Iliad – Arriva la compagnia telefonica a basso costo

Sbarca in Italia un nuovo operatore telefonico, la francese Iliad. Con prezzi stracciati e ricchi pacchetti, il nuovo operatore vuole imporsi in un mercato pieno di concorrenti. Conviene passare alla low cost della telefonia?

La fusione

Il mercato della telefonia mobile in Italia è un variegato mondo diviso in due. Da una parte gli operatori telefonici che gestiscono le antenne, ovvero che hanno una rete di proprietà. Aziende come la Vodafone e la Tim attraverso i loro ripetitori coprono il territorio nazionale e riescono ad offrire i loro servizi in totale libertà. Dall’altro i cosiddetti “operatori virtuali”, cioè quelle società che lavorano appoggiandosi alla rete degli operatori maggiori.
Un universo stabile che ha subito un grosso “choc” quando è stata approvata la fusione di due grandi gestori di rete, Wind e Tre. Una nuova realtà di dimensioni mastodontiche: un’impresa con 6,25 miliardi di ricavi e quasi 34 milioni di clienti. É nato in un colpo solo un gigante europeo delle telecomunicazioni che ha anche un problema di concorrenza.

Arriva la low-cost

Per questa ragione le autorità europee e italiane hanno imposto al nuovo soggetto di lasciare spazio (cioè antenne e frequenze) all’ingresso di un nuovo operatore. Uno “spazio” che ha fatto gola alla compagnia francese Iliad.
Nonostante nel Bel Paese siano appena arrivati non sono certo novellini. Fondata nel 1990 dall’imprenditore Xavier Niel, ha sbancato il mercato transalpino con una proposta commerciale molto aggressiva e conveniente. Tramite una serie di acquisizioni e investimenti mirati, oggi Iliad (tramite il brand Free mobile) detiene oltralpe 18.000 antenne che servono più di 13 milioni di clienti.
In un mondo dominato da società che si affrettano a lanciare prezzi sempre più bassi, il settore della telfonia mobile italiana si appresta così a conoscere un concetto fin’ora quasi ignoto: il low-cost.

Il biglietto da visita

La prima impressione conta. Probabilmente è questo quello che hanno pensato alla Iliad quando hanno steso l’offerta di lancio. Costa 5,99 euro al mese (9,99 una tantum la prima volta) per il primo milione di clienti e comprende:

  • Chiamate illimitate in Italia verso fissi e cellulari
  • Sms illimitati
  • 30 GB al mese di internet con connessione 4G+

Il pacchetto, che manterrà per sempre il prezzo bloccato, include anche alcuni servizi aggiuntivi: segreteria telefoni, servizio di richiamata, hotspot, controllo credito, piano tariffario e disattivazione dei servizi a tariffazione aggiunta. Nel pacchetto trovano spazio anche 2 GB per navigare in Europa. Inoltre è stata annunciata una partnership con la Apple che permetterà in futuro la nascita di proposte che includeranno anche i nuovi Iphone.

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Ingresso rivoluzionario

Questo evento passerà alla storia dell’italico settore delle telecomunicazioni come un momento di rivoluzionaria rottura. Lo si evince dalle parole del neo amministratore delegato di Iliad Italia, Benedetto Levi:

“La gente è stufa di pagare troppo, e ha ragione. Se vediamo il bilancio delle compagnie telefoniche i ricavi per utente sono aumentati per tutte. La gente è stufa anche della poca chiarezza. Avete presente i servizi ‘ti ho cercato’? Non sono mai compresi nel pacchetto tutto escluso. Anche il costo della segreteria telefonica è escluso”

Attacchi ai nuovi competitor sono anche arrivati sulla questione della tariffazione a 28 giorni:

“hanno aggiunto un mese e si sono presi la tredicesima, aumentando i costi dell’8,6%. È cosa nota. Hanno fatto questo anche perché avevano paura dell’arrivo di Iliad e hanno avuto ragione”

Ma converrà?

I dubbi su questa new-entry sono molti, in primis la copertura. Iliad coprirà, almeno in un primo momento, solo il 25% del territorio nazionale con infrastrutture proprie. Il restante 75% verrà garantito tramite l’accesso alle strutture WindTre (accordo obbligatorio perché imposto dai garanti delle telecomunicazioni nazionali e comunitari).
Altro problema sono le sim. Le schede possono essere attivate o via internet (e arrivano per posta) o tramite i negozi del gruppo o attraverso le SimBox, dei totem simili a bancomat installati all’interno di alcuni centri commerciali. Essendo appena arrivati, i distributori automatici e i negozi sono pochi e non coprono tutto il territorio nazionale.
Qualche dubbio viene anche sollevato in merito ai GB di traffico dati all’estero. Sono due quelli spendibili in Europa, terminati i quali non si potrà attingere ai 30 dedicati all’Italia. Inoltre non è prevista alcuna soluzione per chi varca i confini comunitari.

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