Catania Film Fest – Le recensioni dei film in concorso

Da mercoledì 18 aprile fino a sabato 21 si è tenuta la settima edizione del Catania Film Fest- Gold Elephant World Award con la proiezione dei cortometraggi e dei lungometraggi candidati e gli eventi inerenti.  L’evento è stato organizzato dal Presidente Daniele Urciuolo e dal Direttore Artistico Cateno Piazza.

I cortometraggi vincitori

Dopo tre intense giornate, la Cerimonia di Premiazione si è svolta al MA di Catania in cui sono stati annunciati i vincitori del festival. In sala erano molti gli spettatori,ma anche gli ospiti a cui sono stati dati dei riconoscimenti. Gli organizzatori del festival, quest’anno, hanno deciso di creare due tipi di giurie differenti. La prima giuria era composta dai ragazzi del liceo artistico M. M. Lazzaro, e un’altra formata da tre professionisti del settore, tra cui l’attrice Valentina Lodovini, la regista Antonietta De Lillo e il produttore Roberto Cipullo.

Tra i 15 cortometraggi in concorso, la giuria qualità ha assegnato il premio come Miglior Cortometraggio Europeo Indipendente al film “Anniversary” di Angelica Germanà Bozza.

Anniversary

Il cortometraggio in questione, proiettato il secondo giorno al cinema Lo Po di Catania, parla di un padre e di una figlia di origine curda che decide di trasferirsi in Germania dopo la morte della madre. La regista  si concentra nel raccontare una tradizione che la popolazione curda porta ancora oggi avanti. Si tratta di ricordare il giorno della morte di una persona cara, in questo caso la madre, donando del cibo a chi ne ha bisogno girovagando per le strade del paese. Il tutto viene raccontato con una delicatezza strepitosa che lascia lo spettatore stupito e intento a riguardarlo ancora una volta. Senza dubbio, si tratta di un cortometraggio che emoziona grazie, soprattutto, alla bravura dei protagonisti che hanno saputo interpretare una tradizione così significativa, ma poco conosciuta all’estero.

Il secondo cortometraggio premiato dalla giuria giovani è stato “Framed” di Marco Jemolo.  Il protagonista è un omino di plastilina che si chiama Fk. Sebbene si tratti di un film di intrattenimento, lascia riflettere sulla possibilità che ognuno di noi possa di scegliere il proprio destino. Fk possiede un’anima profonda e un forte spirito critico e davanti a degli interrogatori in un distretto di polizia cerca la libertà di cui ha bisogno. Vuole essere libero, libero di scegliere per la sua vita.

Premiati anche i lungometraggi!

I lungometraggi in concorso erano in tutto tre,ma solamente due sono stati quelli premiati. Come per i cortometraggi, i vincitori sono stati scelti dalla giuria giovani e dalla giuria qualità.

Il lungometraggio vincente,scelto dalla Giuria Qualità come Miglior Film Europeo Indipendente è stato “Senza Fiato” di Raffaele Verzillo.  La giuria lo descrive come: “un film che fotografa la realtà attuale attraverso una coralità di personaggi tridimensionali ben interpretati che restituiscono un’umanità ferita che non rinuncia a giocare la propria partita”. Infatti, il film affronta i tormenti provocati dalla crisi economica che si abbatte in maniera diversa sulle vite dei protagonisti. Un personaggio cruciale è Matteo, un matematico, che chiede ai protagonisti, legati a lui ognuno per diverse ragioni, un motivo per non suicidarsi.  Raffaele Verzillo mette in scena una storia toccante che svela a poco a poco i rapporti tra i personaggi. Si nota che è proprio da questi legami che vi è una luce di speranza in un mondo che “fa schifo”. Sono tutti con il fiato corto (come accenna il titolo) e in cerca di un riscatto. La regia si esprime in bianco e nero quasi come se volesse accentuare il dolore delle loro vite.

Secondo film premiato: ‘Blue Hollywood’ di Francesco Gabriele

La giuria giovani ha premiato come Miglior Film Europeo Indipendente il lungometraggio ‘Blue Hollywood’ di Francesco Gabriele. I protagonisti del film sono Alessandro (Francesco Gabriele) e Celeste (Helen Waltkinson). Entrambi giovani attori decidono di trasferirsi a Los Angeles con l’obiettivo di realizzare i propri sogni ed avere successo.  Avendo avuto la possibilità di intervistare il regista e anche protagonista del film, Francesco Gabriele ci racconta : “Spesso quello che si vede è solo la punta di un iceberg, il glamour. In realtà dietro ci sono molti sacrifici e difficoltà con cui ogni attore deve confrontarsi”.  Il film racconta come si svolge la vita dei protagonisti mostrando il lato oscuro del cinema attraverso uno sguardo spesso ironico che punta a credere nei propri sogni perché non c’è cosa migliore di fare quello che si ama!

 ‘Chi salverà le rose?’ di Cesare Furesi

Il film “Chi salverà le rose?” di Cesare Furesi è stato il terzo lungometraggio in concorso. Durante la Cerimonia di Premiazione è stato assegnato il premio come Miglior Attore non protagonista a Lando Buzzanca. Il film parla di una coppia formata da Claudio (Lando Buzzanca) e Giulio (Carlo Delle Piane) che vive un periodo difficile, iniziato con la malattia di Claudio. Una volta che Giulio ha venduto tutto per far in modo che il suo compagno viva una vita migliore, sente il bisogno di chiamare la figlia Valeria (Caterina Murino). Quest’ultima, orfana di madre, era andata via di casa perché non accettava la passione del padre per il gioco d’azzardo. Valeria ha un figlio, Marco, che non sa ancora di avere una dote per il gioco, probabilmente ereditata dal nonno. Quando Claudio rivela a Marco che l’unico modo per uscire dai debiti è giocare una sola e ultima partita di poker, il ragazzo convince il nonno a farlo.

Cesare Furesi spiega: ” Si tratta di una storia d’amore omosessuale che ha creato dei problemi all’interno del nucleo familiare,ma con il ritorno della figlia si trova una soluzione. Il film parla di un amore delicato che non sente il bisogno di essere esteriorizzato”.  

La regia,infatti, interpreta il copione in maniera brillante e dolce allo stesso tempo, aiutati da un casting formidabile.

Natalia Carnemolla

Natalia Carnemolla

Studentessa di Fashion Marketing&Business Management,20 anni.

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