Trump minaccia l’Iran

A pochi giorni dal grandissimo risultato ottenuto nella pacificazione tra le due Coree; a oriente sorge un altro problema di notevole importanza. Trump minaccia l’Iran, in seguito alle accuse durissime mosse dal presidente israeliano Netanyahu: «L’Iran ha mentito. L’Iran punta a dotarsi di almeno cinque ordigni nucleari analoghi a quelli utilizzati su Hiroshima». Parole dure, fortificate dal ritrovamento di 55mila documenti sottratti all’Iran dai servizi israeliani.

Cosa prevede lo storico accordo

Dopo due anni di intensi negoziati, il 14 luglio del 2015 viene annunciata la firma del Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa), noto anche come accordo sul nucleare iraniano. L’intesa è stata raggiunta dall’Iran e dai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (Cina, Francia, Russia, Regno Unito, Stati Uniti) più la Germania, oltre all’Unione europea.

L’obiettivo fondamentale è quello di impedire all’Iran di ottenere una tecnologia tale da produrre ordigni atomici da utilizzare per scopi bellici. A loro volta è consentito l’utilizzo e l’approfondimento di tecnologie nucleari per scopi civili.

I termini dell’accordo

In base all’accordo, l’Iran doveva eliminare le sue riserve di uranio a medio arricchimento e diminuire quelle a basso arricchimento.

L’Iran si è impegnata inoltre a ridurre di oltre due terzi le sue centrifughe a gas adibite ad arricchire l’uranio. Quest’ultimo è un passaggio fondamentale poiché, mediante l’arricchimento dell’uranio, si ottiene la bomba atomica.

Il Jcpoa prevede inoltre che per i 15 anni successivi dalla firma l’Iran potrà arricchire l’uranio ad una gradazione non superiore al 3,67% e non potrà costruire alcun reattore nucleare ad acqua pesante per lo stesso periodo.
Le attività di arricchimento dell’uranio, così come quelle di ricerca, saranno limitate a un singolo impianto.

A vegliare su tutto questo è stato creata un’apposita agenzia (Aiea). L’agenzia internazionale per l’energia atomica avrà regolare accesso a tutti gli impianti iraniani. Gli ispettori dell’Aiea potranno accedere solo ai siti concordati nel Jcpoa. Per ispezionare altri siti dovranno prima ottenere il permesso di Teheran.

Le posizioni degli aderenti all’accordo

In primis l’UE  ha cercato di difendere l’intesa con l’Iran. Federica Mogherini, ovvero l’Alto rappresentate per la politica estera dell’UE, ha ribadito in più occasioni che gli Stati Uniti non hanno il diritto di ritirarsi unilateralmente dall’accordo e ripristinare le sanzioni.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, sotto la presidenza Obama erano d’accordo nell’aver raggiunto un accordo storico che avrebbe reso il mondo un posto più sicuro. Con l’avvento alla presidenza di Trump le cose sono cambiate. Donald ha molte volte  definito il Jcpoa come «il peggior accordo internazionale mai firmato dagli Stati Uniti», l’intesa è sbilanciata a favore di Teheran e rappresenta una minaccia alla stabilità del Medio Oriente.

Trump fissa delle condizioni agli alleati europei

Trump ha fissato entro il 12 maggio il termine entro cui l’UE deve accettare una serie di modifiche al Jpcoa. Se non lo dovesse fare, il presidente americano ha minacciato di non certificare l’adesione dell’Iran all’intesa.

Le condizioni sono quattro:

1) Trump chiede che vengano rimosse le limitazioni geografiche e temporali per le ispezioni di qualsiasi sito nucleare da parte dell’Aeia.

2)L’introduzione di nuove sanzioni sul programma missilistico iraniano. Trump vorrebbe accorpare le due faccende in un’unicsnauestione.

3)L’estensione della durata delle limitazioni al programma nucleare iraniano previste dall’accordo.

4)Un intervento più diretto contro le attività di Teheran in Medio Oriente, che secondo gli Stati Uniti sono la principale causa di instabilità nella regione.

A pochi giorni dalla storica riconciliazione, salta fuori un problema che sembrava sepolto grazie allo storico accordo.

 

Fonti: Sole24ore, SkyTg24.

crediti foto: larepubblica, ilSole24ore

Giuseppe Lombardia

Mi chiamo Giuseppe Lombardia, ho 21 anni e studio economia e commercio all’università di Catania. Sono appassionato di politica e storia.

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