Aquarius: la linea politica del governo la detta Salvini

Domenica scorsa il governo italiano ha negato alla nave Aquarius, gestita dall’ONG SoS Mediterranèe, di sbarcare nei porti italiani. Questo ha creato una questione internazionale tra il nostro Paese e Malta, accusata dal Ministro dell’Interno Salvini di non prendersi le sue responsabilità nella questione migranti. Il premier spagnolo Sanchez ha dichiarato la disponibilità della Spagna di accogliere l’imbarcazione, anche se vi sono dubbi riguardo la sicurezza del viaggio. Nella nave sono attualmente presenti più di 600 persone, tra cui diverse donne incinte e 129 minori non accompagnati.

La nave Aquarius in soccorso di un gruppo di migranti -Fonte:Avvenire.it

QUESTIONE INTERNAZIONALE

Controversa è ancora la legittimità del rifiuto del nostro governo di accogliere l’Aquarius senza che vi siano pericoli per l’ordine pubblico. I favorevoli si appellano alla Convenzione Onu sul diritto del mare del 1982. Il Trattato permette di rifiutare il passaggio di una nave straniera nell’ipotesi in cui sia pericoloso per la pace, il buon ordine e la sicurezza. L’art 19 considera pregiudizievole lo sbarco di persone in violazione delle norme dell’immigrazione dello Stato costiero. In tal senso, il respingimento sarebbe giustificato dal fatto che le navi delle ONG permetterebbero lo sbarco illegale di persone nel Paese.

Altre fonti internazionali, invece, sembrerebbero confutare questa tesi. La Convenzione di Amburgo del 1979 impone che gli sbarchi di persone soccorse in mare debbano avvenire nel primo “porto sicuro” sia per prossimità geografica, sia dal punto di vista del rispetto dei diritti umani. Le navi delle ONG preferiscono trasportare i migranti in Italia perché gli altri stati costieri nella zona (Libia, Malta, Tunisia) non assicurerebbero una gestione adeguata delle persone sbarcate. L’art 10 del Testo sull’immigrazione (1998) e l’art 33 della Convenzione di Ginevra (1951), inoltre, vietano respingimenti di soggetti che hanno diritto di asilo politico o che possono richiedere lo status di rifugiato.

QUESTIONE UMANITARIA

Al di là delle norme internazionali, però, a preoccupare è la questione umanitaria.  Più di 600 persone, già provate da un viaggio disumano prima di essere soccorse, sono rimaste bloccate per diversi giorni in un limbo istituzionale. Nei prossimi mesi, inoltre, la questione potrà riproporsi per casi analoghi in termini ancora più drammatici. Salvini accusa Malta di non prendersi le sue responsabilità, ma non pare corretto scaricare la questione su un’isola che ha gli stessi abitanti di Bologna. Tra l’altro non considerando che al momento Malta accoglie in proporzione più rifugiati rispetto al nostro Paese (18,3 ogni 1000 abitanti, al fronte dei 2,4 dell’Italia).

Il problema Aquarius è il primo sbarco affrontato del nuovo governo ed è stato risolto grazie all’intervento della Spagna. Anche se la soluzione suscita dei dubbi  per la pericolosità del viaggio e si costringeranno, inoltre, i passeggeri ad allungare ulteriormente la loro Odissea. Ma come ci si comporterà per i prossimi sbarchi? Salvini ha già dichiarato che in futuro l’atteggiamento sarà lo stesso nei confronti delle navi battenti bandiera straniera.

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini -Fonte:tpi.it

È necessario revisionare il Trattato di Dublino e stimolare l’Europa a dare maggiore aiuto nel gestire il flusso di migranti. Non si possono, però, strumentalizzare in questo modo persone che fuggono da guerre e stati falliti. La crisi si è risolta in poco tempo, ma c’è il serio pericolo che i prossimi sbarchi creeranno conflitti istituzionali ancora più aspri. E non è ragionevole tenere ogni volta centinaia di persone in mare per giorni, sperando che qualcuno si faccia avanti. Anche se è sicuramente la soluzione più alla portata per Salvini. Facile utilizzare dei disperati per far valere le proprie ragioni, più difficile è sollevare la questione a Bruxelles e farsi sentire a livello europeo.

QUESTIONE POLITICA

Il nuovo “governo del cambiamento” si dimostra sempre più a trazione Lega, col leader del Carroccio che detta una linea politica e prende decisioni anche oltre le sue competenze. La chiusura dei porti, infatti, è stata disposta da Toninelli in quanto Ministro delle Infrastrutture. A preoccupare è il fatto che, con la spinta di Salvini, questo genere di manovre potrebbero presto diventare la tendenza politica principale del governo Conte. Perché il reddito di cittadinanza e la flat tax costano troppo e probabilmente non saranno introdotte con le modalità promesse in campagna elettorale. Prendersela con i migranti e tutte le altre categorie sociali invise al proprio elettorato, invece, non costa nulla.

– Daniele Stracquadanio

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