Eurovision Song Contest – la competizione canora più seguita al mondo

Martedì 8 Maggio è iniziato l’Eurovision Song Contest, competizione canora che vede partecipare i migliori cantanti selezionati e, ad oggi, il programma non sportivo più seguito al mondo. Ma cos’è questo Eurovision e perché tutti ne parlano?

La creazione

L’Eurovision nasce nel 1955 dall’idea geniale proposta da Sergio Pugliese e accolta da Marcel Bezençon. Il festival di Sanremo era il punto di partenza e il fine ultimo era quello di creare un programma che abbattesse ogni barriera linguistica e culturale e che unisse tutti i paesi. Un progetto ambizioso che, nel 1956 a Lugano, vide la partecipazione di solo sette stati: l’Italia, i Paesi Bassi, il Belgio, la Svizzera, la Francia, la Germania Ovest e il Lussemburgo.
Era solo l’inizio di un programma che ha fatto la storia.

Per poter partecipare, lo stato deve far parte dell’Unione Europea di radiodiffusione (UER) oppure essere un paese membro del Consiglio d’Europa. Sebbene quindi il nome tragga in inganno, non bisogna trovarsi geograficamente in Europa per poter partecipare. Tra le caratteristiche del programma, dal 1960 vige la regola secondo la quale il paese vincitore deve ospitare l’edizione dell’anno successivo. Questa regola viene applicata sempre a meno che il paese l’anno successivo non possa partecipare.
Ciascun paese può selezionare il proprio cantante senza vincoli di nazionalità, sia attraverso un concorso come il festival di Sanremo, sia attraverso una selezione interna.

Big five

I Big Five sono le nazioni che per prime hanno finanziato economicamente l’Unione Europea di radiodiffusione e tra queste le fondatrici dell’Eurovision Song Contest: Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna.
L’accesso diretto alla finale ha generato molte critiche. Per questo motivo la Turchia ha criticato aspramente questo sistema rifiutandosi di partecipare alle edizioni del 2011 e 2013.

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La competizione ha raggiunto la sua 63° edizione ed è Lisbona la città ospitante a seguito della vittoria di Salvador Sobral a Kiev lo scorso anno. Quest’anno i partecipanti sono stati in tutto 43, ma alle finali potranno accederne solo 26. I venti qualificati delle due semifinali, i Big Five ed infine lo stato ospitante che accede di diritto alla finale.

Ogni anno viene scelto un tema ed uno slogan che sarà il tema portante del programma. Quest’anno il Portogallo ha scelto All Aboard, che celebra la tradizione portoghese di esplorazione ed unità attraverso il mare. È la prima vittoria per il Portogallo che ha deciso di fare le cose in grande! Oltre al logo principale con la conchiglia, sono stati disegnati altri dodici loghi alternativi che rappresentano la diversità dell’ecosistema marino.

Le semifinali

Le sere di Martedì 8 e Giovedì 10 Maggio si sono disputate le semifinali che hanno decretato i finalisti dell’Eurovision 2018.
I finalisti della prima serata sono stati: Austria, Estonia, Cipro, Lituania, Bulgaria, Israele, Repubblica Ceca, Albania, Finlandia e Irlanda.
I finalisti della seconda serata sono stati: Serbia, Australia, Norvegia, Moldavia, Svezia, Danimarca, Ungheria, Ucraina, Slovenia e Paesi Bassi.

Le semifinali si sono appena concluse, non senza critiche, tra cui lo stesso Sobral che si è espresso aspramente nei confronti di Toy, la proposta di Israele. Personalmente invece ritengo che la canzone sia giovane, eccentrica e indimenticabile nel bene o nel male, che ricalca il movimento #metoo e condanna la violenza sulle donne, rileggendola in chiave pop. La sua performance ha fatto schizzare in vetta Israele tra i papabili vincitori ma gli Eurovision sono sempre imprevedibili in questo.

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E l’Italia?

Nonostante sia tra i paesi ideatori dell’Eurovision, il concorso canoro ha visto il Bel Paese vincere soltanto due volte. Nel 1964 vinse Gigliola Cinquetti con la sua Non ho l’età, e nel 1990 Toto Cutugno con Insieme: 1992. Quest’anno a portare alto il tricolore sarà il duo formato da Fabrizio MoroErmal Meta, vincitori del festival di Sanremo con Non mi avete fatto niente. L’inno contro il terrorismo avrà alcune parti del testo tradotte in inglese per permettere un maggiore apprezzamento della canzone e chissà che non riescano vincere.

Per chi fare il tifo?

Sebbene spirito patriottico e l’essere una fan di Fabrizio Moro dovrebbe spingermi a tifare per il nostro paese, non posso certo non strizzare l’occhio alle abilità degli altri concorrenti.
Se durante la prima serata ero rimasta abbastanza delusa dalle performance straniere, la seconda semifinale mi ha lasciata letteralmente senza fiato. Dei dieci finalisti scelti, otto sono nella mia top 10, insieme a Israele e Italia. Mancano ancora le performance dei Big Five che si esibiranno questa sera, Sabato 12 Maggio, in diretta dal palco di Lisbona. Come saranno le esibizioni di Regno Unito, Francia, Spagna, Italia, Germania e Portogallo? Al televoto l’ardua sentenza.

 

Virginia Ciancio

 

Virginia Ciancio

Ho 25 anni ma nessuno sembra crederci, io per prima. Per descrivermi potrei dire che sono una giurista per vocazione, tennista per passione e scrittrice per disperazione. Racconto la mia realtà in questo modo perché solo così riesco ad esprimere ciò che provo. Adoro l'arte, la letteratura e sono affascinata dalla psicologica perché non sono brava a capire le persone.

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