Fabriano: la magia d’un Capodanno in una città che sa stupire

Stupefacente ed inatteso sopra ogni altra cosa, un nuovo viaggio da farsi arriva come dono natalizio. Chi se lo aspettava che da un giorno all’altro si sarebbe andati ancora una volta all’avventura? E poi, quanto poco si era realmente sentito parlare di Fabriano?

Sarebbe disonesto non dire di come, durante il lungo tragitto da Catania verso le Marche, la domanda fosse sempre e solo una: che conosciamo di Fabriano? Gli A4 ruvidi, persecuzione scolastica infantile, era la risposta ironica più comune. Nel frattempo, i paesaggi si susseguivano – campagne sconfinate, luoghi inaspettatamente innevati – fino ad arrivare nei pressi della città, lì dove l’albergo era situato, tra le montagne facenti confine tra Umbria e Marche.

Ed è così che ha inizio la scoperta, una vera e propria esplorazione di un posto di cui niente si sapeva, ma che solo a prima vista emozionava già. Dopo i primi giorni passati tra i paesini circostanti Fabriano – Campodonico, Sassoferrato, Serradica, solo per citarne alcuni per cui è davvero obbligatorio passare – arriva finalmente la fine dell’anno, e con sé la scoperta di un vero e proprio luogo fermo nel tempo, con maestose costruzioni medievali e rinascimentali. Il bello di questi luoghi è in effetti questo: il saper preservarne la bellezza eterna, così da poterla continuare a vivere anche nel nostro tempo.

E Fabriano, in effetti, non ha deluso le aspettative. E, per riprendere il pensiero iniziale con cui si è partiti, come cominciare la propria visita della città se non alla Cartiera?

Già, proprio il posto da cui provengono i nostri incubi infantili. Bisogna distinguere però: la fabbrica si trova in città, ed è forse una delle più grandi che mai si vedranno. La Cartiera, dove ha avuto tutto inizio alla metà del XIII secolo, è invece all’interno del borgo storico. Lì sembra rimasto tutto come nel periodo in cui venne fondata: si possono trovare tutti gli strumenti originari, ancora perfettamente funzionanti. I Maestri – mestiere che va sempre di più sparendo – mostrano i processi antichi e moderni, creano le famosissime filigrane della Fabriano di fronte agli occhi del visitatore, a cui viene permesso di creare il proprio foglio. La carta, grande invenzione e ricchezza, si trova così tra le mani di chiunque desideri imparare come le cose di ogni giorno siano fatte.

Segue, dopo la visita alla Cartiera, la visita al museo del pianoforte. Può sembrar un luogo comune, eppure quello di Fabriano è un museo straordinario. Conserva pezzi unici appartenuti o suonati dai più grandi, dai primi esemplari fino a quelli che conosciamo oggi. Accompagnati da una valente pianista, gli ospiti ascoltano i suoni dei primi “Fortepiano“, stupendosi di come essi col passare degli anni si arricchiscano di pedali inusuali. Ad ogni piano viene assegnato un pezzo della propria epoca, fino ad arrivare ai Gran Coda del presente. Va senz’altro visto, senza considerare che appena usciti dal museo, al piano di sotto, si può ammirare un’esposizione vastissima di presepi. No, non sono i soliti, sono molto più stupefacenti di quel che si può pensare appena varcata la soglia.

Una veloce merenda, la sera comincia a calare. Una delle cose belle del periodo invernale è che durante le vacanze natalizie, non bisogna aspettare molto per vedere le città splendere tra le loro mille luci.

Una delle cose che sicuramente fa emozionare chi ama il Natale, è il cominciare a sentire la musica mentre ci si avvicina al centro. Bing Crosby, Frank Sinatra, sì, pure Mariah Carey, avvolgono tra le loro hit cittadini e visitatori, che seguono le note fino a trovarsi davanti lo spettacolare albero di natale di Fabriano. Basti solo immaginare: si trova accanto alla fontana Sturinalto (molto simile alla Maggiore perugina), con uno sfondo stellato proiettato sul Palazzo del Podestà. La magia è dunque compiuta: ci si ferma, attoniti, ad ammirare un così grande concentrato di bellezza, resa ancor più splendida dal Natale.

Scendendo verso i mercatini natalizi, senza dimenticare di guardare alla propria sinistra, lì dove si trova il Museo della Farmacia. Niente visite, stavolta, è un’erboristeria tutt’ora funzionante… Datata 1896! Un tripudio intagliato nel legno, adornato di strumenti e vasi dell’epoca, accolgono coloro che vi entrano, indipendentemente dall’acquistare qualcosa o no.

Si passa dai mercatini, anch’essi splendidi ed unici, si pattina, infine si ritorna. La stanchezza si fa sentire, il veglione di lì a poche ore richiama l’attenzione. Eppure, si torna con gli occhi pieni di qualcosa di totalmente inaspettato. Fabriano sa senza dubbio stupire, soprattutto se si era partiti solamente con l’idea della carta. Ecco dunque la famosa bellezza che sta nelle piccole cose, dietro l’angolo della nostra mente. Ogni viaggio è ricchezza, allontanandosi anche di poco da casa si può scoprire l’impossibile. Questo, naturalmente, senza contare l’unicità delle festività natalizie: la magia nella magia stessa, unica ed infinita, ferma nel tempo.

 

Maya Rao

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *