Decreto dignità: un importante provvedimento

Il decreto dignità è una delle prime riforme del nuovo governo. E’ la risposta al Jobs Act ritenuto altamente dannoso per l’economia italiana. Dunque l’obiettivo prefissato del nuovo governo e in particolare del ministro Di Maio era quello di smantellare il Jobs Act. Lotta al precariato, lotta ai licenziamenti selvaggi, lotta ai contratti a termine questi sono alcuni degli interventi, forse i più importanti.

Con il decreto dignità sono state apportate alcune modifiche in diversi ambiti: lavoro, semplificazioni fiscale, contrasto alla delocalizzazione delle imprese e contrasto alla ludopatia.

Decreto dignità: lavoro

Il provvedimento mira a limitare l’utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato, favorendo i rapporti a tempo indeterminato. Si riduce in tal modo il lavoro precario, riservando la contrattazione a termine ai casi di reale necessità da parte del datore di lavoro.

A questo fine, si prevede che, fatta salva la possibilità di libera stipulazione tra le parti del primo contratto a tempo determinato, di durata comunque non superiore a 12 mesi di lavoro in assenza di specifiche causali, l’eventuale rinnovo dello stesso sarà possibile esclusivamente a fronte di esigenze temporanee e limitate. In presenza di una di queste condizioni già a partire dal primo contratto sarà possibile apporre un termine comunque non superiore a 24 mesi.

Al fine di indirizzare i datori di lavoro verso l’utilizzo di forme contrattuali stabili, inoltre, si prevede l’aumento dello 0,5% del contributo addizionale – attualmente pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, a carico del datore di lavoro, per i rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato – in caso di rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione.

Decreto dignità: lotta alla delocalizzazione

Sono previste misure contro il fenomeno della delocalizzazione produttiva delle imprese, ovvero lo spostamento in altri Paesi di processi produttivi o di fasi di lavorazione alla ricerca di migliori margini di competitività derivanti da un minor costo della manodopera e da una minore regolamentazione del mercato del lavoro affinchè possano ottenere maggiori profitti.

In caso di delocalizzazione dell’attività economica per la quale siano stati concessi aiuti di Stato, l’impresa beneficiaria decade dal beneficio concesso ed è sottoposta a sanzioni pecuniarie di importo da due a quattro volte quello del beneficio fruito.

Decreto dignità: contrasto alla ludopatia

Con il decreto arriva il divieto della pubblicità di giochi o scommesse con vincite in denaro. Da questo provvedimento sono escluse le lotterie nazionali e i loghi sul gioco sicuro. L’obiettivo è quello di combattere l’aumento del rischio, soprattutto per i soggetti più vulnerabili, di una dipendenza dal gioco con veri e propri effetti patologici. Effetti che si riflettono sul soggetto con gravi disagi per la persona, compromettendo l’equilibrio familiare e lavorativo.

Decreto dignità: semplificazioni fiscali

Come stabilito dal contratto di governo sono stati reintrodotti i voucher nel turismo e agricoltura. Questi buoni lavoro possono essere utilizzati solo in questi due ambiti e sono sottoposti a delle limitazioni.

Il governo inoltre dice no al trattenimento diretto dell’IVA da parte dello stato, ma solo per i liberi professionisti. Nell’analisi delle novità fiscali contenute nel testo ufficiale del Decreto Dignità, non si può che ricordare la proroga mancata dello spesometro.

crediti immagini:Innovation Post, Il Sussidiario.net, La Repubblica Veneta

Giuseppe Lombardia

Giuseppe Lombardia

Mi chiamo Giuseppe Lombardia, ho 21 anni e studio economia e commercio all’università di Catania. Sono appassionato di politica e storia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *