Mary e il fiore della Strega: scopriamo la primissima pellicola del neonato Studio Ponoc

Arriva in Italia Mary e il fiore della Strega, primissima pellicola dello Studio Ponoc, studio d’animazione giapponese fondato nel 2015 da Hiromasa Yonebayashi e Yoshiaki Nishimura. Film evento nelle sale selezionate fino al 20 giugno grazie, ovviamente, a Lucky Red senza la quale avremmo perso innumerevoli capolavori. 

Gli appassionati, e non solo, non stavano più nella pelle, il primo film è come un biglietto da visita, è l’elemento che invoglierà o meno gli spettatori a tornare in sala la prossima volta. Mary e il fiore della strega ha guadagnato oltre 438 milioni di yen durante il suo primo weekend in sala in Giappone, e ha ricevuto ottime recensioni dalla critica.  

Mary e il fiore della strega non tratta solo il tema dell’accettarsi per quello che si è, lavorando duramente per migliorare, senza magiche scorciatoie. Prende anche in considerazione, con un tocco molto leggero, il tema della sperimentazione sugli animali e quel desiderio incontrollato di raggiungere il massimo potere a discapito anche della propria integrità. 

Mary e il fiore della Strega
Mary e il fiore della Strega

Mary e il fiore della strega: la magia di essere se stessi 

La trama è molto semplice e lineare, a tratti onirica, tratto dal romanzo di Mary Stewart La piccola scopa, la protagonista, Mary, è il classico personaggio femminile che strizza l’occhio al “girl power“, tipica della maggior parte delle eroine orientali.  

Mary è una ragazzina di dieci anni curiosa e maldestra, con una folta chioma rossa con la quale non passa di certo inosservata.  Durante l’estate si trova costretta, per motivi che non conosciamo, a trasferirsi a casa della prozia dove i giorni passano lenti e noiosi. Presa dalla noia un giorno segue i due gatti Tip e Gib nel bosco dove trova un fiore mai visto, chiamato dalle credenze popolari “il fiore della strega”.  

Da qui la vita di Mary non sarà più la stessa, si troverà trasportata in un mondo magico che si rivelerà essere però spietato e senza cuore. 

Mary, all’inizio della pellicola, non è solo tremendamente annoiata ma anche tremendamente insicura. Sa bene che i suoi insolito capelli rossi saranno presi di mira a scuola, sa che la sua sbadataggine non passa inosservata e dissemina disastri al suo passaggio.  

Mary vorrebbe essere diversa e nel mondo magico scopre di essere una vera super star, grazie agli incredibili poteri donatogli dal fiore, ed è felice, per una volta, di non essere solo una goffa combina guai.  

È però senza l’aiuto del fiore che Mary riesce a liberare l’amico Peter da un potente incantesimo, per la prima volta crede fortemente in se stessa. Accettarsi per quello che si è, con pregi e difetti, è la vera magia. 

Merita il cinema? 

Assolutamente sì, in Italia più che mai le produzioni orientali vanno supportate con tutte le nostre forze. Già è assurdo che la maggior parte dei film, per lo più d’animazione, non arrivino in Italia e quando lo fanno sono sempre “film evento” che alzano ancora di più il prezzo del biglietto. 

Vi sembra normale che un capolavoro come Principessa Mononoke datato 1994 sia arrivato per la prima volta nelle sale italiane nel 2014? Per soli tre giorni? In pochi cinema selezionati? Questo è il destino di moltissimi film d’animazione che meriterebbero una diffusione ben più maggiore per mostrare, ad adulti e bambini, che esiste altro oltre la Disney.  

Esistono nuovi modi di vedere il mondo, esistono diversi modi di comunicare attraverso l’animazione che va al di là della favola tradizionale. Per citare due titoli Anomalisa e La mia vita da Zucchina, due pellicole incantevoli che trattano tematiche ostiche anche agli adulti.

Per questo eventi del genere vanno supportati, e se siete appassionati o avete dei bimbi buttatevi a capofitto in sala, senza ragionarci troppo, uscite dai vostri classici schemi. 

Studio Ponoc vs Studio Ghibli: Mary e Kiki 

Kiki consegne a domicilio
Kiki consegne a domicilio

La prima cosa, importante, da considerare quando si entra in sala per vedere questo film è considerare che molti animatori del ben più noto Studio Ghibli sono passati a lavorare nello Studio Ponoc, e si vede.  

È sempre brutto fare paragoni eppure in certi casi ci risulta inevitabile, e questo è uno di quei casi, soprattutto se consideriamo che anche lo Studio Ghibli ha la sua streghetta, Kiki accompagnata da Jiji, il suo gatto nero. 

Tra Mary e Kiki c’è un abisso, anche le trame sono completamente diverse con due messaggi completamente diversi, Kiki è sinonimo di indipendenza e bisogno di crescita, mentre Mary cerca a fatica il suo giusto posto nel mondo. Eppure alcune scene come ad esempio i voli sulla scopa o l’incendio dopo l’esperimento profumano molto di Studio Ghibli; Mary come Kiki vola in compagnia del suo gatto nero, animata con una leggiadria che ci trasporta sulle nuvole con lei. 

La scenografia è un altro aspetto di Mary e il fiore della strega che mi ha ricordato moltissimo lo “stile Ghibli“, questi luoghi curati nei minimi dettagli che sembrano comunque uscire da una fiaba. Troppo perfetti e magici per essere veri ma talmente curati da sembrare una fotografia. 

Resta il fatto che la cara Mary non ha niente da invidiare alle pellicole Ghibli, è un ottimo film d’esordio, diverte, intrattiene e fa riflettere, a tutte le età. E se il vostro occhio critico ha notato molti più errori del necessario ricordatevi che siamo solo all’inizio, non è una pellicola di un grande studio affermato, dobbiamo aspettarci ancora grandi cose dal piccolo Studio Ponoc. 

 

-Francesca Magni

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