Sono gli altri a dirti cosa puoi fare? La storia del Pretty Big Movement

Se vivi nell’ossessione del numero della bilancia, se provi vergogna nell’indossare quella gonna o quella maglietta che tanto ami, se leggendo “cercasi gente di bella presenza” passi oltre, c’è qualcosa che non va. Chi sta sbagliando? Il Pretty Big Movement cambia le cose. 

La bellezza ai tempi delle low calories

Parliamo di corpo, di bellezza. Cosa è bello e cosa non lo è? La risposta è spesso influenzata da mode, media, dal sentire comune. C’è chi stabilisce che il grado di bellezza è inversamente proporzionale ai kg segnati dalla bilancia. “Grasso è bello”, nei limiti di una propaganda a favore dell’uguaglianza che spesso sa di buonismo. Una donna ha provato sulla propria pelle il peso di doversi sentire un’altra, stanca di tutto ha deciso di fondare un Pretty Big Movement.

Akira Armstrong ed il suo movimento

Akira Armstrong è una ballerina. Ha talento, voglia di fare, è una donna di successo, l’unico difetto: è una plus size. C’è voluto del tempo prima che la dance industry, ancorata allo standard fisico della ballerina perfetta, la lasciasse entrare nel mondo della danza con il suo Pretty Big Movement. È una compagnia di danza fondata nel 2008 che travolge la classica nozione del “corpo da ballerina”.

Akira è CEO della compagnia, e ritiene che ad una ballerina basti “Character. Personality. Technique. Energy”, il peso poco importa. Akira ha affrontato molti ostacoli: nessuna agenzia di danza voleva rappresentarla, allora ha preso la situazione in mano diventando la pioniera delle plus size.

Cliché?

Akira dice a se stessa “you are beautiful”. È vero, sa di clichè, ma questa donna afroamericana con qualche kg “di troppo” ha fatto di questa frase una realtà: l’autostima nutre la mente di positività, dà forza, permette di raggiungere traguardi che sembrano lontani.

Forse il Pretty Big Movement promuove l’obesità? per niente, Pretty Big Movement è rigore, disciplina, tecnica, talento ed insieme positività, inclusione, diversità. Il messaggio è chiaro: smettiamola di romanticizzare il “siamo tutti uguali” e muoviamoci per rendere tutto reale.

Serena Valastro

Serena Valastro

Serena Valastro

Laureata in Lingue straniere e profondamente innamorata di cinema, musica, arte ed informazione. Scrivere un articolo è per me entrare in mondi in movimento, conoscere qualcosa di nuovo che mi permetta di vivere situazioni e sensazioni sempre diverse per poi trasmetterle a chi, a sua volta, vuole viverle.

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