La Galleria Borghese, un gioiello splendente tra i tesori di Roma

Sembra quasi un’epopea arrivarvi – spostandosi all’interno della gigantesca Villa Borghese, tra mille tesori nascosti che affiorano dal verde. Ed infine, in fondo ad un lungo viale alberato, la si vede ergersi: la Galleria, pronta ad offrire al visitatore un viaggio dentro al viaggio.

Già l’imponente struttura della Galleria lascia a bocca aperta: di un bianco accecante, eppure armoniosa con ciò che la circonda. Ed è proprio per il suo superbo splendore che vengono prese le contromisure, atte a conservarla; come un buon turista sa, per entrarvi è meglio prenotare l’ingresso online, in quanto la struttura permette un ingresso limitato. Si entra per turni; arrivati al proprio, dopo aver lasciato i propri effetti personali e aver superato una piccola fila, da un ingresso al piano terra si comincia a salire, inaspettatamente.

Ed è proprio da una quasi infinita scala elicoidale, che si inizia a visitare la Galleria.. Dal secondo piano! Il visitatore si trova immerso nella piena atmosfera dei primi del 1600, tramite le grandiose stanze della villa. Il secondo piano viene chiamato in maniera riduttiva Pinacoteca. Entrandovi, però, ci si rende conto che non è una semplice esposizione d’opere su tela come le altre: contiene una vastità d’opere che ad enumerarle ci si metterebbe una vita.

L’opera d’arte, in effetti, è la Galleria stessa – come si può leggere ed ascoltare dalle descrizioni, si trovano dipinti persino sui tetti. Non si sa davvero dove guardare, cosa guardare, su cosa concentrarsi.

La Pinacoteca contiene opere d’artisti provenienti da diversissime epoche. Esse sono armonizzate in modo tale che il visitatore possa viaggiare tra i secoli, imparando a conoscere i tratti distintivi della pittura di ogni secolo. Tiziano, Rubens, Giorgione, Giovanni Bellini sono alcuni dei nomi da citare doverosamente. Senza dimenticare che, tra di essi, si trovano capolavori del Botticelli, di Raffaello Sanzio, e del Pinturicchio. Dire che si passa da una sala all’altra con gli “occhi pieni”, è dire una pochezza a confronto delle sensazioni che si provano nel trovarsi faccia a faccia con ciò che magari si è studiato solo sui libri.

Ma la grandiosità della Galleria Borghese, la vera sorpresa per chi non ne è a conoscenza, arriva scendendo al primo piano, dove sono esposte le sculture.

Cosa potrà ancora stupirmi adesso? È un pensiero più che comune, avendo in mente ciò che si è già visto. La risposta arriva attraversando la porta che divide le scale dalla prima sala, dove lo spettatore viene letteralmente sopraffatto dalla bellezza “vera” del Ratto di Proserpina, del Bernini. Le mani che affondano nella carne, quasi come se il marmo fosse muscolo, come se i soggetti fossero vivi, lasciano anche il più scettico degli amanti dell’arte letteralmente con le lacrime agli occhi. Come può uno scultore aver reso vero il bello?

Naturalmente, oltre al Bernini vi si trovano capolavori come la Paolina Borghese del Canova, per non parlare dell’estesa esposizione dei capolavori del Caravaggio. Si susseguono opere greche, romane, persino egizie. Sembra di viaggiare avanti ed indietro nel tempo, con piccole interruzioni da parte del Bernini stesso, col suo David, con la sua Verità, con, infine, i bellissimi Apollo e Dafne. Fermi nella loro posa immortale, coloro che hanno la fortuna di ammirare l’opera, ne rimangono estasiati.

Usciti dalla galleria, si hanno le gambe molli. Lo spettatore ha assistito ad un vero viaggio nel tempo, attraverso ogni forma d’arte. Ha soprattutto assistito alle diverse definizioni di bellezza secondo molteplici artisti, perché la bellezza è soggettiva, mai dettata dall’alto – qualcosa di cui certe volte oggi non ci si capacita. Lo splendore, la vastità di questa villa, le stanze che sembrano non finire, le opere d’arte che sembrano essere infinite; sono alcuni dei numerosissimi motivi per cui, chiunque abbia in programma di visitare la Città Eterna, deve per forza includere la Galleria Borghese tra le sue mete. Le ore sembrano secondi, il tempo si ferma: è proprio il caso di dire che si assiste ad uno strano ma splendido tipo di magia. 

Maya Rao

Maya Rao

Maya Rao

Musicista dall'animo rock, vive per viaggiare ed è amante di ogni espressione dell'arte. Vede un'avventura all'orizzonte ogni volta che varca il portone di casa propria. Ama scrivere di viaggi, musica, arte, astronomia ed eventi; è quasi sicuro che agli eventi di cui parlerà, in un modo o nell'altro sarà sempre presente. I viaggi descritti sono realmente avvenuti, le emozioni raccontate sono state realmente provate; scopo dei suoi resoconti è far vivere al lettore una parte delle proprie avventure e, con esse, una parte del suo modo di vedere il mondo.

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