L’Effetto Yoko: uomini che odiano le donne

Si chiama Effetto Yoko il curioso fenomeno per cui le donne sono considerate le uniche responsabili delle azioni dei loro partner. Le responsabili della brutta piega che prende la loro vita, delle loro cattive abitudini, della ricaduta nel circolo della droga. Le responsabili finanche della loro morte.

Effetto Yoko

Non è certamente un caso che tale fenomeno porti il nome di un personaggio ben noto del panorama musicale e artistico. Yoko Ono infatti è universalmente ricordata come la storica compagna di John Lennon. Ma forse, maggiormente, come colei che ha favorito la rottura della band de The Beatles e dell’allontanamento progressivo di Lennon dai suoi membri a causa dell’ascendente che aveva sul cantante britannico. Il ruolo che ha giocato Yoko Ono, o meglio, che le è stato indebitamente dato è addirittura sfociato nella creazione di un neologismo oggi largamente utilizzato. In UrbanDictionary si può leggere la definizione: “con Effetto Yoko si indicano le azioni di un individuo responsabile per le controversie nate all’interno di un gruppo di persone con la conseguente separazione. Di una persona che prende il controllo della vita altrui esercitando un un’influenza negativa“.

Yoko, Courtney e Ariana

Dopo Yoko Ono, a Courtney Love è toccata la stessa sorte. La Love, cantante di un gruppo punk rock Hole, è ancor più celebre per essere stata la moglie del frontman dei Nirvana Kurt Cobain. Il contesto qui ha contorni decisamente più drammatici ma le dinamiche sono le stesse. Ancora una volta ad essere presa di mira è la compagna della vittima, accusata di aver portato Cobain al limite tanto da essere definita a gran voce la sola responsabile indiretta della sua morte. Accusata dai fan più fedeli di essere il motivo della sua dipendenza da eroina. Dai complottisti più convinti la mandante del suo omicidio mascherato da suicidio. Dopo più di vent’anni dalla tragedia, Courtney Love viene violentemente presa di mira sulla solita gogna mediatica: i social (che per sua grande fortuna non c’erano all’epoca).

Esattamente la stessa piazza pubblica in cui si è giustiziata a forza di insulti, accuse di matrice misogina e profonda cattiveria la reginetta del pop Ariana Grande. La sua orribile colpa? Quella di aver messo un punto alla relazione intrattenuta con il rapper MacMiller, notoriamente problematico e con una storia di droga alle spalle, e di essere andata avanti con la propria vita. Eppure i fan di Miller sono stati tutti d’accordo nello scaricare gratuitamente il loro rammarico sulla Grande, noncuranti del fatto che lei in primis stesse già soffrendo per la scomparsa dell’ex fidanzato, accaduta questo mese.

La cultura della donna cattiva

Queste e tante altre donne hanno dovuto farsi carico dei problemi dei loro compagni e combattere contro i loro demoni. E successivamente, dei problemi che apparentemente hanno sollevato a causa del loro comportamento “sbagliato”. Soprattutto quando si aggiungono fama, notorietà e soldi. Sembra incomprensibile quanto odio abbiano suscitato queste grandi artiste nei fan per non aver saputo assistere, a detta loro, gli idoli nel momento del bisogno. Per non aver saputo fare i loro interessi e non aver provveduto al loro bene o addirittura procurare loro del male. Perché purtroppo esiste ancora la sbagliatissima idea che prima che una compagna, una donna debba essere mamma, baby-sitter, psicologa, crocerossina.

Dunque questi sarebbero i fatti. I Beatles si sono separati non a causa di divergenze artistiche ma causa di Yoko Ono. Kurt Cobain si è suicidato non a causa di una profonda depressione ma a causa di Courtney Love. E MacMiller non è andato in overdose per colpa di una grande debolezza, quale abuso di alcol e tossicodipendenza, ma per colpa di Ariana Grande.

Ancora una volta la colpa è femmina.

-Federica Ottaviano

Credits:

https://www.harpersbazaar.com/es/cultura/ocio/a181868/yoko-ono-john-lennon-kurt-cobain-courtney-love/

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