Quando la difesa è legittima?

Verso la riforma

Logo introduttivo del contratto di governo

Già un anno fa il legislatore aveva pensato di intervenire sul tema della legittima difesa. Il disegno di legge proposto dal Partito Democratico, allora alla guida del paese, aveva passato il vaglio della Camera ma si era poi arenato in Senato. Il testo della proposta, infatti, era stato dapprima ritenuto inadeguato da larga parte dell’opposizione e poi criticato dagli stessi vertici del Pd. Ma dopo appena 14 mesi da quella bocciatura, nelle sedi istituzionali si torna a trattare l’argomento, così come annunciato nel contratto di governo Lega-M5S. Questo prevedeva “la riforma ed estensione della legittima difesa domiciliare, eliminando gli elementi di incertezza interpretativa […] che pregiudicano la piena tutela della persona che ha subito un’intrusione nella propria abitazione e nel proprio luogo di lavoro”. Ed ecco, allora, che, negli ultimi giorni, si è tornato seriamente a parlare di una riforma della materia.

La disciplina originaria

Ad oggi, l’art. 52 del codice penale, rubricato “difesa legittima”, esclude la punibilità di chi abbia “commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa”. In altre parole, è scusato chi dovesse commettere un reato per difendersi da una aggressione contro un diritto proprio o altrui, se questa aggressione si traduce in un pericolo attuale: né passato, né futuro. Inoltre, si specifica che, per essere scusata, la reazione difensiva deve essere necessaria e proporzionata, imponendo quindi un confronto tra il bene minacciato dall’aggressore e il bene leso dal reagente.

La legittima difesa domiciliare

Nel 2006, la legge n. 59, aggiunse due ulteriori commi all’art. 52, relativi all’autotutela di un domicilio privato, un negozio o un ufficio. Questi commi prevedono che, trovandosi legittimamente in uno di questi luoghi, sia proporzionato reagire con un’arma legittimamente detenuta o con altro mezzo idoneo per difendere la propria o altrui incolumità o beni propri o altrui. Nel caso della difesa di un bene, però, la legge prevede due ulteriori requisiti: l’assenza di una desistenza da parte di chi ha violato il domicilio e un pericolo di aggressione.

L’applicazione da parte della giurisprudenza

Proprio tali requisiti hanno reso l’autotutela dei beni propri o altrui non troppo dissimile da quella già prevista in generale al primo comma. Infatti, l’assenza di desistenza riporta all’attualità del pericolo; mentre il pericolo di aggressione è stato riferito in sede applicativa alla vita o all’integrità fisica, traducendosi nell’idea che la difesa debba essere necessaria.

Per quanto riguarda la difesa della propria o altrui incolumità, invece, la nuova legge sembrava introdurre una presunzione assoluta di proporzionalità della reazione. Ma la giurisprudenza ha ritenuto che una simile impostazione potesse essere foriera di risultati talvolta inaccettabili, in quanto eccessivamente astratta. Così si è preferito valutare caso per caso gli elementi soggettivi e oggettivi delle vicende per dedurne la punibilità o meno di chi avesse reagito.

Il diritto comparato

Ad ogni modo, l’attuale impostazione legislativa non sembra troppo distante dalle altre ricostruzioni europee. L’attuale articolo 52 sulla legittima difesa risulta molto simile alla corrispondente disciplina francese, ad esempio. Altri paesi presentano lievi differenze. È il caso della Germania dove la reazione si giustifica qualora fosse dovuta a turbamento, paura o panico. La Spagna, invece, prevede l’assoluta legittimità della difesa per reagire a una indebita intrusione nella propria abitazione. L’Olanda, infine, esclude la punibilità della reazione contro una aggressione all’incolumità, al pudore (con riferimento alla violenza sessuale) e al patrimonio.

La posizioni dei partiti

Membri della Lega sostengono il disegno di legge per la nuova legittima difesa
Fonte: ilpost.it

In questo scenario si colloca il dibattito attuale. La Lega sostiene la necessità di eliminare definitivamente il parametro della proporzionalità tra difesa e offesa. La difesa, cioè, si riterrebbe sempre legittima ogni qualvolta dovesse essere finalizzata ad impedire la violazione del proprio domicilio, negozio o ufficio. Il M5S, invece, ritiene opportuna un’analisi più approfondita. Fratelli d’Italia sostiene che la difesa debba essere legittima quando l’aggressione dovesse aver luogo nelle ore notturne o quando dovesse essere tale da incutere un “serio timore” nella vittima. Il progetto di Forza Italia prevede invece di giustificare la reazione di chi si fosse difeso in uno stato di paura o concitazione, nonché di chi avesse respinto una violenta o minacciosa intrusione in luogo privato. Il PD non si discosta da quanto detto nel 2017: la proporzionalità deve permanere, ma deve altresì considerarsi il “grave turbamento psichico” che ha influito sulla reazione dell’aggredito.

Il peso della giurisprudenza

Al netto di tali differenze, è evidente che per valutare le conseguenze materiali delle proposte sarebbe poi essenziale conoscere le modalità di applicazione delle stesse. Sarebbe, cioè, indispensabile valutare come i giudici riterranno opportuno interpretare tali regole, caratterizzate da espressioni che spesso devono essere riempite di significato. Proprio per questa ragione non manca chi sostiene che l’intervento legislativo sull’articolo 52 non sarebbe davvero essenziale in sé, ma basterebbe un chiaro indirizzo giurisprudenziale. Sembra però che, anche alla luce di alcuni episodi che hanno avuto forte rilievo mediatico negli ultimi anni, buona parte della popolazione senta il bisogno di essere rassicurata da una nuova disciplina. O almeno così sembra doversi interpretare la corsa dei partiti al deposito di disegni di legge per dare una nuova veste alla nostra legittima difesa.

-Francesco Runello

Francesco Runello

Francesco Runello

Iscritto alla facoltà di giurisprudenza presso l'ateneo di Catania. La mia più grande passione è la scrittura, che mi ha condotto a scrivere articoli e un romanzo. Ho collaborato con alcune testate online parlando di arte e cultura. Da marzo 2018 affronto temi politici e sociali nella redazione di Millennials.

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