I Fenomeni Millennials – il caso delle mamme pancine

“Sono intorno a noi, in mezzo a noi e in molti casi siamo noi” a informarci sui social network seguendo gruppi con idee radicate e radicali. Come le mamme pancine, un fenomeno che mostra tutte le difficoltà, e le paure, di fare il genitore al tempo di internet.

Chi sono?

Chiamarlo “gruppo di mamme” sarebbe riduttivo. Le mamme pancine sono un vero e proprio universo parallelo in cui alcune donne condividono sui social angosce, consigli medici “casarecci” e perplessità (a volte assurde) sulla maternità. C’è anche chi mostra le foto dei figli nudi o chi punta ad allattare i bambini fino ai sette anni. C’è chi conta ancora gli anni dei “pargoli” in mesi e chi vorrebbe celebrare le prime mestruazioni della figlia con una festa per bambini. Per cementare ancora di più il loro amore per i figli, c’è anche chi produce (e alle volte vende alle altre pancine) prodotti in tema. Ci sono infine anche improbabili ricette a base di latte vaccino e placenta.
Sono diventate famose da quando il blogger Signor Distruggere, all’anagrafe Vincenzo Maisto, ha condiviso le loro surreali conversazioni con i suoi 700.000 follower.

Parola dell’esperta

Nel corso del tempo Vincenzo ha contribuito a scoperchiare un mondo dominato da angosce e speranze ma, soprattutto, da una poco educazione di fondo.
L’antropologa ed educatrice Nicoletta Landi, in un’ intervista rilasciata a “La Repubblica”, le ha descritte così:

Le esperienze e i quesiti che vengono posti da alcune di queste mamme pancine non sono molto diversi da quelli che sento dalle adolescenti. Sono tutte problematiche che nascono da scarsissime conoscenze anatomiche; le “mamma pancine” mostrate sulla pagina Facebook del Signor Distruggere non sanno nulla dei contraccettivi (alcune di queste utilizzano la Coca-Cola), rivelano un sessismo introiettato e tendono a giudicare le altre donne attraverso questa loro lente. Sono molto aggressive nei confronti di chi viene percepito come diverso, come ad esempio coloro che non desiderano avere figli, e la loro aggressività è funzionale a delimitare il gruppo, a stabilire chi è dentro e chi è fuori”.

Cristalli della fertilità: gioielli a forma di vagina con una perla a simboleggiare il clitoride. fonte: espresso.repubblica.it

La virtù (?) dell’ignoranza

Altro aspetto che sorprende scorrendo la pagina Facebook di Maisto è il pudicismo di queste donne. Nonostante raccontino di rapporti sessuali (protette dall’anonimato) lo fanno in modo quasi infantile, come se s’imbarazzassero. Lo si nota anche guardando il registro che usano: ad esempio non vengono usati direttamente i nomi degli organi genitali (o altri aspetti dell’essere mamma) si preferisce usare nomignoli o soprannomi. Così la vagina diventa “la fiorella”, il pene “la cosa umida”, il pediatra “peddy” e il ginecologo “gine”. Un aspetto, quest’ultimo, che potrebbe suggerire una certa chiusura mentale che è forse proprio la causa di questo fenomeno.
Di fatto c’è una qualche forma di ricerca di informazione presente in queste conversazioni, una sorta di richiesta di aiuto in un certo senso.

Mezzo sbagliato

porcospino
Post tratto da uno dei gruppi delle mamme pancine. fonte: il Signor Distruggere

Si nota come vorrebbero semplicemente non essere giudicate per non sapere aspetti della vita che possono sembrare banali. Ignoranza che diventa arroganza quando qualcuno prova a dare informazioni differenti dalle loro pregresse “conoscenze”, da cui la chiusura mentale.
Atteggiamento aggressivo (citato anche dalla dottoressa Landi) che deriva, in buona sostanza, dall’inadeguatezza dello strumento usato. Infatti piuttosto che richiedere (o ascoltare) un esperto si sceglie il social network. La conseguenza di ciò è il proliferare di credenze e sciocchezze date dall’utente di turno. Questo perché un gruppo chiuso su Facebook non è il mezzo migliore per ottenere nozioni attendibili.

Il porcospino

Quindi, se le pancine dovessero scegliere una mascotte l’animale più indicato sarebbe l’istrice. Come un riccio chi usa uno di questi gruppi si chiude a riccio se un “corpo estraneo” (un utente che ha una cultura diversa rispetto le altre mammine) gli fa notare l’insostenibilità di certe cose. Non è inusuale leggere di richieste agli amministratori per bannare qualcuno solo perché “colpevole” di aver criticato ciò che era scritto in un commento. Tutto questo viene riassunto da una frase ricorrente (almeno nel concetto, le parole variano) nei post delle pancine, quasi uno slogan: “niente critiche solo complimenti”. Non certo un buon modo per invogliare ad intavolare un dibattito tra tesi contrapposte.

Il ginecologo c’è ma non si ascolta

Come detto, i gruppi delle pancine sono diventati l’habitat perfetto per il proliferare informazioni non proprio corrette ma, soprattutto, anti-scientifiche.
La priorità per una pancina è l’amore per il proprio figlio e, si sa, la mamma sa sempre cos’è meglio. Perciò se non la convince il ginecologo (da cui va) fa un po’ di testa sua, inventandosi cure e pratiche. Un esempio: per prevenire l’insorgere della vitiligine (malattia cronica della pelle) nell’infante è preferibile non far avvicinare donne sconosciute che vogliano fare un complimento al suddetto neonato. Perché? I complimenti sono usati per mascherare l’invidia di queste “donne non mamme” che potrebbe causare problemi fisici al bambino.

gine
Il post di una della mamme pancine. fonte: il Signor Distruggere

Medicina 33

I consigli più gettonati sono quelli in merito ai metodi per aumentare le probabilità di rimare incinta. In questo senso va ad inquadrarsi il rito di dar fuoco agli assorbenti in balcone per incrementare la propria fertilità.
Chiaramente il “gine” non si deve intromettere nelle scelte della mamma. Non è possibile per quest’ultimo chiedere alla mammina di donare il cordone ombelicale alla ricerca perché da esso si ricavano simpatici orecchini e salutistici manicaretti, senza considerare che la ricerca è inutile e le case farmaceutiche non vogliono trovare cure per i bambini malati!

Ridere per non piangere

Chiariamo: questo non è certo un articolo di “psicologia oggi”. Chi vi scrive non è un medico e non vuole qualificarsi come tale. Qui sono riportate una serie di impressioni suscitate dalla lettura di frasi sgrammaticate prese da questo mondo pieno di amore e feromoni.
È altrettanto chiaro che non tutti coloro che scrivono all’interno di questi gruppi pensino esattamente ciò che digitano. I troll sul web sono un altro “fenomeno millennials” che non è escluso abbia colpito anche questi gruppi (o almeno uno ci spera potendo così dare una spiegazione razionale a certi commenti). In fondo l’attenzione mediatica concentrata sulle pancine è stata tale che qualcuno potrebbe ben pensare di prenderle in giro (sbagliando) spacciandosi per una di esse.
I riflettori dei media su queste donne nel corso degli ultimi mesi si sono molto abbassati, così come la copertura data al fenomeno dal Maisto.

Ricostruzione

Nonostante abbia pubblicato un libro umoristico sull’argomento, il blogger si sta concentrando ultimamente più su altre forme di disagio sul web. Questo potrebbe significare che il numero di gruppi si sia notevolmente ridotto e i superstiti siano diventati bravi a non far trapelare altre conversazioni.
Quello che rimane però è la sensazione di disagio nel ridere leggendo quegli screen shot. Ci si chiede: è giusto scherzare su persone che hanno un problema? La risposta potrebbe essere un “ni”. Non è consigliabile prendere in giro chi sta peggio (ovviamente) ma allo stesso tempo se non si fa capire a qualcuno che c’è un problema esso non lo risolverà mai. Così, in fondo, il Signor Distruggere potrebbe avere “ricostruito” il buon senso in certi genitori, spingendoli ad informarsi attraverso altri canali, al fine di evitare il pubblico ludibrio.

Si ringrazia Sonia per la gentile collaborazione =)

 

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