Portale Oriente: alla scoperta delle origini del Tè.

Il tè è una tra le bevande più consumate in tutto il mondo, subito dopo l’acqua. In Occidente si è diffuso grazie a olandesi, portoghesi e inglesi, ed è a loro che molti lo collegano, sbagliandosi di grosso.
La pianta è di origine cinese ed è qui che viene iniziato il suo utilizzo.


Esistono diverse leggende sulla sua nascita e più versioni vedono protagonista l’imperatore Shennong, considerato il padre dell’agricoltura cinese che insegnò al popolo come coltivare i cereali.
Un giorno si sarebbe seduto a meditare sotto un albero di Camellia Sinensis, con accanto una ciotola di acqua calda.
Quando una foglia cadde dalla pianta andò a finire dentro la ciotola, colorando l’acqua e mutandone il sapore.
L’imperatore ne rimase così colpito che iniziò a studiare i suoi benefici e ne diffuse l’utilizzo, prima come medicinale e poi come bevanda.
A Shennong è anche attribuita la scoperta del tè come antidoto a numerose erbe velenose e per questo divenne importante nello sviluppo della medicina tradizionale cinese.


Un’altra leggenda molto particolare riguardo le origini della bevanda proviene dall’India, altro forte paese produttore.
Il monaco buddhista Bodhidharma – che è venerato anche in Cina come diffusore della corrente chan o zen – per provare a se stesso di essere all’altezza dell’insegnamento del Buddhismo, giura di rimanere svegliò durante i nove anni del suo viaggio in Cina. Verso il settimo anno, però, cede e si addormenta, e così decide di tagliarsi le palpebre per non cadere nuovamente in tentazione.
Nel punto in cui caddero, crebbero delle piante che davano l’energia per allontanare il sonno. Nacque così la pianta del tè.

Verde o nero?

Mentre in Occidente si utilizzano dei colori per differenziarne i tipi, in Estremo Oriente esiste solo il “tè” e non il “tè verde”: l’originario infatti è fatto con le foglie fresche di Camellia Sinensis che non subiscono alcuna ossidazione, mantenendo il colore originario. Ovviamente verde.
Naturalmente ne esistono molti tipi, in base al luogo di coltivazione, alla lavorazione o ad altre caratteristiche particolari.
Allora perché da noi è necessario differenziarli? Semplicemente perché le foglie, durante i viaggi verso l’Inghilterra, seccandosi mutarono il colore in marroncino e si credette che quello fosse il colore originale.


Esistono davvero tanti tipi di tè, come il Marocchino alla menta, quello freddo o il tè inglese con una goccia di latte. Ma uno dei più famosi è sicuramente il Matcha giapponese.
Le foglie di questo tè vengono cotte al vapore e ridotte in polvere; è il più importante della cultura giapponese perché usato nella cerimonia del tè – di cui vi parlerò presto.
Inoltre è così famoso che è possibile trovarne diversi gelati e dolciumi, e addirittura il cappuccino, il Matcha Latte.

– Giulia Licciardello

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