Jobs act e la riforma del lavoro

Il nostro panorama politico in questi ultimi anni è stato caratterizzato da un ampio dibattito sul jobs act e la riforma del lavoro; misure apportate durante il governo Renzi.

Ancora oggi difficilmente si conosce con precisione quali sono stati e saranno i cambiamenti che tale disegno di legge apporterà in Italia.

 

Che cos’è il Jobs Act

Il Jobs Act è la legge che delega il governo ad apportare delle riforme nel mondo del lavoro attraverso dei decreti attuativi.

Le riforme del Jobs Act coinvolgono alcuni campi come lavoro, welfare, pensioni e ammortizzatori sociali.

Sempre con il Jobs Act, vengono previste novità nei contratti (che saranno rivisti, riordinati), cambiamenti nelle modalità di gestione di alcune tipologie di licenziamenti, riforma degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione e trattamento di disoccupazione), e semplificazione dell’applicazione dei contratti di solidarietà.

Le misure principali del jobs act

Queste sono le misure varate dal governo Renzi mediante il jobs act:

  • Contratti stabili: Sono promossi i contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti, rendendoli più convenienti per le aziende rispetto ad altri tipi di contratto, in termini di oneri diretti ed indiretti.
  • Licenziamenti e reintegro: per i nuovi assunti con contratto a tempo indeterminato con tutele crescenti, il reintegro è previsto solo nel caso di licenziameno discriminatorio e disciplinare se il lavoratore riesce a dimostrare che il motivo apportato dall’azienda per il licenziamento disciplinare non sussiste. Nel caso di licenziamento disciplinare motivato o di licenziamento per motivi economici il reintegro viene sostituito dal solo indennizzo in denaro, che sarà crescente con l’anzianità del dipendente nell’azienda.
  • Trattamento di disoccupazione: la durata del trattamento di disoccupazione sarà rapportato alla “storia contributiva” del disoccupato.
  • Meno tipi di contratto: l’attuale mondo variopinto dei contratti sarà riordinato. Saranno abolite quelle tipologie di contratto più precarizzanti e più permeabili agli abusi come i contratti di collaborazione a progetto. Restano invece i contratti di apprendistato, i contratti a termine senza causale e le partite iva.
  • Demansionamento: il demansionamento dei dipendenti sarà possibile in caso di riorganizzazione aziendale, oppure se prevista dai contratti collettivi nazionali o aziendali.
  • Come cambia la cassa integrazione: sarà impossibile autorizzare la cassa integrazione nel caso di cessazione definitiva dell’attività aziendale. Va rivista la durata della cassa integrazione e la partecipazione delle aziende.
  • Semplificazione: il governo punta a semplificare tutti gli adempimenti a carico di cittadini e imprese e a svolgerli per via telematica.
  • Contratti di solidarietà: semplificazione delle tipologie di situazioni in cui questo puo’ essere applicato, potenziandone l’utilizzo. L’obiettivo è consentire alle aziende di aumentare il proprio organico riducendo l’orario di lavoro e, di conseguenza, anche la retribuzione.

 

Il Jobs Act non ha dato i suoi frutti e allora il nuovo governo si propone di rivisitarlo

Il jobs act secondo uno studio di Bankitalia non ha dato i suoi frutti. Le tutele che dovevano aumentare grazie all’introduzione del contratto definito “a tutele crescenti” con il quale le tutele non sono cresciute ma diminuite rispetto al passato.

L’obiettivo era quello di rilanciare il lavoro stabile e la riforma lo ha clamorosamente mancato, contribuendo a creare solo l’uno per cento dei nuovi posti di lavoro.

Di Maio avvierà i lavori per smantellare il jobs act. “Il Jobs Act va rivisto, c’è troppa precarietà – spiega il leader grillino – la gente non ha certezza neanche più per prenotarsi le vacanze, non solo per sposarsi. E, se dobbiamo dare più forza all’economia, la dobbiamo ridurre, questa precarietà”.

Queste sono le premesse su cui si basa l’operato del nuovo governo. Staremo a vedere

crediti foto: ilgiornale, cngeologi

 

Giuseppe Lombardia

Mi chiamo Giuseppe Lombardia, ho 21 anni e studio economia e commercio all’università di Catania. Sono appassionato di politica e storia.

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