Elezioni Svezia: l’estrema destra cresce ma non vince

Dopo oltre un secolo, la leadership dei Socialdemocratici è stata gravemente messa in pericolo nelle ultime elezioni dall’avanzata dell’ultra-destra. I sondaggi pre-elettorali davano infatti il partito anti-immigrazione dei Democratici Svedesi in forte crescita, capace, secondo alcuni, di diventare la prima forza politica del Paese. Alla fine i partiti tradizionali tengono, ma rimane un forte rischio di ingovernabilità.

DEMOCRATICI SVEDESI

I Democratici Svedesi sono un partito di stampo nazionalista, guidati dal giovane Jimmie Akesson. La formazione politica si è formata nel 1988, ma entra nel Riksad (Parlamento Svedese) per la prima volta solo nelle elezioni 2010. Partito inizialmente di ispirazione dichiaratamente neo-nazista, è riuscito ad accrescere il suo consenso grazie proprio all’operato di Akesson. A capo dei Democratici Svedesi dal 2005, ha intrapreso un’opera di riforma del partito tale da renderlo ad oggi una potenziale forza politica di governo. Il simbolo è stato cambiato, passando da una torcia simile a quella del Fronte Nazionale britannico a un più accomodante fiore gialloblu che richiama i colori della Svezia. Inoltre, negli ultimi anni ha portato avanti una battaglia contro le frange più estremiste, espellendo i membri del partito che esponevano in pubblico tesi apertamente razziste o filo-naziste.

 

SOCIALDEMOCRATICI

Il Partito Socialdemocratico dei Lavoratori di Svezia è  il primo partito del Paese dal 1917. Tuttavia nell’ultima legislatura ha perso parte del suo secolare consenso. I grandi flussi migratori e l’aumento della criminalità nel Paese sono stati i venti che hanno soffiato a favore delle forze populiste e che hanno invece penalizzato i Socialdemocratici, da sempre favorevoli a una politica di accoglienza. Il partito rimane, comunque, la prima forza del Paese, anche se perde quasi 3 punti rispetto alle elezioni del 2014.

 

Stefan Lofven, leader dei Socialdemocratici -Fonte:italiaoggi.it

RISULTATI ELETTORALI

Alla fine, i risultati elettorali hanno riservato meno sorprese del previsto. I Socialdemocratici rimangono il primo partito (28,4%), seguito dai Moderati di Centrodestra (17,8%). L’ultra-destra di Akesson si ferma al 17,3%, guadagnando quasi 5 punti rispetto al 2014. I sondaggi avevano previsto uno scenario diverso, con i Socialdemocratici sotto il 25% e i Democratici Svedesi sopra il 20%, con buone possibilità di diventare il primo partito del Paese.

Nessuna forza politica può dirsi realmente vincitrice di queste elezioni e ora le prospettive di governo sono incerte. In Svezia non è necessaria la maggioranza assoluta per formare un governo, tanto che la formula del governo di minoranza è stata ampiamente utilizzata negli ultimi anni. Ma non è chiaro chi potrebbe tentare di formare un governo. I partiti di sinistra raccolgono solo 144 seggi. L’alleanza di destra invece è molto vicina con 143 seggi. Un accordo con i Democratici Svedesi potrebbe sbloccare la situazione, ma una soluzione del genere è stata smentita da più o meno tutti i Moderati prima delle elezioni.

 

-Daniele Stracquadanio

 

 

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