Zuckerberg al Parlamento Europeo: parole, parole, parole

Non abbiamo fatto abbastanza per evitare che i nostri strumenti creassero danni. Ci scusiamo per gli errori commessi, ci vorrà del tempo ma sono impegnato a impedire che Facebook ripeta tali errori.

Così ha esordito il CEO e fondatore di Facebook parlando di fronte al Parlamento dell’Unione Europea. L’atteso incontro di Mark Zuckerberg con gli eurodeputati concede un punto a favore per l’assemblea presieduta da Antonio Tajani. Incassa, infatti, le scuse per quanto accaduto ai dati dei cittadini europei nel caso Cambridge Analytica. Il Presidente Tajani, inoltre, ha ribadito l’impegno che si aspetta dalla società per impedire che casi analoghi possano ripetersi in futuro.

Le preoccupazioni per la democrazia

Le risposte ufficali di Zuckerberg verranno diffuse nei prossimi giorni, per iscritto. Già da adesso, però, è possibile commentare le posizioni del colosso in merito alle problematiche sottoposte dai rappresentanti del Parlamento. Una tematica centrale del dibattito ha toccato la potenziale manipolazione dei processi democratici, sollevato proprio dal Presidente Tajani.

“La democrazia non deve e non può essere trasformata in un’operazione di marketing, in cui chi si impossessa dei nostri dati acquisisce un vantaggio politico. C’è il rischio che alcuni partiti o, persino potenze straniere, utilizzino indebitamente questi dati per alterare i risultati elettorali nel loro interesse”.

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Circa le interferenze e l’uso del social network a fini politici, il numero uno di Facebook ha ammesso:

Nel 2016, la piattaforma è stata troppo lenta nell’individuare le influenze russe nelle elezioni USA, non eravamo abbastanza preparati. Ma da allora abbiamo investito in maniera significativa.

A seguito di questa affermazione, con toni rassicuranti ha dichiarato:

Ci saranno molte elezioni importanti in Europa quest’anno e l’anno prossimo, dalla Slovenia alla Svezia alla Polonia e ovviamente le elezioni europee: è una nostra priorità evitare che qualcuno che possa interferire come è accaduto per la Russia nelle elezioni americane.

Contrasto ai contenuti inappropriati

Molte domande poste al CEO di Facebook hanno riguardato le misure intraprese dalla piattaforma a contrasto della diffusione di contenuti inappropriati. Zuckerberg, a tal proposito, ha sottolineato che la società ha elaborato strumenti di “intelligenza artificiale che possono rilevare il 99% dei contenuti inappropriati pubblicati sulla piattaforma”. Terrorismo, ma anche hate speech, shadow profile e discorsi che possono far presagire potenziali suicidi o violenze.

Ok la GDPR, la nuova “privacy europea”

Sulle nuove regole imposte dal Regolamento UE sulla privacy (GDPR), i cui effetti cominceranno a decorrere da questo 25 maggio, Zuckerberg ha dichiarato che Facebook condivide gli stessi valori:

Andremo ancora oltre per rispettarli, con nuove forti regole. Stiamo rendendo gli stessi controlli e impostazioni disponibili alle persone nel mondo e saremo compliant entro la data stabilita.

Belle le parole, ma i fatti?

I parlamentari europei prendono atto delle scuse di Mark Zuckerberg su caso Cambridge Analytica, ma non si accontentano.

Ugo Bullmann
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Rimane deluso dall’intervento di Zuckerberg Udo Bullmann, coordinatore dei Socialisti e democratici (S&D) al Parlamento UE:

“Zuckerberg non ha risposto a molte delle domande dirette rivolte a lui, e le poche risposte che abbiamo sentito sono state deludenti. Incredibile che, di tutte le società, Facebook apparentemente non sia pronto per essere aperto su questa materia. Come può Zuckerberg pretendere di connettere le persone se lui stesso non è pronto a contribuire pienamente a questo. Come può continuare a guadagnare miliardi e miliardi di dollari con le informazioni degli utenti e quindi rifiutarsi di essere completamente trasparenti? Non consentiremo questo genere di doppi standard”.

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Guy Verhofstadt, presidente dei liberali (Alde) al Parlamento Europeo, si spinge a chiedere una sanzione per gli errori commessi dal social network nella protezione dei dati degli utenti:

“Le risposte che abbiamo ricevuto oggi da Zuckerberg sono state totalmente inadeguate. Serve un risarcimento per coloro i cui dati sono stati utilizzati impropriamente. Non ho dubbi che Zuckerberg sia un genio, ma c’è il rischio che la sua eredità sia di avere creato una società simile al mostro di Frankenstein, che è uscito dal suo controllo. Facebook sostiene di avvicinare il mondo, ma in pratica le politiche lassiste hanno dato spazio a coloro che desiderano dividere le nostre comunità. E’ chiaro che l’autoregolamentazione ha fallito e se Facebook non è disposto ad applicare anche le nostre leggi, sarà necessario un ulteriore regolamento per garantire che non possa più essere manipolata dalla cosiddetta ‘alt-right’ o attori di uno stato straniero per minare i nostri processi democratici”.

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Anche Marco Zullo, eurodeputato del Movimento 5 Stelle, si aggiunge alla lunga coda di polemiche istituzionali:

“Prendiamo atto delle scuse di Mark Zuckerberg, ma adesso bisogna passare ai fatti. Ci sono alcune questioni che rimangono tuttora irrisolte: le compensazioni per gli utenti truffati, l’applicazione del Gdpr, la trasparenza sugli introiti pubblicitari e sulle altre entrate del social network, così come le tasse pagate in ogni Paese e gli strumenti a disposizione diretta di chi naviga sul web per proteggere i propri dati, anche se non è utente di Facebook. Ci saremmo aspettati inoltre risposte puntuali su chi decide cos’è pubblicabile o no e chi sono questi famigerati fact checkers, perché la libertà di espressione non può essere messa in pericolo”.

Fonti:

Giulia Carnevale

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