Jurassic World – il regno distrutto: manifesto animalista a difesa della vita

Dopo poco meno di una settimana dal suo debutto in sala Jurassic World – il regno distrutto, sbanca al botteghino con quasi 3 milioni di incassi. 

Cifre da capogiro che confermano il successo della saga di Jurassic World, iniziata nel 1993 con il celebre e ancora amatissimo Jurassic Park. Abbiamo approfittato anche noi del weekend per andare in sala. Sicuramente una pellicola degna dei precedenti, ma con molti spunti di riflessione in più e, ahimè, meno persone masticate dai dinosauri.

Pare infatti che le scene più violente siano state tagliate, nella versione italiana, per evitare la restrizione ai minori di 14 anni che avrebbe sicuramente danneggiato gli incassi.

Scelta che on ha fatto la Corea, dove le scene sono ancora presenti in tutta la loro violenza, qui la pellicola sta battendo ogni record raggiungendo i 20 milioni di incassi. 

Jurassic World - il regno distrutto
Scena del film Jurassic World e il regno distrutto

Jurassic World è da vedere, possibilmente al cinema 

Jurassic World – il regno distrutto è un film godibilissimo al cinema che fa il suo sporco lavoro: intrattenere e divertire lo spettatore. Eppure, questo secondo capitolo della saga più degli altri, ci fa fare i conti con la stupidità umana che va oltre al giocare a fare Dio.  

Isla Nublar sta per essere distrutta da un vulcano attivo causando una nuova estinzione dei dinosauri, cosa che potrebbe far tornare tutto negli schemi della storia. Il mondo si divide tra chi vuole salvare le specie e chi invece vuole che la natura faccia il suo corso.  

I dinosauri, per quanto uno scherzo della genetica, ora sono vivi e lasciarli morire sapendo di poter fare qualcosa è condannare un’intera specie all’estinzione.

Mi sarebbe piaciuto vedere più dibattito tra queste due fazioni, perchè quest’aspetto del film deve dare da pensare.

Quante specie animali l’avidità e la stupidità dell’uomo ha portato all’estinzione. Quanto ci restiamo male per un’isola colma di dinosauri che sì, ci ricordano la nostra infanzia, ma che alla fine non vanno al di là della computer grafica, e quante volte passiamo sopra a fatti analoghi che interessano animali che vediamo davvero. 

Jurassic World e il nostro mondo distrutto 

Durante l’intervallo a metà film il bambino, di poco più di quattro anni, seduto di fronte a me inizia un pianto inconsolabile per la morte del brontosauro lasciato a riva durante l’eruzione che ha definitivamente distrutto Isla Nublar.  

Tutta la sala si è commossa per questo piccolo spettatore che non riusciva a darsi pace e chiedeva insistentemente al padre “peeché brontoauro è morto?“.

Incredulo, probabilmente, che qualcuno possa essere così crudele, perchè lui probabilmente, sarebbe riuscito a salvarlo. Si è messo da solo, lontano dal papà in un posto vuoto a versare tutte le sue lacrime mentre nessuno riusciva a togliergli gli occhi di dosso.  

In realtà vorrei chiedere anch’io, a chi di dovere, perché “brontoauro” e altri milioni di animali muoiono ingiustamente per mano dell’uomo che, anche qui nel mondo reale, gioca a fare Dio pensando che la vita degli altri gli appartenga. 

Sto parlando delle balene che muoiono per la plastica, della caccia alle foche, della corsa all’avorio, del traffico di animali esotici, degli zoo e dei circhi, dei collezionisti, dei bracconieri, di gente che purtroppo non esiste solo sulla pellicola di un film. 

Chissà quanto piangerebbe quel bambino se vedesse tutto quello che l’uomo sta distruggendo, tutto il dolore che ha provocato e che provocherà.  

Il giusto posto dei dinosauri

Jurassic World - il regno distrutto
Jurassic World, scene finali

Nelle scene finali, dove vediamo il tirannosauro che ruggisce contro un leone è l’ennesima scena che secondo me dobbiamo considerare. Tra me e me ho pensato che i dinosauri non saranno così stupidi da assediare una città, non sono mostri spaziali che vogliono conquistarci, sono animali che, come tutti, vogliono vivere serenamente e il più lontano possibile da noi 

Alla fine, ho pensato, ogni animale del pianeta ha il su habitat, è giusto che anche loro trovino il loro. Poi ho pensato che ci sono leoni che vivono in città. E forse solo adesso ho metabolizzato l’assurdità della cosa, con una scena di Jurassic World. 

È assurdo, me ne rendo conto, ma sono nata, come tutti noi, in un mondo in cui tutta quest’assurdità già esisteva e nella mia mente tutto è stato tradotto in normalità.  

I leoni vivono in città, dentro a dei recinti, e tutto è normale.

Quello che succede ai dinosauri e che ci fa arrabbiare, intristire e quasi piangere in questo secondo capitolo di Jurassic World non è lontano da quello che succede ogni giorno agli animali veri che vivono sul nostro pianeta.  

Bando alle smancerie, Jurasic World è un bel film? 

Mi sono lasciata trascinare parecchio dalle dinamiche animaliste, volontarie o meno, lanciate da questo film. Spunti veramente stimolanti che rendono la pellicola secondo me, ancora più piacevole. 

Anche se i dinosauri mangiano, come abbiamo detto, ben poche persone è veramente un ottimo prodotto, che si presta bene alla sua uscita in serie.  

La trama e gli intrecci sono piuttosto semplici e a tratti scontati, per dire, era ovvio che il brutto militare cattivo non avesse minimamente a cuore il futuro dei dinosauri, o che con l’osso dell’indominus rex si sarebbe ricavato un ennesimo ibrido geneticamente modificato ancora più potente.  

I veri colpi di scena sono scoprire che la sveglia nipotina di Lockwood fosse in realtà un clone della figlia morta in un incidente, usando la stessa scoperta genetica che ha riportato in vita i dinosauri. In effetti c’è da chiedersi perché nessuno ci abbia mai pensato prima.  

In conclusione io mi auguro che i bambini continuino a piangere per Jurassic World –il regno distrutto, e che crescendo riescano ad andare oltre diventando magari adulti migliori di noi.   

 -Francesca Magni

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