Il nuovo vigile ambientale – il miele

Pensavate che il miele fosse solo un edulcorante naturale per rendere migliori e zuccherine le nostre bevande? O che avesse solamente proprietà salutistiche per migliorare, grazie ai rimedi della nonna, quel tanto sofferto mal di gola improvviso sopraggiunto per un poco di vento? L’Università degli Studi di Bologna ha recentemente pubblicato qualcosa che dimostra anche altro.

Il vigile naturale che in pochi sapevano esistesse

Dopo aver parlato di un parassita che affligge l’agricoltura africana, si passa a qualcosa di dolce. Pubblicata su Scientic Reports, la ricerca applicata al miele, del Dipartimento di scienze e tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna. I lavori coordinati dal prof. Luca Fontanesi hanno permesso – si legge in una nota – di mettere a punto uno strumento di analisi in grado di rilevare, con poche gocce di miele, quali e quanti insetti abitano il territorio in cui il miele è stato prodotto permettendo anche un controllo della biodiversità degli ecosistemi e identificare possibili frodi alimentari.

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Il miele come segnale antifrode

Con tecniche di next generation sequencing applicate al DNA ambientale, i ricercatori hanno identificato le diverse specie di insetti presenti nell’area di lavoro delle api. L’area di interesse, si estende per ben dieci chilometri, ottenendo informazioni quantitative circa le infestazioni degli insetti stessi in ambiente. Grazie a questo metodo innovativo, ricostruire la struttura genetica e le popolazioni ha permesso di autenticare l’area di provenienza del miele e allo stesso tempo di monitorare la presenza di organismi dannosi per le piante.

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Il metodo applicato a pochi grammi di miele

Il DNA ambientale è una traccia genetica rilasciata dagli insetti e trasportata nel miele dal lavoro delle api. La fonte della traccia sono gli insetti che si nutrono della linfa delle piante, come ad esempio, gli afidi. La melata prodotta, viene poi utilizzata dalle api per produrre il nettare e attraverso il sequenziamento si è passato ad identificare le specie. Da pochi grammi, infatti, è possibile dunque identificare le popolazioni presenti negli ambienti agrari e forestali. Lo studio, sottolinea ancora una volta quanto le api siano degli “operatori ecologici” molto importanti per il nostro ambiente.  Ci forniscono numerose informazioni per sviluppare modelli di sviluppo sostenibile sempre più avanzati.

 

-Alessandro Todero

Alessandro Todero

Alessandro Todero

Classe 1992, nato alle pendici di Mongibello (comunemente conosciuto come Etna) a Catania, in Sicilia. Tra il profumo degli agrumi, e il sapore caratteristico degli arancini, ha intrapreso la via dell’attivismo politico-culturale promuovendone le diverse sfaccettature che si stanziano nel territorio catanese. Maturità artistica e Laurea in Pianificazione e tutela del territorio e del paesaggio, ha la propensione per i temi quali: Architettura, Arte ed Ambiente. Oggi trascorre il proprio tempo tra associazionismo, volontariato e studi di tutela ambientale presso il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A) nel corso di laurea magistrale in Salvaguardia del territorio, dell’ambiente e del paesaggio. Un aggettivo caratterizzante? MULTITASKING!

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