The Greatest Showman – P. T. Barnum tra realtà e finzione

Il 25 Dicembre 2017, The greatest showman è stato distribuito nelle sale cinematografiche di tutta Italia e da quel momento c’è chi non smette di ascoltarne la colonna sonora. Lo spettatore, durante i 105 minuti di pellicola, viene inebriato con le spettacolari coreografie anche aeree, dalla bravura degli interpreti e dalla bellezza dei costumi. Il film racconta la storia di Phineas Taylor Barnum, un uomo che si è fatto da se (in vero stile americano) che riesce a costruire un impero, creando al contempo una grande famiglia. Il musical parla di amicizia, amore, accettazione e riscatto. Lo spettatore, volente o nolente, resta indubbiamente affascinato da questa favola a lieto fine. In un mondo che cerca di isolare il prossimo perché diverso, gli outsiders si uniscono e si supportano, mostrando l’umanità che si cela oltre la diversità.

Ma quanto c’è di vero in questa favola colorata?

Cosa sappiamo esattamente di questo “The greatest showman”?
Phineas Taylor Barnum è stato senza dubbio un uomo dalle mille risorse, capace di reinventarsi molteplici volte durante il corso della sua vita sviluppatasi nell’arco del diciannovesimo secolo. Sarebbe decisamente impietoso ricordarlo soltanto per il circo, quando in realtà questo venne ufficialmente fondato soltanto compiuti 60 anni. Prima la sua vita fu molto piena.
Nato a Bethel in Connecticut nel 1810, la sua esperienza lavorativa significativa fu quella della lotteria. Business che sviluppò dal 1828 fino al 1834, anno in cui si trasferì a New York insieme alla moglie Charity e la prima figlia Caroline.

L’inizio dello spettacolo

Nel 1835 Barnum inizia la sua carriera da showman con la sua prima esposizione: Joice Heth, una schiava afro-americana cieca e quasi totalmente paralizzata che si diceva avesse 161 anni e fosse stata la levatrice di George Washington. La donna stava in scena anche 12 ore al giorno, sei giorni alla settimana, d’innanzi ad una clientela pagante che ascoltava le storie sul Presidente. Alla sua morte, nel 1836, Barnum organizzò una pubblica autopsia dove la gente pagò 50 centesimi per potervi assistere. Dall’esame autoptico risultò evidente che la donna non aveva più di 80 anni, la metà di quanto si presumeva ne avesse. Barnum allora dichiarò di avere sostituito il corpo e che la vera Joice Heth era viva ed in salute e che un giorno sarebbe tornata. 

Barnum’s American Museum

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Da sinistra: Zalumma Agra (Bellezza Circassa), Sconosciuta, Anna Swan, Figlio di John Lucasie, Mercy Lavinia Warren Stratton, Noah Orr (Il gigante dell’Ohio), John Battersby (Scheletro Umano), Hannah Perkins Battersby (la donna grassa), Sconosciuto, Sconosciuto, John Lucasie.

Nel 1841 Phineas Barnum acquista lo Scudder’s American Museum, cambiandone il nome ed utilizzandolo come vetrina per i suoi primi Freaks. Erano passati ormai alcuni anni dalla morte di Joice Heth e Barnum aveva bisogno di nuove attrazioni. Al Barnum’s American Museum, alto cinque piani, si accedeva pagando un biglietto di 30 centesimi e permetteva di godersi uno spettacolo incredibile. Non solo esseri umani come i gemelli siamesi Chang e Eng Bunker, la donna barbuta Josephine Clofullia o il Generale Tom Thumb! Il museo aveva anche uno scopo educativo per la presenza e l’esposizione di animali vivi ed impagliati. Le voliere accoglievano uccelli esotici dal piumaggio colorato ed anche i numerosi acquari esponevano rarità provenienti da tutto il mondo, tra cui due beluga bianchi.  Il secondo piano ospitava una grande varietà di oggetti provenienti dall’India, tra cui archi e frecce, teste di pietra e coltelli avvelenati. Al terzo piano invece c’erano animali di ogni genere e specie nonché numerose statue di cera di personaggi storici.  

Probabilmente il più grande museo d’America nonché unico nel suo genere, almeno fino alla sua tragica distruzione, il 13 Luglio 1865, a causa di un incendio. L’edizione giornaliera del New York Times dedicò un’intera pagina e ben sei colonne all’articolo riguardante il disastro.
L’imprenditore riapre velocemente un nuovo museo, che tuttavia non ebbe più fortuna del precedente poiché anche questo finì per bruciare in circostante misteriose nel 1868. 

The greatest show on Earth

Avendo scampato la morte per la seconda volta, Barnum decide di far cambiare direzione ai suoi affari. Nel 1870 inizia a collaborare con Dan Castello and William C. Coup, proprietari di un circo, per inaugurare nel 1871 Il Museo dei Grandi Viaggi, Serragli, Carovane ed Ippodromi di P.T. Barnum. Soltanto nel 1881 però si fusero insieme per creare un’unica grande famiglia.

“Il più grande spettacolo del mondo” necessitava di uno straordinario mezzo di trasporto e così si sposta in treno attraverso l’intera America, rendendo il viaggio stesso uno spettacolo. Barnum attraversava le città organizzando delle vere e proprie parate in cui i suoi artisti invogliavano il pubblico a visitare il circo.
Effettivamente il circo fu un’opera maestosa. L’intuizione geniale venne all’imprenditore quando invitò il proprio rivale in affari, James Anthony Bailey, ad una fusione. Il risultato fu un circo a tre piste che rimase leggendario, oltre ad avere un organico superiore alle mille persone ed un’immensa varietà di intrattenimento: il Barnum & Bailey Circus.

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All’apice della sua carriera, il 7 Aprile 1891, Phineas Taylor Barnum morì a seguito di un ictus, consapevole o meno del successo del suo lascito.

Dopo la morte dei due imprenditori, il Barnum & Bailey Circus venne acquistato poi dal concorrente Ringling Bros. World’s Greatest Shows, ma rimasero due show separati fino al 1919, quando venne deciso di unire i due spettacoli, sotto il nome di Ringling Bros. e Barnum & Bailey Circus.
Nel Gennaio 2017, dopo quasi 150 anni di attività itinerante, il circo ha annunciato la sua chiusura, avvenuta nel Maggio dello stesso anno.

Effetto Barnum

Lo spettacolo di P.T. Barnum era talmente vasto da offrire “qualcosa per ciascuno spettatore” ed è proprio da questo che prende il suo secondo nome l’Effetto Forer. In breve, è quel fenomeno che spinge a considerare assolutamente vere e personalizzate, affermazioni in realtà generiche e talvolta contraddittorie. L’esperimento somministrato ad una classe universitaria nel 1948 vide gli studenti protagonisti di questa teoria. Forer somministrò alla classe un questionario di tredici domande e gli studenti avrebbero dovuto dare un punteggio da 0 a 5 sull’accuratezza della domanda. L’intera classe totalizzò un punteggio superiore ai quattro punti, determinando la riuscita del test. Le domande erano così generiche o contraddittorie che la classe nella sua totalità si riconosceva perfettamente in quasi tutte.

Se quando leggete l’oroscopo pensate che sia rivolto proprio a voi, forse siete stati vittima dell’effetto Barnum.

Insomma, P. T. Barnum ha vissuto senza dubbio una vita straordinaria e venne a contatto con personalità storiche di spicco come la Regina Victoria, che incontrò durante un tour con Tom Thumb. Una personalità interessante che da studiare e conoscere oltre della finzione cinematografica.

 

Virginia Ciancio

Virginia Ciancio

Ho 25 anni ma nessuno sembra crederci, io per prima. Per descrivermi potrei dire che sono una giurista per vocazione, tennista per passione e scrittrice per disperazione. Racconto la mia realtà in questo modo perché solo così riesco ad esprimere ciò che provo. Adoro l'arte, la letteratura e sono affascinata dalla psicologica perché non sono brava a capire le persone.

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