God of War- il gioco dell’anno e la rinascita di Kratos

God of War é tornato. Piú azione, con una grafica eccezionale e una nuova storia.

A un mese e poco piú dall’uscita, le cifre sono da capogiro: oltre i 5 milioni di copie vendute. Secondo le previsioni, i numeri si aggireranno attorno ai 10 milioni.  Ottavo capitolo della saga più che decennale, guadagna un punteggio di 95 su 100 da parte dei critici secondo il sito aggregatore di recensioni Metacritic. Un record che lo classica come gioco della saga con il punteggio piú alto.  Insomma, un vero successo.

Nuova trama, nuovo inizio

Avevamo lasciato il nostro eroe vittorioso, dopo aver sconfitto le Furie. Kratos però non si trova più in Grecia. Dopo lo scontro contro suo padre, Zeus re dell’Olimpo, ha viaggiato fino alle lontane terre del Nord. Lì ha sposato una guerriera, Faye, dalla quale ha avuto un figlio, Atreus. Ora che l’amata moglie è morta, Kratos deve soddisfare le sue ultime volontà: cospargere le sue ceneri su la montagna più alta dei Nove Regni. Una nuova avventura ha inizio. Ma diversamente dalle precedenti, l’eroe che abbiamo di fronte è un uomo diverso. E’ un uomo più maturo, un padre che deve farsi maestro del giovane figlio. Tutti punti che consacrano questo nuovo capitolo come la rinascita di Kratos.

 

L’aspetto fondamentale, che ha sempre contraddistinto questo game, è il forte sfondo mitologico. A partire dal nome del protagonista. Cratos (Κράτος ) è, infatti, un personaggio appartenente alla mitologia greca.  Egli rappresenta il dominio, la forza che si impone su gli altri. Figlio del Titano Pallante e della ninfa Oceanina, incatenò Prometeo ad una rupe e, insieme ai suoi fratelli, aiutò Zeus nella lotta contro i Titani.
I primi 7 capitoli si incentrano esclusivamente, per l’appunto, su questa mitologia. Ma ora la storia è cambiata, e Kratos si trova nelle gelide terre settentrionali. Non abbandonando affatto l’elemento caratterizzante di God of War.

Dalla mitologia greca a quella norrena

L’unico elemento ancora legato alla mitologia greca è il nome del figlio di Kratos, Atreus. Ἀτρεύς, figlio di Pelope e Ippodamia, è padre di Agamennone e Menelao, comandati e protagonisti dell’epica battaglia di Troia, cantati nell’Iliade di Omero. Per il resto, le foreste selvagge e il clima rigido sono perfettamente sotto il dominio della mitologia norrena. Dunque addentriamoci in questo nuovo mondo.

Popolato da giganti, dei, troll, nani ed elfi, è sicuramente un terreno affascinante e fiabesco. Ma allo stesso tempo, estremamente complesso.

Odino, “Padre degli dei”, è una delle figure principali legata alla creazione dell’universo. Viene associato alla sapienza, all’ispirazione poetica, alla profezia, alla guerra e alla vittoria. Egli, un giorno, convocò lo spirito di una vǫlva (“veggente” nel dialetto norreno) per conoscere il passato e il futuro del suo regno. Scoprì che, in origine, vi era solo ghiaccio e fuoco divisi da un grande baratro. Dal loro successivo scontro nacque il primo gigante Ymir e la vacca cosmica, Auðhumla che lo nutrì . La mucca leccò il ghiaccio, dando forma al primo dio Buri, che fu il padre di Borr, padre di Odino.
Da Ymir deriva la stirpe dei giganti, mentre da Auðhumla gli dei Æsir. Successivamente, Odino e i suoi fratelli uccisero Ymir dando vita al mondo. Questa realtà non è destinata a sopravvivere ; la contrapposizione tra Ordine e Caos si farà sempre più sottile. Fino a quando, le forze del caos spezzeranno le loro catene.

Guidate da Loki, daranno il via al Ragnarǫk, la battaglia finale tra le due forze che si annienteranno a vicenda, distruggendo l’intero universo. Tutto ciò per dare inizio a un nuovo mondo. E’ questa, secondo il mito, l’essenza della vita.

L’elemento magico

Altro elemento principale è Yggdrasill, l’albero cosmico. Pone al centro l’uomo e a partire da esso si intrecciavano i rami degli altri otto regni, per un totale di nove, di cui è composto tutto il cosmo. Il mondo posto al centro è ovviamente il nostro, quello degli uomini. I restanti sono popolati da giganti, , muse, ninfe, eroi, nani, elfi chiari, dèi. Questi “personaggi” magici sono protagonisti assoluti. Insieme ad animali parlanti come Munnin e Huginn ,i due corvi che tengono informato Odino su ciò che avviene nel regno o Midgardsormr, il grande serpente che ucciderà durante il Ragnarǫk.

Gli oggetti magici

Sono incantevoli e alcuni, decisamente famosi. L’anello Andvaranautr (che ha ispirato anche “Il Signore degli anelli“),capace di poter creare oro solo grazie al pensiero di colui che lo possiede. Ma come molti oggetti magici, il suo cammino fu maledetto. O il Mjöllnir, il famosissimo martello di Thor, dio del fulmine e del tuono, in grado di colpire qualunque cosa senza mai fallire. E ancora il Bifrǫst, ponte dell’arcobaleno e cancello di Asgard, serve a unire la terra alla dimora degli dei, Ásgarðr.

Il nostro Kratos, farà i conti con questo nuovo e incantato mondo. Per sapere come continua la storia, non vi resta che giocarci!

Crediti foto:

  • CNET.com
  • otakukart.com
  • LachiomadiBerenice

Fonti: Everyeye.it

 

 

 

Erika Giacira

Erika Giacira

Classe '98, frequento il primo anno di Lettere Moderne presso l'Università di Catania. Scrivo di tutto ciò che cattura la mia attenzione.

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