Monteriggioni, la fortezza medievale tra le colline senesi

Tra i motivi per cui partire, sempre se se ne abbia davvero bisogno, c’è il voler partire alla scoperta delle terre dove certe storie prendono luogo. Che si sia spinti da un libro, da un film o, in questo caso, da un videogioco, si va per toccare con mano il luogo reale dello scenario immaginato. E Monteriggioni non ha deluso le aspettative.

Raggiungerla non è difficile, è piuttosto confusionario invece il sentimento d’incertezza nel cercarla, in mezzo alle campagne toscane. Eppure, ad un certo punto, la si vede ergersi, pietra chiara possente immersa nel verde. Eccola, Monteriggioni, luogo natale della famiglia Auditore, fortezza protagonista nel secondo e nel terzo capitolo della fortunata serie Assassin’s Creed. L’emozione che pervade è forte; se si è sinceramente amato il gioco, si può dire ironicamente che l’Assassino che agisce nell’ombra per servire la luce dentro di noi, freme.

Fremito che, una volta passata la Porta Franca, si fa sempre più forte: è in tutto e per tutto identica alla ricostruzione virtuale! Nel gioco, v’è la possibilità di far esplorare la città al protagonista del 2012, Desmond. Se si prende il gioco e lo si riporta nella realtà, cambiano essenzialmente le macchine parcheggiate ed i montacarichi. Curioso che, però, si senta che il castello sia più grande nel virtuale, rispetto ai “soli” 172 metri di diametro reali. Probabilmente è perché manca la tanto amata Villa Auditore. Proprio così, non c’è alcuna villa sostitutiva, né particolari costruzioni; al posto della dimora degli Auditore si trova uno splendido arco sul verde, facente parte della trentaduesima tappa della via Francigena.

Notate le prime ma dovute differenze con la realtà virtuale finora conosciuta, si parte all’esplorazione. Esplorazione che dura poco, considerate le dimensioni ridotte della fortezza, ma non per questo splendida nella sua bellezza medievale.

Guardandosi attorno, si può notare la semplice ma storica imponenza dei luoghi che hanno davvero vissuto nei secoli. Basti pensare alla chiesa di Santa Maria Assunta, nella suggestiva piazza Roma, che nella sua semplicità resta ferma nel tempo dal 1213, anno della fondazione di Monteriggioni. Inoltre, dalla stessa piazza Roma, è bello poter girare su sé stessi e vedere le torri (15, ora 11 in quanto quattro di esse sono state cimate), imponenti nei loro sei metri, una volta vere e proprie fonti di sicurezza per gli abitanti di allora.

Proprio a proposito delle mura difensive, il castello offre la possibilità di poter utilizzare il camminamento, parzialmente ricostruito.

Quale miglior modo per godere appieno della vista mozzafiato delle campagne senesi, se non salendo sul camminamento degli imponenti muri di cinta del castello? Parzialmente ricostruito e aperto al pubblico dal 2005, ci si sente minuscoli spettatori immersi nell’immensità di una natura senza fine, comune nelle sconfinate campagne toscane. Nella fortezza è inoltre presente un museo delle armi medievali, dov’è possibile trovare ricostruzioni fedeli delle armi realmente esistite durante l’epoca di costruzione del castello. Il museo è interattivo, si può imbracciare una mazza ferrata, indossare un elmo o provare una balestra (letteralmente Assassin’s Creed: Brotherood nel presente).

Come già detto, la visita dura davvero poco, una mezza giornata all’incirca. Vale la pena, però; dalla full immersion nelle campagne senesi alle imponenti mura di cinta, dalla via Francigena al museo delle armi, si va via davvero soddisfatti. A Monteriggioni si respira la storia, si toccano con mano ottocento anni – sicuramente solo i “primi”. Luoghi come questo, infatti, sono fatti per durare, invariati nella loro confortante struttura, sicura e rassicurante nei secoli passati e a venire.

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