Hamilton, un musical sensazionale che dà voce agli americani di ieri e di oggi

«Sto scrivendo un musical hip-hop sul nostro primo segretario del Tesoro, Alexander Hamilton. Adesso ridete, ma aspettate e vedrete.»
Queste furono le parole di Lin-Manuel Miranda ad un evento del 2009. Quella sera si era esibito con quella che sarebbe poi diventata la canzone d’apertura di Hamilton: An American Musical, vincitore di ben undici Tony Awards (su sedici nomination) e altri prestigiosi premi come il Pulitzer e il Grammy Award.

Scena dal musical HAMILTON, produzione londinese - Millennials
(da sinistra) John Laurens, Alexander Hamilton, marquis de La Fayette e Hercules Mulligan

Il musical

La storia del musical ruota attorno alla figura di Alexander Hamilton, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, e agli eventi a partire dalla rivoluzione d’indipendenza.
Il musical vede protagonisti, oltre a Hamilton, altri personaggi noti come George Washington o Thomas Jefferson, e altri meno noti a cui si dà visibilità. Nomi dimenticati dalla storia ma dalla grande importanza, come lo stesso Hamilton.

My name is Alexander Hamilton,
and there’s a million things I haven’t done but
just you wait, just you wait.

Chi è Alexander Hamilton?

Hamilton, di umili natali, grazie alla sua abilità nello scrivere era riuscito a conquistarsi un passaggio verso New York, per costruirsi una nuova vita lì.
Si laurea in due anni e, sempre grazie ai suoi scritti nonché alla sua arte oratoria, diventa braccio destro di Washington. Una volta formato lo stato, diventa segretario del Tesoro e fonderà le basi per l’attuale sistema finanziario americano.
Nonostante l’importanza storica, la sua figura non è spesso menzionata nei libri e in pochi lo conoscono. Questo fino all’arrivo del musical sulla sua vita.

Lin-Manuel Miranda insieme al presidente Barack Obama durante un documentario su Hamilton - Millennials
Lin-Manuel Miranda insieme al presidente Barack Obama.

 

Nel 2008 Lin-Manuel Miranda legge la biografia di Alexander Hamilton scritta da Ron Chernow e se ne innamora, mettendosi a lavoro sul musical. Non era passato nemmeno un anno dal suo precedente progetto, In The Heights.
Miranda lavora al progetto a lungo, scrivendo e componendo musiche, testi e libretto, insieme al regista Thomas Kail. Il musical fa il suo debutto Off-Broadway nel 2015 e si trasferisce a Broadway solo qualche mese dopo, nell’agosto 2015.
Al momento, oltre alla produzione new yorkese – dai biglietti introvabili e carissimi –  esiste un tour statunitense e la produzione londinese.

Cos’ha di speciale questo musical?

Effettivamente, dire semplicemente “è un musical rap sui padri fondatori” non rispecchia affatto la grandezza dell’opera.
Innanzitutto il musical è una fusione di generi musicali: rap, jazz, hip-hop e swing, generi che a livello teatrale si sentono poco, ma soprattutto fa un uso magistrale dei testi. Riferimenti ad altre opere, rime, una musicalità inimitabile e un’analisi psicologica dei personaggi che non ha pari.
Grazie alla ricercatezza del testo riusciamo ad entrare a contatto con tutti i personaggi ed è chiaro che non esiste un vero “buono” e “cattivo” nella storia. Tutti facciamo scelte sbagliate, tutti abbiamo delle imperfezioni ed è questo a renderci umani.

Le sorelle schuyler nel musical Hamilton - Millennials
Eliza, Angelica e Peggy Schuyler in “The Schuyler Sisters”

Another immigrant coming up from the bottom

Il cast è composto quasi del tutto da attori e ballerini di diverse etnie: afroamericani, latini e asiatici. Perché?
Miranda ha detto della sua opera come “L’America delle origini narrata dall’America d’oggi”. L’America non è che una moltitudine di popoli sotto lo stesso tetto, che l’ha resa un vasto centro culturale.
Il musical è stato disprezzato da Trump e dai suoi collaboratori perché ricorda che Hamilton è un immigrato che ha trovato fortuna negli Stati Uniti. Lui, come altri, ha potuto costruirsi un futuro, lasciare un’eredità al mondo, dimostrato il suo valore nonostante la sua condizione di straniero.
E la morale è, citando una delle canzoni: “Immigrants, we get the job done”.

What’s your name, man?

Chi è Lin-Manuel Miranda, il genio dietro Hamilton?
Attore, compositore, paroliere, attivista statunitense di origini portoricane, ha preso parte in molte produzioni teatrali e cinematografiche. Tra i molti lavori, ha scritto musiche e testi di Oceania, la canzone “Jabba Flow” di Star Wars VII e sarà protagonista insieme ad Emily Blunt in Il ritorno di Mary Poppins.
Tra i suoi riconoscimenti ci sono i Tony Awards, Pulitzer, Grammy, Emmy ed è stato candidato ai Golden Globe e agli Oscar con la canzone “How far I’ll go” di Oceania.
Hamilton è la sua creazione più famosa ed è lo stesso Miranda ad aver originato il ruolo di Alexander Hamilton.

Who lives, who dies, who tells your story?

Qui potete vedere il numero di apertura del musical, in particolare si tratta della versione londinese, mentre su spotify potete ascoltare tutte le canzoni interpretate dal cast originale di Broadway.

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Foto tratte da https://hamiltonmusical.com/ e https://www.pbs.org/ 
Per prenotare i vostri biglietti andate su HamiltonLDN o TicketMaster
Recensioni di altri musical: Wicked, Dear Evan Hansen, Anastasia.

Giulia Licciardello

Giulia Licciardello

Studio Lingue Orientali all'università di Napoli "L'Orientale" e frequento un corso di Scrittura Creativa alla Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia. Mi occupo del Portale Oriente, curiosità e leggende relative all'estremo oriente ma anche di recensioni di libri, fumetti e musical, le mie passioni.

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