Cara Italia, è arrivato il momento di cambiare

Ero partito con l’intenzione di parlare di quell’Italia bella, fatta di grandi donne e grandi uomini. Di innovazione. Di idee. Di comunità e voglia di rimboccarsi le maniche. Parlare di tutte quelle piccole realtà che i telegiornali ignorano deliberatamente, piegandosi alla logica dello scoop scabroso, dello scandalo e del linciaggio pubblico, delineando un’immagine di Italia che rigetto e condanno apertamente. Ero partito con questa intenzione, ma alla fine ho preferito anche io piegarmi alla logica dello sciacallo da tastiera. Perché? Semplice: dimostrare che gli italiani, alla fin fine, sono dei grandissimi idioti.

Diamo un po’ di numeri

L’Italia è un paese meraviglioso, si. Ma è anche il paese più omofobo d’Europa, il secondo più islamofobo e nella top ten dei più sessisti. Numeri da capogiro. Se lo spread tenesse conto di queste classifiche oggi saremmo il paese più evoluto (devoluto?) d’Europa. Della serie, Germania levati che me fai ombra. La maggioranza degli italiani è convinta che il 30% della popolazione complessiva sia costituita da immigrati perlopiù illegali, contro un 8% reale. Che un buon 20% della popolazione sia musulmana, contro un dato reale discordante che parla di un misero 4%, notevolmente al di sotto di percentuali a due cifre registrate in Francia, Albania, Svezia, tanto per citare alcuni esempi. Quasi il 50% degli italiani crede che l’unica soluzione per risolvere il problema invasione sia rimpatriare in massa tutti i clandestini, magari riempiendo la Garibaldi di scialuppe e salvagenti, invocando la ferrea politica interna tedesca. Ma ciò che quel 50% ignora è che la politica di Berlino condanna mensilmente decine di migliaia di richiedenti asilo a girovagare tra Afghanistan, Macedonia, Romania, Bulgaria, in barba alle convenzioni internazionali e in forza di accordi bilaterali lesivi di etica e morale. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, inoltre, l’accoglienza di rifugiati, se accompagnata da partecipazione e integrazione, può contribuire alla ripresa economica. Eppure il 57% degli italiani ritiene che lo straniero sia fonte primaria di degrado periferico e del proliferare dei cattivi costumi, mentre il 75% ignora che i 2,4 milioni di lavoratori stranieri versano all’INPS oltre 10,9 miliardi di euro di contributi all’anno, dando un enorme sostegno alla stabilità del sistema previdenziale italiano. Si, anche Soumayla avrebbe potuto contribuire, un giorno. Ma qualcuno ha preferito ergersi a giustiziere della notte.

Altro giro, stessa storia

L’Italia risulta essere uno dei paesi più sessisti del mondo. A dirlo non sono io, ma le più autorevoli inchieste in materia. Ad esempio, i media italiani sono considerati i più maschilisti del mondo, forse secondi solo allo Zio Sam. Ed è tutto dire. Ma con un format continuamente pronto ad idolatrare il culto della donna oggetto cosa pretenderemmo. In ambito lavorativo, il divario tra occupazione maschile e femminile è il più alto d’Europa, nonostante le donne risultino per un abbondante 8% più istruite della controparte maschile. Responsabilità e incarichi di rilievo in campo pubblico e privato sono, perlopiù, ad appannaggio di uomini, con il gentil sesso relegato a comprimario di lusso: un caso che si può ormai definire d’accademia è la composizione dell’attuale Esecutivo in carica, con cinque ministre (su un totale di 16) a comporre la squadra di governo, nessun ministero chiave eccetto la difesa. Il misero contentino concesso all’elettorato femminile d’altronde.

Fabiola Gianotti, direttrice del CERN di Ginevra

 

Terminiamo con la ciliegina sulla torta

Infine l’Italia risulta essere il fanalino di coda europeo in tema di diritti civili. Un italiano su cinque ritiene che le coppie omosessuali non debbano ricevere un trattamento giuridico pari a quello concesso alle coppie eterossessuali. Pur avendo fatto un passo avanti con la legge Cirinnà, il bel paese è uno dei pochi nel contesto occidentale, insieme a Russia e Turchia (nessuno dica che non sappiamo scegliere i nostri modelli di riferimento), a non includere orientamento sessuale e identità di genere tra le aggravanti specifiche nelle leggi sui crimini d’odio e che non ha mai sviluppato programmi a lungo termine rivolti a sensibilizzare la società su temi così delicati.

Il Presidente turco Tajjip Erdogan

Ecco perché dico e sottolineo con forza che noi italiani siamo degli idioti. Abbiamo tanto, tutto. Siamo brillanti, eppure non siamo in grado di capire la differenza tra delinquente e straniero. Abbiamo dimostrato alla Storia di non essere secondi a nessuno, eppure prendiamo come modelli di riferimento quelli che dell’essere i secondi ne hanno fatto un marchio di fabbrica: Russia, Turchia, Ungheria. Siamo culla di innovazione, ma preferiamo il caldo tepore del vecchio alla stimolante comprensione del nuovo. Ci definiscono galantuomini, ma invece di custodire le nostre donne come il più prezioso dei tesori preferiamo molto spesso sminuirle e dimenticarle. Siamo dei grandissimi idioti insomma, e lo dico con rabbia. Siamo i migliori, ma alla fine decidiamo di perderci in un bicchier d’acqua.

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