Flat Tax: scelta giusta o sbagliata?

Abbiamo sentito parlare per un’intera campagna elettorale di flat tax. Il centrodestra ha portato avanti con grande convinzione questa riforma fiscale. Oggi che il governo Lega-5stelle si è ormai insediato, si darà il via a tutte le riforme messe per iscritto nel contratto di governo. Tra queste rientra l’introduzione della flat tax.

Che cos’è la flat tax?

Ideata per la prima volta dall’economista statunitense Milton Friedman, la flat tax o “tassa piatta” è un sistema fiscale non progressivo, basato su una aliquota fissa. Per capirci meglio è una proposta di riforma che punta a ridurre tutte le aliquote IRPEF ad una sola, valida per tutti con la progressività dell’imposizione garantita dalla no tax area, da deduzioni e detrazioni fiscali per i redditi più bassi. Detrazioni fiscali che, invece, non verrebbero concesse ai redditi più alti.

Pro flat tax

Secondo i sostenitori di questo modello fiscale una flat tax con una aliquota bassa ed uguale per tutti, porterebbe a una maggiore equità fiscale, all’emersione dell’evasione e persino un aumento complessivo del gettito fiscale per lo Stato.

Origine della flat tax, come funziona e la sua logica

Dopo Milton Friedman anche altri economisti americani come Robert Hall e Alvin Rabushka, sotto la presidenza di George W. Bush, proposero l’introduzione della flat tax con un’unica aliquota del 17,5%. Secondo alcuni calcoli tale sistema avrebbe apportato un maggior beneficio ad un numero superiore di cittadini. All’introduzione di tale aliquota sarebbe susseguiti l’eliminazione di tutte le detrazioni, le deduzioni e le esenzioni vigenti, al fine di allargare il più possibile la base imponibile, includendo in essa tutto ciò che contribuiva a determinare il Pil nazionale.

Il fine era quello di ottenere un gettito fiscale uguale o superiore a quello ottenuto mediante i sistemi progressivi se si considerano le maggiori possibilità di tassare quell’economia sommersa, e di un rafforzamento della democrazia. Un rafforzamento dal momento che esenzioni, deduzioni e detrazioni, almeno nel sistema americano, erano state introdotte per tutelare gli interessi di specifiche lobby e non quelle di tutta la collettività. Quest’ultima avrebbe potuto essere tutelata anche con l’introduzione di una specifica no tax area.

Occorre dire che in un breve periodo la flat tax produrrà un minor gettito fiscale; dunque il governo, per far fronte a questo mancamento, dovrà  tagliare qualche capitolo della spesa pubblica.

La flat tax nei paesi dell’est Europa

La flat tax in queste nazioni è stata sempre introdotta con lo scopo di dare respiro all’economia e di facilitarne la ripresa e lo sviluppo.

Un caso molto importante è quello evidenziato nella Repubblica Ceca, dove è stata introdotta la flat tax al 23%. In questo paese è stata calcolata una soglia minima di reddito in cui la flat tax diventa vantaggiosa ed è pari a 55000 corone ceche lorde al mese, pari a 2200 euro. Al di sotto di questa cifra risulta svantaggiosa la flat tax poiché le persone pagano di più rispetto ad una tassazione progressiva.

Nella Repubblica Ceca sono stati, infatti, i pensionati e il 95% dei lavoratori (i redditi al di sotto delle 30mila corone lorde) a pagare il prezzo più salato per l’applicazione della flat tax.

La flat tax in Italia

Sulla legittimità dell’introduzione della flat tax si può discutere a lungo. Nella nostra costituzione l’articolo 53 prevede che il sistema tributario sia uniformato da criteri di progressività della tassazione, con la capacità contributiva del cittadino.

La flat tax appare ad oggi di difficilissima realizzazione, per una molteplicità di ragioni. La principale, è quella legata alle esigenze di gettito.

Ma intanto la flat tax appare nell’agenda di governo. Salvini è deciso nel portare avanti questa riforma, appoggiato da tutto il centro destra e dai 5stelle.

 

 

– Giuseppe Lombardia

Crediti immagini: repubblica.it,Albanesi.it,sottoosservazione’s blog, Il Post

 

Giuseppe Lombardia

Giuseppe Lombardia

Mi chiamo Giuseppe Lombardia, ho 21 anni e studio economia e commercio all’università di Catania. Sono appassionato di politica e storia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *