La controversa vita dei partiti dopo il 4 Marzo

Le elezioni del 4 Marzo hanno lasciato un risultato politico in cui nessuna delle forze in campo riesce ad avere i numeri sufficienti per governare. Questo ha determinato una situazione di stallo che ha avuto riflessi nel comportamento dei partiti, troppo spesso incoerente e contraddittorio. Tra proclami e ripensamenti ancora non si è arrivati ad un accordo. Mattarella decide per un governo neutrale, Cinquestelle e Lega chiedono ancora tempo per un governo politico.

 

Renzi, Grillo, Salvini, Berlusconi- Fonte: gds.it

 

 IL MOVIMENTO

Il Movimento 5 Stelle sembrava essersi vestito di una responsabilità istituzionale inconsueta, aprendo per la prima volta a possibili alleanze. Falliti, però, i primi tentativi in tal senso, gli esponenti più importanti del Movimento hanno nuovamente cominciato a sparare a zero sugli altri partiti, tradendo quelli che erano stai i toni conciliatori degli ultimi mesi. Grillo ha proposto per l’ennesima volta un Referendum sull’Euro. Di Maio si è dichiarato favorevole a nuove elezioni con la stessa legge elettorale. Proprio con quel Rosatellum tanto criticato dal Movimento e che si è rivelato non compatibile con l’attuale tripolarismo della nostra politica.

Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio-Fonte: ANSA

Ma le contraddizioni non finiscono qua. Inizialmente, infatti, l’affidamento dell’incarico di Premier a Di Maio era una condizione imprescindibile per un accordo. Nell’ultima settimana si è aperta la possibilità di un governo con la Lega, in cui il capo del governo venga scelto in maniera condivisa. “Sono più importanti i temi delle persone” ha dichiarato il candidato premier Cinquestelle, ma non era questa l’idea che traspariva dopo i risultati del 4 Marzo. Giusto fare dei passi indietro in una situazione del genere, il problema è voler far credere che questa posizione (più ragionevole) era la stessa di quella portata avanti due mesi fa.

RENZI E IL PD

Il PD aveva preso una decisione abbastanza chiara dopo le elezioni: si rimane all’opposizione senza stringere alcuna alleanza. Se non fosse che, dopo le dimissioni di Renzi, le correnti non-renziane del PD hanno tentato di sfruttare la crisi politica dell’ormai ex Segretario per prendere il controllo del partito, aprendo a nuovi inaspettati scenari. Per diverso tempo si è parlato di un’alleanza col Movimento 5 Stelle, tanto che il Presidente Mattarella ha affidato un incarico esplorativo a Roberto Fico per sondare questa opzione.

Matteo Renzi-Fonte: corriere.it

Tuttavia, nonostante la volontà espressa dopo le elezioni di fare il Senatore semplice, Renzi si è dimostrato essere ancora il leader indiscusso del PD. Pacificata la rivolta interna del partito, l’ultima Direzione PD ha confermato il No ad alleanze con altri partiti.

LA COALIZIONE DI CENTRODESTRA

Il centro-destra, invece, ha continuato ad adottare la linea presa all’inizio, rifiutando qualsiasi accordo col PD e cercando in tutti i modi un’alleanza con i Cinquestelle. Alleanze stabili non sono state possibili con la coalizione unita e il centro-destra da solo non poteva governare. Il rifiuto ad oltranza di Salvini per un governo tecnico a questo punto non sembrava più una posizione sensata, a meno che la Lega non avesse deciso di separarsi dalla coalizione. Se da un lato, tuttavia, si è chiesta responsabilità al Movimento per formare un governo, dall’altro, non si è stati abbastanza responsabili da fare una scelta impopolare per il proprio l’elettorato. Sbloccare lo stallo sì, ma solo se non si perdono consensi. L’atto di responsabilità viene, ora, scaricato a Forza Italia, a cui è richiesta un’astensione benevola per favorire un eventuale governo Salvini-Di Maio.

 

Berlusconi e Salvini-Fonte: Freedom24news.eu

 

GLI ULTIMI GIORNI DI CONSULTAZIONI

In tutto questo, sono passati più di due mesi e il Paese è ancora senza un esecutivo. La scelta di Mattarella sembrava orientata verso un governo neutrale che potesse traghettare il Paese fino a dicembre. Il problema rimaneva trovare una maggioranza che appoggiasse questo esecutivo. M5S e Lega si sono dichiarati contrari a questa opzione rilanciando una possibile alleanza giallo-verde. In alternativa, si torna a subito a votare.

I difetti della nostra politica sono chiari e la loro risoluzione non può non passare dall’adozione di un sistema maggioritario, unica alternativa per un contesto politico dominato da tre poli che, a quanto pare, non riescono a concludere alleanze di governo. La situazione non cambierebbe anche nel caso andasse in porto il governo Cinquestelle-Lega. Flat tax, reddito di cittadinanza e abolizione legge Fornero non sono manovre sostenibili per il bilancio dello stato. Una loro selezione all’interno di un programma di governo potrebbe stroncare sul nascere questa alleanza. Mancano, ancora, i presupposti per un governo stabile.

 

-Daniele Stracquadanio

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