L’arte di Ai Weiwei a sostegno dei diritti umani

L’arte non è una semplice attività creativa, può essere molto di più. Può rappresentare la vita quotidiana, ma anche un mondo nuovo che nasce dalla fantasia dell’artista. Quando la realtà vissuta dall’uomo diventa davvero tragica, allora, l’arte permette di denunciarla. L’artista cinese Ai Weiwei si è sempre impegnato a creare installazioni volte a coniugare arte e attivismo. In particolare, negli ultimi anni ha deciso di documentare quell’odissea globale i cui protagonisti sono i migranti e i rifugiati.

 

Cenni biografici

Nato a Pechino il 28 agosto 1957, Ai Weiwei è un artista, attivista, regista, architetto e designer cinese. Nel 1981 lascia la Cina e si trasferisce a New York, dove vive per 12 anni e svolge gran parte della sua attività artistica. É proprio nella Grande Mela che l’artista si interessa alla Pop Art di Andy Warhol e all’arte concettuale di Marcel Duchamp, a cui dedica l’opera intitolata Profile of Duchamp. Sunflower seeds. Nel 1993 ritorna in Cina per accudire il padre malato, diventando molto popolare grazie alla sua esperienza americana.

Ai Weiwei

 

Dissidente e attivista

La sua natura da dissidente e attivista lo ha sempre contraddistinto. Nel 2006 ha deciso di aprire un blog per criticare e denunciare alcune scelte politiche e sociali del Governo cinese. A causa della sua aperta opposizione al regime, nel 2011 Ai Weiwei viene confinato per 81 giorni in una località segreta. Le principali organizzazioni mondiali e i maggiori musei del mondo hanno lanciato appelli e petizioni online per esprimere la propria preoccupazione sia per la detenzione illegale dell’artista che per la libertà d’espressione in Cina. Il 22 giugno l’artista viene rilasciato su cauzione, ma con l’assoluto divieto di lasciare il paese fino al 2015.

A sostegno dei diritti umani

Gran parte delle opere realizzate da Ai Weiwei trattano temi legati alla politica, ma soprattutto ai diritti umani. Scrive infatti l’artista:

“Non separo mai la mia arte dalle altre mie attività. C’è un impatto politico nelle mie opere e non smetto di essere artista quando mi occupo di diritti umani. Tutto è arte, tutto è politica”.
(la Repubblica, 12/09/2015)

Un tema particolarmente caro all’artista è l’emergenza migranti che, dal 2015, ha visto più di 65 milioni di persone abbandonare il proprio paese alla ricerca di un futuro lontano dalla guerra e dalla distruzione. Ecco perché, una volta riottenuto il passaporto, Ai Weiwei si è recato al confine tra la Grecia e la Macedonia e sull’isola di Lesbo, dove ha potuto constatare la gravità della situazione.

 

The Law of the Journey

Oltre al documentario Human Flow, presentato nel 2017 alla 74° Mostra del Cinema di Venezia, negli ultimi anni Ai Weiwei ha dedicato diverse installazioni all’immigrazione e alla crisi umanitaria che ne consegue. L’ultima opera, dal titolo The Law of the Journey (La Legge del Viaggio), è stata presentata alla Biennale di Sydney 2018 ed è oggi esposta alla Galleria Nazionale di Praga.

Ai Weiwei - The Law of the Journey

Si tratta di un gommone nero lungo circa 70 metri con a bordo 258 figure gonfiabili: dei migranti, ammassati e senza volto. Come nelle immagini che si vedono quotidianamente, gli adulti stanno ai lati e i bambini al centro.
Stavolta, è stato questo il modo in cui l’artista cinese ha denunciato l’esodo forzato di milioni di persone, un dramma che sembra non avere fine. Proprio come quest’opera, che “galleggia” senza meta nella sala post-industriale della Galleria.

Fonti:
– Citazione, la Repubblica

-Laura Pellegrino

 

 

 

 

Laura Pellegrino

Laura Pellegrino

Studio Lingue e Culture Europee Euroamericane ed Orientali presso l’Università di Catania. Sin da quando ero bambina, sono stata incitata a inseguire i miei sogni, a viaggiare per visitare città e luoghi sempre nuovi e a conoscere nuove culture, alla ricerca di ciò che più mi affascina. Le mie più grandi passioni? Viaggiare, fotografare tutto ciò che mi trasmette emozioni, comunicare utilizzando le lingue straniere per superare barriere etniche e linguistiche, cercare sempre nuove opportunità. Il mio motto è "Sii felice adesso, poiché è questo momento la tua vita" (Omar Khayyan).

8 pensieri riguardo “L’arte di Ai Weiwei a sostegno dei diritti umani

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