Google potrebbe prevedere il giorno della morte grazie ad un algoritmo

Vi ricordate dei film dove il protagonista veniva colto da un improvviso sonno e ad un certo punto sognava la propria morte (Final Destination ndr)?

Bene, se ai tempi del primo film, Alex Browning e gli altri suoi compagni avessero avuto la possibilità di prevedere grazie ad un algoritmo la tragica fine ancor prima di salire a bordo del volo 187, siamo certi che non si sarebbero fatti vedere nei paraggi, e avendo potuto forse si sarebbero dati all’harakiri (a proposito leggi il nostro articolo sul tema). Magari anche un mantello dell’invisibilità come quello di Harry Potter e i Doni della Morte sarebbe giusto servito…

Beh, le storie in cui si racconta di protagonisti che vengono a sapere la data della propria morte non si contano certo sulle punte delle dita di una mano, ce ne sono parecchie. Chi per disgrazia come i protagonisti della saga sopra detta, chi per sventurate cause naturali. In quest’ultimo caso, sta in questi giorni dilagando una notizia che ha a che fare proprio con il nostro ultimo giorno su questa terra e la nota casa di Mountain View, Google.

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Predire il tragico destino con un algoritmo

Proprio Big G, ha di recente eseguito degli studi analizzando dati presso istituti medici di ben 216.000 pazienti ricoverati per almeno 24 ore. Attraverso l’algoritmo, infatti, i ricercatori hanno avuto modo di prevedere con precisione il rischio di mortalità, di un nuovo ricovero ed eventuale degenza prolungata. Il metodo, si è rivelato efficace rispetto ai modelli precedentemente realizzati.

La precisione del 95 percento di Google

Il colosso, afferma, che dalle indagini e studi eseguiti, pubblicati su nature.com, si ha un’attendibilità della predizione molto elevata, vicina al 95%, e che potrebbe, certamente aumentare con un maggior numero di informazioni a disposizione.

 “Eravamo interessati a capire se informazioni approfondite potessero produrre previsioni valide su un’ampia gamma di patologie cliniche” – Spiegano.

Il sistema utilizzato in maniera adeguata negli ospedali potrebbe fornire dunque previsioni più attendibili rispetto alle pre-esistenti. Dunque è un ottimo strumento per migliorare la gestione della situazione medica dei pazienti.

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Va bene la precisione ma

Certamente è un metodo interessante se visto dal punto di vista delle strutture mediche. Ma, se un giorno questo algoritmo fosse usato in futuro da Big G per essere integrato nei dispositivi di tutti i giorni? Cosa faremmo se una notifica push ci segnalasse che il triste evento è quanto più vicino? Se da un punto di vista medico, potrebbe salvare la vita (visto che oramai gli indossabili vanno sempre più verso quella direzione, attraverso il controllo delle funzioni base), dall’altro non sarebbe certamente bello sapere quello che non avresti mai voluto.

-Alessandro Todero

Alessandro Todero

Alessandro Todero

Classe 1992, nato alle pendici di Mongibello (comunemente conosciuto come Etna) a Catania, in Sicilia. Tra il profumo degli agrumi, e il sapore caratteristico degli arancini, ha intrapreso la via dell’attivismo politico-culturale promuovendone le diverse sfaccettature che si stanziano nel territorio catanese. Maturità artistica e Laurea in Pianificazione e tutela del territorio e del paesaggio, ha la propensione per i temi quali: Architettura, Arte ed Ambiente. Oggi trascorre il proprio tempo tra associazionismo, volontariato e studi di tutela ambientale presso il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A) nel corso di laurea magistrale in Salvaguardia del territorio, dell’ambiente e del paesaggio. Un aggettivo caratterizzante? MULTITASKING!

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