieri e l’equipaggio che avevano corridoi ancora differenti dai passeggeri. E’ quindi probabile che i passeggeri si siano persi tra i dedali dei corridoi.

9. L'”inaffondabile” fake news?

 

Ebbene sì, è probabile che già nel 1912 circolassero le tanto odiate fake news per quanto riguarda l’aggettivo che tutti associavano al transatlantico Titanic. Alcune teorie dicono che l’aggettivo “inaffondabile” sia venuto fuori addirittura dopo il disastro grazie ad alcuni titoli di giornali e che la compagnia della nave, la White Star Line non avesse mai attribuito questo pregio alla nave. 

10. La maledizione della mummia

Uno dei passeggeri del Titanic era William T. Stead, un famoso giornalista ed appassionato di spiritismo. Questi, nella notte tra il 12 ed il 13 aprile aveva raccontato una storia su un sarcofago maledetto conservato al British Museum. Il giornalista morì nel naufragio ma un superstite che aveva ascoltato quella storia la riferì modificandola. E da qui si pensò che il Titanic trasportasse una mummia e che per questo motivo fu condannata ad un nefasto epilogo.

 

Mille ipotesi, mille storie dietro un disastro tanto epocale. Chissà quanto di questo è vero, chissà dove la realtà si mescola alla fantasia. Ma è proprio questo il bello, un mito deve rimanere tale, avvolto da quell’aura di mistero che non andrà mai via e che ci farà sognare sempre.

 

Beatrice salemi

 

 

Beatrice Salemi

Beatrice Salemi

Appassionata di storia romana e di documentari sulla seconda guerra mondiale, studio presso la facoltà di lettere moderne a Catania. Nel tempo libero amo fare bricolage e guardare il mare. "Labor vincit omnia"

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