Birra e scienza: il binomio vincente del Pint of Science

Davanti a una bella pinta di birra, tutto diventa più interessante. Michael Motskin e Praveen Paul questo lo sanno bene.
Nel 2012 erano solo due ricercatori all’Imperial College di Londra, ma l’evento da loro creato, “Meet the researchers”, riscosse molto successo.
L’obiettivo? Permettere ai malati di Parkinson, Alzheimer, SLA, di assistere alle loro ricerche. Dopo, l’illuminazione. E così, Pint of Science ha visto la luce.

Nel 2013 nasce la prima edizione e, in tutto il Regno Unito, i pub si sono magicamente riempiti di scienziati e ricercatori. Ad oggi, sono circa 21 i paesi che aderiscono. L’evento diventa di portata mondiale.

Italia, sempre protagonista.

Il belpaese è dal 2015 anch’egli uno dei protagonisti  Grazie al lavoro di Ilaria Zanardi, coordinatrice nazionale, l’evento si è esteso. “Da 6 siamo passati a 20 città aderenti, per un totale di 10.000 persone”, 66  speaker e 300 pub ospitanti. Insomma il Pint of Science ci sa fare in termini di numeri. “Il pubblico comprende varie fasce di età, i giovani sono soprattutto nostri volontari”.

I temi si dividono in categorie ben distinte, che abbracciano diversi rami della scienza: Beautiful Mind (neuroscienze, psicologia e psichiatria), Atoms to Galaxies (chimica, fisica e astronomia) Our Body (biologia umana) Planet Earth (scienze della terra, evoluzione e zoologia) Tech Me Out (tecnologia) e, ultima ma non ultima, Social Sciences (legge, storia e scienze politiche). Illustri sono gli ospiti che quest’anno presenteranno le conferenze. A Roma, l’astrofisico Francesco Tombesi medaglia al valore NASA, a Trento l’economista Giorgio Coricelli, professore alla University of Southern California, a L’Aquila Neil Reid dell’Università di Toledo (Ohio, USA) e molti altri.

Anche Catania si unisce a quest’avventura!

Catania dal 14 al 16 maggio ha deciso di ospitare la scienza per la seconda volta.  Joyce Irish Pub, Mr. Hyde e The boozer sono gli scenari di questi eclettici incontri.

Oncoweb, biologia sintetica, nanotecnologie, esplosioni stellari, sono questi alcuni dei temi trattati dai professori e ricercatori catanesi. Alessia Tricomi, coordinatrice dell’organizzazione catanese si esprime così a riguardo: “Caratteristica di Pint of Science è un modo diverso e originale di portare le ultime frontiere della ricerca scientifica in mezzo alla gente. Niente cattedre e lavagne ma un bel bicchiere di birra in mano per discutere insieme sui misteri della natura e le ultime scoperte che miglioreranno il nostro futuro!”.

Noi di Millennials eravamo presenti con la nostra pinta di birra (rossa, ovviamente) e tanta curiosità.
Curiosità” è questa la parola chiave della nostra e di tutta l’avventura del Pint of Science.

<<Persiste l’idea che gli studi scientifici siano estremamente complessi, ma la passione che porta a scoprire come è fatto il mondo è impagabile>>

<< La curiosità è la caratteristica che spinge le persone ad ascoltare i nostri incontri. Cerchiamo di comunicare questi argomenti in maniera più semplice e immediata possibile>>

<< Ho deciso di aderire come volontaria per  il desiderio di fare divulgazione scientifica. Di comunicare di scienza, per cosa si fa scienza e dimostrare che non appartiene solo a un gruppo di “esperti”. >>

<< Se parte una molla, la curiosità non si frena più. >>

Sono queste le testimonianze di alcuni volontari. E noi tra neutrini, luci, occhi sognanti e incuriositi, birra e robotica bio-ispirata ci siamo sentiti come se il mondo fosse un mondo migliore. Grazie scienza!

Crediti foto: Pint of Science

Fonti: Pint of Science.

Si ringraziano Alessia Tricomi e Ilaria Zanardi.

 

Erika Giacira

Erika Giacira

Classe '98, frequento il primo anno di Lettere Moderne presso l'Università di Catania. Scrivo di tutto ciò che cattura la mia attenzione.

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