Il futuro del Milan tra Li, Elliot, Uefa e azzardi finanziari

La società rossonera è finita negli ultimi giorni nell’occhio del ciclone per via del mancato aumento di capitale da parte dell’attuale patron rossonero, Yonghong Li. L’esclusione dalle competizioni internazionali sembra essere scontata, ma un attento esame rivela il contrario. Qual è la verità dietro il balletto tra Li, Elliot e la decisione che lunedì prenderà l’Uefa?

Non è passato nemmeno un anno da quando Li ha rilevato il Milan da Silvio Berlusconi. Eppure la sua avventura sembra già giunta al termine. Il magnate cinese non sembra intenzionato a versare i 32 mln richiesti per l’aumento di capitale, che dovrebbero essere coperti dal fondo Elliot. Cosa implica questo ulteriore prestito? Riuscirà il Milan ad accedere alle coppe europee?

 Yonghong Li, il giocatore d’azzardo

Il furbetto magnate non è stato il finanziatore della campagna acquisti dei rossoneri nel 2017. Il suo piano prevedeva due aumenti di capitale da 60 mln ciascuno. Il problema, però, è che questi aumenti di capitale sono stati effettuati tramite l’emissione di obbligazioni quotate alla borsa di Vienna da una società avente sede in Lussemburgo, la Rossoneri Investment Sport Lux, che Yonghong Li dovrebbe utilizzare come veicolo di capitale. Le obbligazioni sono però state interamente acquistate dal fondo Elliot. Detta in soldoni, dietro gli acquisti estivi del Milan, c’è sempre stato il fondo Elliot, che ha finanziato ad un tasso tutt’altro che agevole (7,7%) la società rossonera.

Forte della liquidità nel breve termine, il Milan spende e rivoluziona la sua rosa. La gioia è incontenibile e il “passiamo alle cose formali” di Fassone diventa virale. Nel frattempo, Li era già insolvente. La Jie Ande, la più liquida e redditizia società di Li, era in dissesto finanziario anche al momento dell’acquisto del Milan. Banche, consulenti, controparte, nessuno verificò nulla. Anche la posizione della controparte (Silvio Berlusconi) ha suscitato non pochi sospetti in questi ultimi mesi. La Procura di Milano, infatti, ha aperto un’indagine sulle transazioni tra Hong Kong (sede delle società di Li e paradiso finanziario) e la famiglia Berlusconi relative all’acquisto del Milan.

La Jie Ande aveva già concesso in pegno la sua quota (11,39% del totale) afferente alla società di Li 2 anni prima l’acquisizione del Milan. Al momento della chiusura della trattativa con il Milan, il primo grado aveva già dichiarato insolvente la Jie Ande.

Elliot, il temporeggiatore con un piano ben chiaro

Passiamo adesso al ruolo del vero proprietario del Milan, il fondo Elliot. È considerato uno dei fondi d’investimento più attivista al mondo e non nuovo nel mercato italiano (possiede il 9% di TIM, leader delle telecomunicazioni). Elliot viene comunemente definito un fondo avvoltoio che cerca di trarre il massimo vantaggio da situazioni di dissesto finanziario. Li vanta un’esposizione finanziaria nei confronti di Elliot di 303 mln, destinati a diventare 335 nei prossimi giorni, in cui probabilmente Elliot procederà ad un aumento di 32 mln, garantendo per i rossoneri. Se Li non dovesse nuovamente rispettare gli impegni, la prossima settimana il Milan potrebbe diventare a tutti gli effetti proprietà di Elliot, per una cifra tra 350 e i 360 milioni di euro.

Paul Singer, carismatico fondatore e azionista di maggioranza del fondo Elliot.

A questo punto, la strategia di Elliot entrerebbe nel vivo. Elliot darebbe il via ad un’asta per guadagnare dalla compravendita della società rossonera: un’operazione speculativa tanto semplice quanto efficace. I tifosi rossoneri possono tirare una boccata d’aria: Elliot ha interesse a non far svalutare il brand di Milanello.

E l’Europa League?

La sentenza di lunedì sarà probabilmente negativa: niente di nuovo, considerando il caos che aleggia intorno alla vicenda. Ma non finisce qui. Elliot, traghettatore della società rossonera, presenterà ricorso al Tar di Losanna e contemporaneamente acquisirà il Milan. Per poterci lucrare, però, Elliot sarà “costretto” a garantire la solidità patrimoniale del Diavolo per l’iscrizione alla prossima Europa League. Ossigeno per i tifosi, e, soprattutto, per la società, finita suo malgrado al centro di un contorto gioco finanziario.

La brutta notizia è che probabilmente il mercato estivo stagnerà. Bisognerà aspettare il nuovo benefattore disposto ad investire in quella che rimane comunque la seconda società più titolata al mondo.

-Antonio Salerno

Fonti: Il Corriere, Financial Lib, Wikipedia, Pianeta Milan, Sport Business Management, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, Milan news 24, Eurosport, CalcioMercato24.

Antonio Salerno

Antonio Salerno

Curiosone. Amo leggere, scrivere, allenarmi, affrontare nuove sfide e condividere le mie esperienze. Scrivo per passione, ma anche perché ritengo la scrittura una potente forma di apprendimento. Mi interesso di economia politica, geopolitica, economia aziendale, marketing, finanza, politica.

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