Gaza: raggiunto l’accordo tra Hamas e Israele per il “cessate il fuoco”

Sembra essersi momentaneamente placata la tensione lungo la Striscia di Gaza. Nella giornata di ieri, difatti, Hamas ha annunciato il raggiungimento di un accordo con le forze israeliane ed un conseguente “cessate il fuoco” con Israele. L’intesa è avvenuta successivamente al botta e risposta delle due fazioni: un conflitto che ha registrato un bilancio di 5 vittime e oltre 100 feriti.

LO SCONTRO A FUOCO

Aerei israeliani in volo

Nel tardo pomeriggio di questo giovedì, i mezzi di informazione palestinesi hanno riferito di un nuovo scontro a fuoco tra l’esercito israeliano ed i militanti di Hamas, avvenuto nella parte meridionale della Striscia di Gaza.

Il conflitto israelo-palestinese, in realtà, va avanti già da molto tempo, dapprima della cd. “Marcia del Ritorno” con la quale il movimento politico, di stampo para-militare, ha rinnovato la volontà di voler riprendere possesso dei territori tutt’ora occupati dallo Stato ebraico.

Un clima di terrore mai placato, giunto sino qualche giorno fa quando, al confine sud-orientale della Striscia, si è registrata la prima vittima dell’ennesima imboscata tesa ai danni di una pattuglia israeliana. Immediata è stata la reazione di Gerusalemme: quattro sono i palestinesi caduti sotto i colpi israeliani, altri 120 sono i feriti. Israele ha poi proseguito con una serie di 60 attacchi all’indirizzo degli obiettivi di Hamas, dispiegando carri armati e caccia bombardieri. La replica di Gaza si è riversata, invece, nel triangolo del Neghev, dove la popolazione è riuscita (fortunatamente) a ripararsi dai razzi lanciati oltre il confine.

Nel frattempo, a Tel Aviv, nel pieno vivo dei raid aerei, il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, aveva riunito un vertice d’urgenza con le massime cariche dello Stato. Al summit erano presenti il Ministro degli Esteri, Lieberman, ed il capo di Stato maggiore, Eisenkot, pronti a fare il punto della situazione.

IL PRELUDIO DELL’ACCORDO

Ricordiamo che, lo scorso fine settimana, Israele e Hamas (che controlla il territorio costiero palestinese ormai da 11 anni), avevano acconsentito ai termini di una proposta di “cessate il fuoco”. Una proposta di accordo che, tuttavia, non era andata a buon fine per via dei continui attacchi palestinesi, avvenuti proprio in quei giorni. Un tentativo che, alla luce di ciò, sembrava aver portato ad un nulla di fatto.

Ciò nonostante, la giornata di ieri è stata segnata da due importanti sviluppi che hanno lasciato presagire un nuovo allentamento della tensione.

Il primo è arrivato dalle pagine del Washington Post nel quale tre collaboratori del Presidente americano, Donald Trump, (Jared Kushner, Jason Greenblatt e l’ambasciatore Usa in Israele David Friedman), informavano i circa due milioni di abitanti della Striscia che importanti aiuti economici, destinati al rilancio della loro economia, erano pronti e a portata di mano. Il tutto a due condizioni: la resa di Hamas “contro Israele e l’Egitto” e la gestione della Striscia lasciata al Presidente dell’Anp, Abu Mazen.

Il secondo sviluppo si è registrato dall’improvvisa diminuzione del lancio di aquiloni esplosivi e di palloni incendiari che dal territorio di Gaza giungevano verso Israele. Ciò concordemente all’incessante richiesta proveniente dallo stato egiziano, fautore di un primo esperimento di mediazione, andato, però, a vuoto.

INFINE L’INTESA

Manifestanti palestinesi lungo il confine

«Con gli sforzi egiziani e delle Nazioni Unite è stato raggiunto un accordo per tornare alla precedente situazione di cessate il fuoco tra l’occupazione e le fazioni palestinesi». Così ha twittato ieri uno dei portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum. A sostegno di quanto dichiarato da Gaza, Israele ha dichiarato che, al momento, non sta conducendo alcun attacco di tipo offensivo avverso la fazione rivale.

Una conferma della tenuta dell’accordo è arrivato sempre via Twitter dove l’esercito israeliano ha annunciato l’assenza di limitazioni alle normali attività civili.

«Alla fine di una revisione della situazione da parte del Comando militare del Sud, questa mattina è stato deciso di mantenere la normale attività civile».

L’intesa è stata comunque raggiunta dopo che Nickolay Mladenov, inviato speciale dell’Onu per il Medioriente, aveva lanciato un accorato appello ai due attori del conflitto.

«Tutti a Gaza a fare un passo indietro dall’orlo del precipizio. Non la prossima settimana. Non domani. Ora!», aveva sottolineato il diplomatico bulgaro. «Non devono aver successo coloro che vogliono provare palestinesi ed israeliani per trascinarli in un’altra guerra».

Intanto l’Autorità Nazionale Palestinese ha già chiesto alla comunità internazionale di intervenire per evitare un’ulteriore escalation di terrore lungo la Striscia di Gaza. «Il presidente Abu Mazen ha avviato colloqui con esponenti nella regione e nel mondo per contenere un’escalation della crisi».

–  Antonio Giuffrida

Credits: Ansa, BBC News, Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, SkyTg24, Tgcom24

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