Arriva Pilot, il traduttore instantaneo

Chiunque adori viaggiare si è imbattuto, almeno una volta, nella sgradevole situazione di non comprendere la lingua del luogo di destinazione. E viceversa, di non essere compresi. Purtroppo una basica conoscenza dell’inglese non salva sempre dal rimanere chiusi dalle barriere linguistiche, che è un rischio che capita di correre. Ecco allora la geniale idea di Pilot: un traduttore linguistico istantaneo che permette di abbattere quelle barriere e rende possibile una conversazione con chiunque in qualsiasi parte de mondo.

Di cosa si tratta

Pilot è una tecnologia che sembra arriva direttamente da un film di fantascienza. La geniale invenzione è stata lanciata lo scorso anno da una start-up statunitense. Successivamente la casa produttrice Waverly Labs ha aperto un crowdfunding nella piattaforma Indiegogo per il sovvenzionamento e la sua realizzazione.

Come funziona

Pilot si compone di ingegnosi ed ergonomici auricolari wireless collegati direttamente all’app del proprio smartphone tramite bluetooth. L’auricolare è stato studiato appositamente perché possa isolare la voce del parlante da qualsiasi altro rumore ed interferenza. Se acceso e correttamente indossato, capta le parole, tramite l’app le codifica dalla lingua di partenza alla lingua in uscita e le trasmette tradotte all’interlocutore nel giro di qualche secondo. Ciò che rende ancora più interessante Pilot è la possibilità di far indossare all’interlocutore un secondo auricolare. Anzi, chiunque ne abbia uno può inserirsi così da intrattenerne una vera conversazione assistita e senza filtri.

Alle prime cinque lingue in dotazione (inglese, italiano, francese, spagnolo e portoghese) ne sono state aggiunte in un secondo momento alcune dell’Africa, dell’Asia e svariate altre per un totale di quindici. E quando non avete bisogno di un traduttore, con gli auricolari è possibile ascoltare musica e renderli assistenti del proprio smartphone (tra le sue funzioni vi sono le chiamate vocali e notifiche audio).

Pro e contro

I vantaggi che offre Pilot sono evidenti e innegabili. Grazie al traduttore automatico un qualsiasi meeting di lavoro, una riunione o una semplice serata con amici tra persone di differenti nazionalità potrà essere resa molto più facile e nessuno si sentirà escluso. Dall’altra parte però, la tecnologia, ancora in fase di sviluppo, è piuttosto basica. Ciò vuol dire che il campione di parole che Pilot riesce a codificare e trasmettere è piuttosto esiguo, il tempo di trasmissione della traduzione potrebbe avvenire con (comprensibile) ritardo di svariati secondi. Bisogna cercare di parlare chiaramente ed evitare dialetti e regionalismi.

Eppure…

Per quanto l’azienda ne assicuri il funzionamento e sebbene il contenuto di una parola o frase possa essere tradotto, tutto quello che riguarda l’instaurarsi di una conversazione verrebbe ridotto. Il tono della voce, le espressioni più peculiari, l’ironia, le varie sfumature di significato, sono tutti elementi fondamentali per la comunicazione. Si potrà anche ridurre la distanza linguistica, ma non quella culturale.

Ad ogni modo Pilot potrebbe essere l’invenzione del secolo: le premesse fanno ben sperare e ci sono grandi aspettative su di lui. Stiamo a vedere cosa il futuro ci riserverà.

-Federica Ottaviano

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