Emergenza migranti: la Lifeline rischia di far naufragare l’intera Europa

L’Italia e l’Europa sono alla ricerca di una posizione comune sul fronte immigrazione. È con questo auspicio che si arriva al vertice di domani – allargato a 16 Paesi – in previsione del Consiglio Europeo in programma per il 28/29 di giugno. Un vertice che sarà tutto in salita e, di certo, non risolutivo. Almeno questo è ciò che si evince dalle parole della Cancelliera tedesca, Angela Merkel.

Il tutto nel quadro di una cronaca, ormai quotidiana, che vede un nuovo caso Aquarius stazionante a largo dell’arcipelago maltese. Un’imbarcazione carica di migranti che attende di sapere quale sarà la sua prossima destinazione e che intanto ha formulato un’ufficiale richiesta di aiuto.

La nave fantasma

La nave “Lifeline” carica di migranti

L’emergenza migranti si sposta quindi a bordo di un’altra imbarcazione, battente stavolta bandiera olandese ma che olandese, pare, non essere. Si tratta della Lifeline, la nave, tutt’ora ferma a largo di Malta, con la quale l’omonima Ong ha recuperato quasi 400 migranti nelle acque libiche contravvenendo al codice navale firmato nei mesi scorsi. Codice che, lo ricordiamo, prevede l’intervento di soccorso immediato da parte della Guardia Costiera di Tripoli.

Proprio sullo status giuridico della Lifeline si è aperto un vero e proprio “giallo”. «Abbiamo mandato una nota ufficiale del Ministero degli Esteri al Governo olandese. Se Lifeline e Sealife sono navi olandesi battenti bandiera olandese allora portate il vostro carico in Olanda o in altri Paesi». Così il Ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini.

Negativa la risposta dei Paesi Bassi. «Queste navi appartengono ad Ong tedesche e non sono presenti nel registro navale olandese. L’Olanda non è in grado di dare istruzioni a queste imbarcazioni». Amsterdam ha quindi costretto il Governo italiano ad annunciare un’inchiesta su quella che potrebbe essere definita l’ennesima nave fantasma. Se così fosse, potrebbe essere confermata la minaccia di sequestro avanzata ieri dal Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli.

«La nostra nave batte bandiera olandese», ribadisce però l’Ong tedesca via Twitter, allegando un documento a dimostrazione della sua provenienza. La Mission Lifeline ha ulteriormente ribadito che l’intervento di soccorso di migranti è avvenuto in acque internazionali, davanti le coste libiche. La nave ha poi prestato assistenza ad un mercantile che era intervenuto in soccorso di un altro gommone in difficoltà.

Attualmente l’imbarcazione trasporta un carico di 264 migranti con a bordo minori e donne incinte. Un carico cinque volte maggiore alla sua reale portata che porta il caso Lifeline ben oltre i limiti del codice navale.

L’ennesimo “no” di Malta

La Capitaneria di porto italiana ha chiesto ufficialmente a Malta di far attraccare la Lifeline presso i suoi porti, prestando l’aiuto e l’assistenza necessaria. Negativa è stata la risposta delle autorità maltesi che, ancora una volta hanno respinto le richieste di accoglienza avanzate dal Governo italiano.

«Il centro di coordinamento dei soccorsi di La Valletta ha rifiutato qualsiasi tipo di intervento, se non il soccorso mirato a pochi casi di prima emergenza». A scriverlo è stato lo stesso Toninelli il quale ha aggiunto che «per Malta quello della nave Ong è un caso post-SAR. Dunque non un caso di imminente pericolo». Assurdo se si pensa che la nave sta attualmente trasportando un carico pari a cinque volte la sua effettiva portata.

La Valletta, però, non intende muovere dalle sue posizioni giustificando il suo rifiuto per tramite di un portavoce del Governo maltese, Michael Ferrugia. «Non abbiamo coordinato le operazioni di soccorso, né siamo l’autorità competente a farlo», fanno sapere da Malta. La responsabilità sarebbe da imputare anche alla Lifeline la quale sarebbe andata «contro le regole internazionali non seguendo istruzioni da Roma». Rivolgendosi a Toninelli, afferma poi che il Ministro «dovrebbe attenersi ai fatti. Il soccorso è avvenuto nelle SAR Libiche, tra Libia e Lampedusa. Malta non era mai coinvolta».

Infine, il Governo maltese ha aggiunto che continuerà sempre «ad agire secondo le leggi e le convenzioni applicabili», scaricando così il caso al di là delle sue coste.

Il naufragio europeo

Giuseppe Conte incontra Angela Merkel.

In alto mare non vi sono solo le imbarcazioni che trasportano migliaia di migranti. C’è, soprattutto, la politica europea sulla gestione dei flussi migratori. E mista allo scambio di accuse tra i diversi partner europei, vi è la percezione che il summit di domani non porterà ad alcuna soluzione immediata. Così come rischia di portare ad un nulla di fatto il Consiglio UE (in programma per fine mese), almeno per quando attiene l’emergenza migratoria.

Nelle prime settimane di Governo, Matteo Salvini, ha imposto un cambio di rotta drastico sia alla gestione dei flussi migratori che alla accoglienza in territorio italiano. Tramite Facebook, il titolare del Viminale ha poi dato un aggiornamento costante sulle imbarcazioni mediterranee. Due di queste sono a largo del Mediterraneo, pronte ad accogliere nuovi migranti in arrivo dalla Libia. Tre sono nei pressi dei porti maltesi. Una, infine, è a largo di Pozzallo, in attesa di ricevere il via libera dall’Italia per poter iniziare le operazioni di sbarco. Ma c’è una cosa che accomuna tutte queste imbarcazioni: «si scordino di attraccare in Italia». Questo è il messaggio che il leader della lega rivolge non solo alle navi delle Ong ma anche (e soprattutto) a tutti i partner europei.

«Non aspettatevi risultati definitivi. Si punterà a patti bilaterali, trilaterali e multilaterali», afferma la Cancelliera tedesca, Angela Merkel. Un accordo europeo sembra, infatti, assai lontano. Specialmente perché, in qualche modo, l’Italia ha saputo portare alla luce le ipocrisie degli altri Stati. Paesi che, come la Francia, riescono sempre a puntare il dito contro l’Italia rifiutandosi, al tempo stesso, di accogliere almeno la propria quota di migranti. Un problema, quello migratorio, che rischia di far naufragare l’intera Europa.

– Antonio Giuffrida

Credits: Corriere della Sera, La Repubblica, Times of Malta, SkyTg24

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