Street Art -Tra arte e ribellione

La Street Art è un movimento artistico vivo e presente nelle strade di tutto il Mondo.

Cosa lo rende speciale? Sicuramente la volontà dell’artista di lasciare un messaggio chiaro all’interno dello spazio urbano.

Ma da cosa nasce questa forma d’arte e qual è la sua evoluzione nel corso della storia?

Street Art. La storia di chi vuole lasciare il segno

La Street Art è un movimento artistico nel quale molto spesso i vari artisti si presentano al loro immenso pubblico (fatto di gente comune, uomini, donne, bambini, anziani) sotto pseudonimo. Questo piccolo particolare non deve però sorprendere dato che quella della Street Art  è una pratica spesso, ma non sempre, eseguita in maniera illegale. E’ infatti con essa, che nelle metropolitane di tutti i continenti, l’arte incontra la protesta e con essa anche il leggero confine che lega quest’ultima al vandalismo.

Le “opere” pubbliche a cielo aperto sono d’altronde protagoniste di vari dibattiti; se c’è chi, infatti, condanna questi atti, c’è anche chi scorge la volontà di voler lasciare un messaggio forte ed indirizzato a chiunque viva la città.

Un segno sul muro rupestre

Focalizzandosi su questo fine si può cogliere quanto sia banale ed allo stesso momento estrema, forte e complessa la volontà individuale di lasciare attraverso un segno grafico un segno nella memoria collettiva.

Ma quando tutto ciò ha effettivamente inizio?

Non si ha in realtà una data esatta che indichi il primo giorno di vita della Street Art, eppure si può arrivare a capire il momento in cui l’uomo sente dentro di sè il bisogno di raccontare, in maniera visiva,  un qualcosa.  Questo processo ci porta all’anno 25.000/ 20.000 a.C; periodo storico in cui l’ uomo primitivo inizia una tecnica artistica sopravvissuta in tutti questi millenni: quella del graffito.

Attraverso il segno nella parete rupestre, primo muro utilizzato dall’uomo come tela, il nostro antenato lasciava infatti la volontà di raccontare un qualcosa, qualcosa che per esempio era legato alla sua vita quotidiana, come la caccia.

Un segno sul muro della Rivoluzione

E’ però agli inizi del Novecento che la vera Street Art nasce, ciò infatti avviene grazie al Muralismo internazionale degli anni 20 e 30.

Con il passare degli anni infatti la famosa volontà di lasciare un segno non è mai svanita all’interno dell’essere umano, che trova un punto di contatto con l’uomo primitivo precedentemente descritto. Ma un particolare muta nel corso del tempo, il segno che vuole essere inciso è adesso quello della protesta popolare.

Gli anni 20 e 30 furono anni difficili per l’America latina, ricchi di protesta rivoluzionaria che d’altronde si riflette nei lavori di vari artisti; artisti come Diego Rivera (1886 – 1957) o Josè Clemente Orozco (1883 – 1949) i quali all’interno dei loro murales pongono l’attenzione proprio sul popolo che diviene quindi soggetto.

Un segno sul muro della Metropoli

Alla fine degli anni 90 nascono invece negli Stati Uniti altre forme d’arte della Street Art, stiamo parlando del writing e del graffitismo.

Attraverso queste due forme di espressione infatti, sempre più giovani hanno deciso di lasciare il loro segno all’interno di diverse aree metropolitane, spesso e volentieri soggette a degrado.

Nelle città americane come New York, Los Angeles, Boston e Chicago il movimento artistico è partito da alcuni ragazzi appartenenti a comunità afroamericane; tra questi spiccano i nomi di William Walker e Gary Rikson. Ciò è scaturito dal desiderio di questi ragazzi di rivendicare la propria individualità all’interno dello spazio urbano.

Tutto quindi nasce dalla volontà di dare voce a qualcosa, che sia legato all’egocentrismo o soltanto ad un’ estrema provocazione. Quello della provocazione è sicuramente un sentimento che spinge diversi street artist ad operare, basti pensare a Banksy; personaggio misterioso che nella sua carriera ha portato un senso di sfida alla società, sfida che è arrivata fino al muro che spara Israele e Palestina.

In queste sue opere emerge tutta la forza della Street Art, che attacca la violenza e la guerra con urlo assordante; un urlo fatto da immagini, dove le parole non servono.

-Gabriella Arcidiacono

Fonti: Dogheria D. , Street Art. Storia e controstoria, tecniche e protagonisti, Firenze, Giunti, 2015

 

 

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