Migranti: Il nuovo caso della nave Vos Thalassa

Nella giornata di lunedì la nave Vos Thalassa ha soccorso 67 migranti a largo delle coste libiche. All’imbarcazione, come spesso è accaduto negli ultimi mesi, è stata negata l’autorizzazione di approdare nei porti italiani. Le persone soccorse, tuttavia, sono state successivamente trasferite nella nave della Guardia Costiera Diciotti. Il trasferimento è stato deciso perché, secondo quanto dichiarato dalla stessa Guardia Costiera, le persone soccorse stavano mettendo in pericolo la vita dell’equipaggio. Inizialmente il Viminale aveva fatto sapere che i migranti non sarebbero sbarcati in Italia. Toninelli, al termine del vertice sull’immigrazione, ha dichiarato, invece, che la nave sarebbe arrivata in Italia nelle ore successive.

LA NAVE VOS THALASSA

La Vos Thalassa appartiene a una società privata e gestisce la sorveglianza di una piattaforma della compagnia petrolifera francese Total. Dopo aver soccorso un gruppo di migranti, il rimorchiatore non ha ricevuto l’autorizzazione di approdare, nonostante sia una nave battente bandiera italiana. L’imbarcazione avrebbe effettuato il soccorso all’interno della SAR libica (zona di soccorso di competenza della Libia). L’intervento, inoltre, sarebbe avvenuto dopo che le autorità libiche erano state avvertite della situazione ed erano in procinto di effettuare il soccorso. Durante questa fase di stallo, tuttavia, si è diffusa la voce che i passeggeri sarebbero stati riportati in Libia  e questo ha creato dei tumulti a bordo. La nave della guardia costiera Diciotti è stata, quindi, costretta ad intervenire per tutelare l’equipaggio della Vos Thalassa.

LA NAVE DICIOTTI

La Guardia Costiera ha confermato che in diverse comunicazioni il comandante della Vos Thalassa aveva denunciato una situazione di “grave pericolo” a bordo. Dopo aver effettuato il trasferimento, è stato aggiunto: «Il personale della nave Diciotti ha già adottato le prime azioni volte al riconoscimento dei migranti e ad individuare i responsabili dei disordini a bordo, al fine di assicurarli alla competente Autorità giudiziaria italiana». Inizialmente anche alla Diciotti non è stato concesso un porto di approdo, in violazione delle più basilari norme di diritto internazionale. La nave militare la Diciotti è, infatti, già territorio italiano, quindi non sarebbe stato possibile un respingimento del genere.

La nave Diciotti con a bordo i migranti, Fonte:il Messaggero

SITUAZIONE ATTUALE

La Diciotti, alla fine, è stata indirizzata verso il porto di Trapani. Il ministro Salvini ha rincarato la dose sulla questione: “Se c’è gente che ha aggredito e minacciato non finirà in un albergo, ma in galera. Non darò autorizzazione a nessun tipo di sbarco fin quando non ci sarà garanzia per la sicurezza degli italiani“. Di Maio, invece, ha utilizzato toni più conciliatori: “Non è immaginabile che noi chiudiamo i porti ad una nave italiana, ma condivido tutte le perplessità di quanto accade nel Mediterraneo“. Il governo, quindi, mantiene la linea dura sugli sbarchi, nonostante questa politica non abbia ancora portato risultati a livello europeo.

– Daniele Stracquadanio

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