Batman: il cavaliere oscuro – esplorando la moralità umana

Sono passati dieci anni da quando, il 14 Luglio 2008, veniva presentata l’anteprima di “Batman: Il cavaliere oscuro”, secondo film della trilogia di Christopher Nolan dedicata all’uomo pipistrello.
La pellicola ci ha regalato l’iconica interpretazione del Joker di Heath Ledger, scomparso prematuramente dopo la fine delle riprese, ma anche una rappresentazione magnifica di una Gotham City del tutto inedita. Il successo è stato incredibile per un film del genere e la critica ne è stata entusiasta.

Come mai è piaciuto tanto?

Christopher Nolan ha reso possibile l’impossibile. È riuscito a rendere reale il mondo fumettistico di Batman, ci ha catapultati in una realtà credibile e dinamica ed è riuscito a mostrare la vera essenza di Gotham City. Tutto quello che viene mostrato risulta verosimile, non serve fare spallucce e ripetersi che è un film di supereroi.

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Alcuni dei personaggi li conoscevamo già grazie a Batman Begins ma essi possono ancora evolversi. E così Bruce Wayne è rinato dalle sue stesse ceneri ed è consapevole di ciò che ha creato e di quello che incarna, eppure ben lontano dall’essere perfetto. La genesi di Batman è il desiderio di vendetta, che poi si trasforma, alimentata dal desiderio di giustizia che spinge Bruce ad incarnare le paure dei criminali che combatte. Tuttavia la sua morale si incrina e raggiunge il baratro con l’arrivo del Joker, nel tentativo, fallito, di comprenderlo. Ma è la figura di Harvey Dent a spingerlo sull’orlo del precipizio, intaccando e minando quasi tutte le sue certezze. Se l’esempio più alto della moralità cede alla follia, come può Batman resistervi?

Personaggi a tutto tondo

Che siano buoni o cattivi i protagonisti del Cavaliere Oscuro sono personaggi complessi e non delle semplici macchiette. Conosciamo le loro passioni, debolezze e paure. Nolan ci dimostra che chiunque, per quanto integerrimo, può cadere in errore. Sono tutti umani e per questo corruttibili. Per questo, nonostante tutto, siamo in grado di provare empatia per Harvey Dent. Il personaggio di Due Facce è coerente con l’evoluzione di Harvey durante la pellicola ed è il frutto di ciò che gli è stato fatto. Aveva tutto e gli è stato portato via.

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Harvey Dent (Aaron Eckhart) in una scena del film.

Il Joker di Heath Ledger è una figura diversa da quelle fino a quel momento rappresentate e, sotto molti aspetti, più umana. Le sue origini sembrano discostarsi da quelle fumettistiche derivanti dall’accidentale esposizione a rifiuti chimici, bensì dalle (presunte) violenze subite. Più di una volta nel corso della pellicola egli spiega il perché delle cicatrici, causategli dal padre ubriaco o autoinflitte per far felice la moglie. Anche in questo caso le motivazioni risultano perfettamente plausibili per la realtà in cui vive. In questo senso il Joker del Cavaliere Oscuro è il nemico perfetto per Batman, non ha punti deboli ed il cui unico scopo è dimostrare la crudeltà degli uomini. Harvey è infatti il suo esperimento più riuscito. Joker è caos, anarchia, vuole solo vedere il mondo bruciare.

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Joker (Heath Ledger) in una scena del film.

Qualche Curiosità sul film

  • Il Cavaliere oscuro ha incassato più di 200 milioni di dollari nei primi cinque giorni di box office e, globalmente, più di un miliardo di dollari. Il successo è stato tale da essere ridistribuito nelle sale qualche mese più tardi, nel Gennaio del 2009.
  • La pellicola ha vinto due premi Oscar, uno come miglior montaggio sonoro ed uno ad Heath Ledger come Miglior attore non protagonista.
  • Il film è al quindicesimo posto nella classifica, redatta nel 2008, dall’Empire Magazine tra i 500 film migliori di sempre.
  • Le cicatrici del Joker sono ispirate al Glasgow Smile, una ferita causata da tagli creati ai lati della bocca affinché si allarghino in un sorriso grottesco.
  • Heath Ledger ha diretto i video in cui compaiono gli ostaggi di Joker.
Virginia Ciancio

Virginia Ciancio

Ho 25 anni ma nessuno sembra crederci, io per prima. Per descrivermi potrei dire che sono una giurista per vocazione, tennista per passione e scrittrice per disperazione. Racconto la mia realtà in questo modo perché solo così riesco ad esprimere ciò che provo. Adoro l'arte, la letteratura e sono affascinata dalla psicologica perché non sono brava a capire le persone.

Un pensiero riguardo “Batman: il cavaliere oscuro – esplorando la moralità umana

  • luglio 14, 2018 in 8:05 pm
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    Ottimo articolo e analisi perfetta che rende omaggio al più bel film supereroistico di sempre.

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