TIM e Huawei insieme per l’Internet of Things

Inaugurato a Catania il Business Innovation Center di TIM e Huawei. Un polo dedicato all’innovazione e alle ultime tecnologie dove sviluppare e testare nuove soluzioni digitali. L’apertura ha coinciso con l’inizio del CityHach, una maratona competitiva di due giorni che ha premiato le idee di giovani team del territorio.

Il centro

Un investimento da 3 milioni di euro per i prossimi tre anni. Così ha inzio la partnership tra TIM e Huawei, che hanno deciso di avviare un imposrtante programma di sviluppo congiunto sulle nuove tencnologie.
Millennials ha seguito il taglio del nastro del nuovo centro, ospitato presso il TIM WCAP Catania, visitando l’area demo dove sono già installate molte tecnologie che potrebbero diventare di uso quotidiano nelle nostre città.

L’iniziativa punta a dare un impulso allo sviluppo di applicazioni Iot, partendo dal Sud. Il nuovo “expirience center”, ospitato nei locali dell’hub di open innovation TIM WCAP, è stato studiato per supportare startup e PMI innovative per orientare verso le nuove tecnologie studenti e professionisti, in modo da generare nuovi posti di lavoro.
Si tratta di un “travaso” di competenze da due big dei rispettivi settori verso giovani del territorio, aiutandoli così a crescere aprendo nuove opportunità di impiego e sviluppo alle pendici dell’Etna.

Internet delle cose

L’impegno dei due colossi di puntare sull’Interent of Thing è notevole ma non deve sorprendere.

“L’IoT – ha dichiarato Attilio Somma, Responsabile Innovation di TIM – è il mercato a maggior crescita, con un giro di 3,7 miliardi in Italia, in crescita del 30%. Quindi noi oggi cerchiamo il supporto dell’ecosistema di nuove realtà aziendali che vogliono con noi possano sviluppare con noi servizi verticali sull’Iot: dalle smart city alle smart metering, dalla smart agricolture al tourism. Mettiamo a disposizione degli asset per permettere di commercializzare il prima possibile e ottenere un vantaggio competitivo.”

Questo approccio collaborativo di TIM nei confronti delle PMI innovative, ha dato un impunlso al mondo delle start-up in Italia.

“Tutto il programma WCAP – ha aggiunto Somma – ha monitorato 9.000 start-up, 300 di queste le abbiamo “allevate” e molte di queste sono già da tempo sul mercato con le loro soluzioni. Per TIM questo ha rappresentato la possibilità di accedere in anticipo a nuove soluzioni da mettere in portafoglio. Il connubio è tra l’azienda, piccola start-up, innovativa che utilizza questi asset per creare nuove soluzioni e noi, avendola allevata, saremo i primi ad aver a disposizione questa soluzione nel nostro portafoglio commerciale.”

TH
Attilio Somma, Responsabile Innovation di TIM, con Luigi De Vecchis, presidente di Huawei Italia. fonte: twitter.com

Area dimostrazioni

L’apporto tecnologico di Huawei è dimostrato dall’area demo, inaugurata all’inteno del polo tecnologico, in cui

“ci sono sette “use case” – ha spiegato Luca Piccinelli, Senior Manager di Huawei – pronti per essere messi sul mercato. Usano la tecnologia Narrowband Iot che garantisce molte connessioni tra milioni di oggetti in bassi raggi di copertura, senza utilizzare reti sovrapposte ma impiegando reti TIM già commerciali. Uno di questi, che potrebbe aiutare il turismo ad esempio, è lo smart block che consente l’apertura automatica delle porte quando i turisti arrivano alle loro stanze.”

Il colosso cinese ha deciso di avviare dal Sud, da Catania, la partnership con TIM perché

“la maggior parte dei use case – ha proseguito Piccinelli – Iot partono da un miglioramento della qualità della vita dei cittadini e una maggiore facilità di sviluppo e di operatività delle imprese e nessun posto è migliore come una città importante del Sud, come Catania, che ha una storia millenaria e accoglie ogni giorno  molti turisti che possono crescere, oltre ad essere un punto importante per lo sviluppo dell’economia italiana come turismo può rappresentare un polo importante per l’innovazione, come lo può rappresentare l’Università di Catania che ha una storia secolare. Visitando con Tim questa città, qualche mese fa, abbiamo quindi deciso di investire in innovazione, in tecnologia. Un’innovazione che deve essere aperta sia alle start-up, con il programma TIM WCAP, sia vicina al business, per questo anziché prevedere e preannunciare le tecnologie del futuro abbiamo deciso di utilizzare i più potenti mezzi già esistenti per sviluppare innovazione in use case già commerciali che l’ecosistema di Catania può già proporre ai cittadini come consumer e alle piccole e medie imprese, per migliorare le attività turistiche, facilitare l’operatività delle imprese e ridurre i costi di manutenzione e gestione.”

CityHack

Al termine della presentazione del polo tecnologico ha avuto inizio la competizione “CityHack”. Per farci spiegare meglio di cosa si tratta abbiamo chiesto di cosa si tratta ad Antonio Perdichizzi, CEO di tree che ha organizzato l’evento:

“Attraverso il modello dell’hackathon abbiamo lanciato delle sfide, nei campi della mobilità e della sicurezza urbana in questo caso, a competenze diverse per trovare nuove soluzione. È interessante perché il CityHack segue la missione di questo luogo che vuole indagare sul futuro delle città, aggiungendo anche le tecnologie che abbiamo visto oggi. In 30 ore designer e startupper proveranno a lavorare per trovare soluzioni a queste sfide. Non finirà qui, con la consegna dei premi, ai vincitori daremo una mano a realizzare le loro idee. È un format nuovo, che lanciamo per la prima volta a Catania, ne abbiamo già fatti diversi in giro per l’Italia.”

Cosa suggeriresti a chi si vuole lanciare nel mondo delle start-up?

“Il primo suggerimento – continua Antonio – è farlo e se non si ha un’idea aggregarsi al progetto di qualcun altro, però la parola d’ordine deve essere partecipare. Noi come altri, iniziamo a offrire opportunità di incontro, eventi, che possono sembrare banali ma sono quei primi micro momenti in cui si scambiano impressioni e idee.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *