Leone il cane fifone, retroscena e curiosità

Ricordate ancora quella scena, quel viso, quella voce, quelle parole inquietanti che venivano fuori dal televisore quel pomeriggio in cui, finiti i compiti, potevate concedervi il guilty pleasure di guardare i cartoni animati? Ricordate ancora il terrore che vi perseguitava, nelle vostre menti da bambini facilmente impressionabili? Se la risposta a queste domande è affermativa, la vostra era l’infanzia di Leone il cane fifone.

La rivoluzione del Cane Rosa

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Cosa ha di speciale la storia di un cane rosa di nome Leone, adottato da una coppia di campagnoli nella sperduta Altrove? Nulla, ma allo stesso tempo, tutto! Se la Disney aveva già da tempo capito lo straordinario appeal che il macabro e la paura aveva sul pubblico – basti pensare a scene come l’uccisione della madre di Bambi, l’addio tra Dumbo e la madre o ancora la psichedelica scena degli elefanti rosa – anche il piccolo schermo percepisce il fascino dell’oscuro animato, creando Leone e le sue storie oltre il limite del surreale.

Marziani e campagnoli del Kansas

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Leone (Courage in versione originale) possiede ciò che ogni storia horror che si rispetti dovrebbe avere: un passato traumatico. Quando era ancora un cucciolo, infatti, un finto veterinario/vero scienziato pazzo spedì la sua famiglia su un altro pianeta. Da allora Leone rimase solo, finchè non fu accolto dagli strambi Marilù e Giustino Bagge, in una fattoria nelle vicinanze della cittadina del Kansas Altrove dove, ovviamente, accadranno le storie più surreali e paranormali. Riuscite a ricordare gli episodi più terrificanti di Leone il cane fifone?

Fred lo strambo

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Salve amico sincero, mi chiamo Fred e ne vado fiero. Nella mia testa son le parole che senti e che il mio nome è Fred lo sanno i quattro venti. E sono…Malvagio!

Impossibile dimenticare quel ritornello, quella voce, quei capelli gialli e quel sorriso…malvagio. Fred, protagonista degli incubi di milioni di bambini degli anni ’90, è uno dei personaggi animati più terrificanti del piccolo schermo, barbiere psicopatico fuggito dal manicomio e nipote della dolce Marilù. La puntata viene narrata in rima da lui stesso, che tra sorrisi inquietanti e sguardi diretti ad un certo punto rade completamente il povero Leone, vittima della sua ossessione che, come Fred stesso ricorda, lo aveva già in passato condotto a compiere malvagità:

Barbara lei era, e i suoi capelli un’indomita criniera. Ma un dì come in un brutto sogno e in verità a dirlo mi vergogno…
…. Divenni Malvagio!

Il grande Fusilli

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L’ultima puntata della prima stagione è forse la più controversa di tutte. Racconta di un alligatore/marionettista che, con la falsa promessa di rendere Marilù e Giustino grandi attori, arriva invece a trasformarli in marionette inanimate. A fine puntata Leone riuscirà a sconfiggere l’inquietante marionettista, ma il sipario si chiude su Leone che, in preda alla tristezza,  manovra i padroni ormai ridotti ad esseri senza vita. la fine di questa puntata ha scatenato nei telespettatori un’interessante teoria: tutto ciò che segue da questa puntata in avanti è forse frutto della mente delirante di Leone, rimasto completamente solo dopo l’ennesimo trauma? C’è addirittura chi ritiene che tutto quanto dal principio sia frutto della sua immaginazione, e che il cane abbia immaginato la vita ad Altrove dopo aver sofferto di un forte disturbo post traumatico da stress ed essere impazzito a causa dell’abbandono dei suoi veri genitori.

Serena Valastro

Serena Valastro

Serena Valastro

Laureata in Lingue straniere e profondamente innamorata di cinema, musica, arte ed informazione. Scrivere un articolo è per me entrare in mondi in movimento, conoscere qualcosa di nuovo che mi permetta di vivere situazioni e sensazioni sempre diverse per poi trasmetterle a chi, a sua volta, vuole viverle.

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