Prego sedetevi comodi… Sta cominciando il Salmo show!

Salmo è tornato. E in grande stile. Il rapper di Olbia si avvia alla consacrazione definitiva della sua straordinaria carriera, e lo fa con la solita irriverenza, con il solito stile sincopato ma mai banale. Nemmeno una parola è casuale, il testo è magistrale e questo non inficia il flow, anch’esso da applausi.

Andiamo alla scoperta del significato di “90MIN”, il pezzo di presentazione del suo prossimo album “playlist”.

Play

Il pezzo si apre con una sinfonia classica, per poi interrompersi bruscamente poco prima dell’acuto. Qui entra in scena Salmo, che presenta il tema: l’Italia. Patria della Bellezza per antonomasia e della perfezione artistica (vedi la sinfonia iniziale), ma anche fulcro di contraddizioni.

Si parte dal campanilismo, forse l’embrione della differenza culturale che tanto caratterizza il nostro Paese, rendendolo affascinante ma eterogeneo socialmente e politicamente (“Questa è l’Italia, pistole e dialetto, parlano stretto, frate non è che non sento, è che proprio non capisco ca**o mi hai detto?”). Non è che l’inizio. Salmo si addentra e ci parla della mafia, a tratti alterni vista persino come il vero apparato produttivo del nostro Paese (“Disoccupati con ferie pagate, la mafia non fa la vacanza e ti uccide d’estate”). Ai problemi del Paese si contrappone l’italiano medio, chiuso egoisticamente nella sua bolla di cristallo (“Non ho problemi sociali, fortuna quest’anno vinciamo i mondiali”). Una volta presentato il tema, si passa al ritornello, autentico capolavoro musicale ed artistico.

Ritornello

“Prego mettetevi comodi, sta cominciando lo show, è come volare in economy, ma senza le buste del vomito”. Anche qui Salmo è ambivalente. Da un lato preannuncia l’uscita del suo nuovo album, dall’altro profetizza l’imminente disfatta del sistema Italia. Un sistema in cui la modernità fatica ad entrare, lasciando spazio ai corvi, visti simbolicamente come animali intelligenti ma estremamente opportunisti, che non si fanno problemi a cibarsi delle carcasse di chi non ce l’ha fatta pur di sopravvivere (“Corvi vestiti di graffi, e facce che cercano schiaffi, ma trovano sempre gli applausi, applausi..”). In questi ultimi versi si lascia spazio anche alla critica politica: la vecchia classe dirigente, che si nasconde dietro la maschera del “cambiamento”, trova comunque gli “applausi”. Ma è la seconda strofa a sancire la stoccata politica.

Seconda strofa: si entra nel vivo

Il vero capolavoro del testo: etica, politica, religione, nessuno riesce ad evitare il maremoto sardo. “Questa è l’Italia, è una mente contorta, chiudi la bocca, ti levan la scorta, informazione sai qui non informa”. I riferimenti a Salvini e allo scontro con Saviano sono chiari. Quando il famoso scrittore attaccò pubblicamente il vicepremier, la risposta fu immediata: “Se andiamo al governo, dopo aver bloccato l’invasione gli leviamo l’inutile scorta”. Altrettanto limpido è il riferimento alla disinformazione, spesso cavalcata, e non osteggiata, dalla classe politica.

“Italia, il suo fascino snob, Milano l’asciuga lo smog, un’opera vecchia che dura da un tot, non trova un finale come Turandot”; anche qui i riferimenti sono chiari e si invita il lettore a trarre le dovute conclusioni. Da sottolineare lo squisito riferimento all’opera incompiuta di Puccini, probabilmente perché, come per Turandot, sembra impossibile prevedere un lieto fine per la storia raccontata dal rapper di Olbia.

“Aprono i conti ma chiudono i porti, rubano i soldi, impossibile opporsi, la gente sorride coi tagli sui polsi”. Anche qui il riferimento alla politica, e in particolare a Matteo Salvini, è chiaro. E ancora una volta Salmo sottolinea la discrepanza tra l’immagine che ognuno dà di sé e l’intima interiorità vissuta dal singolo

Discrepanza che rasenta il filosofico nell’ultima parte della strofa, in cui il motivo comincia ad affievolirsi. Una vera opera d’arte. La provocazione raggiunge il culmine: quanti di noi possono dire di vivere con piena consapevolezza? (“Pronto soccorso, siamo già morti”). Quanti di noi possono dire di essere veri cristiani? Praticare la religione è una questione di facciata o un percorso interiore? (“Dio non l’ho visto ma ci conosciamo, odio la Chiesa ma sono cristiano”). E ancora: quella del razzismo è una mera questione politica, o è un problema etico? (“Prima di essere un vero italiano, cerca di essere umano!”).

La realtà: superficialità e caducità

I bassi si fanno più lievi, la voce cambia. Salmo abbandona per qualche verso il suo stile provocante e allusivo, per far spazio alla realtà vissuta, non all’altezza dei suoi testi. “D’estate in Italia influenza latina, cercano la hit estiva, rum e cocaina codeina, sembra che c’hanno la tosse canina, slaccia la cinghia, chupa mi chupa mi pinga”. Il messaggio è chiaro e, ancora una volta, ambivalente: se da una parte Salmo riesce a sottolineare con straordinario talento la frivolezza tipica della società moderna, dall’altra riesce a dimostrarci che la sua musica non è provocante per necessità, ma per scelta. Il messaggio è più o meno questo: “Potrei essere uno come tanti, ma non è il mio stile”.

Prima del ritornello finale, arriva la profezia: “Avvisiamo i signori passeggeri che questo aereo si sta per schiantare al suolo, allacciate la cintura”.

Sta arrivando il nuovo album di Salmo.. tenetevi forte!

 

 

Antonio Salerno

Antonio Salerno

Curiosone. Amo leggere, scrivere, allenarmi, affrontare nuove sfide e condividere le mie esperienze. Scrivo per passione, ma anche perché ritengo la scrittura una potente forma di apprendimento. Mi interesso di economia politica, geopolitica, economia aziendale, marketing, finanza, politica.

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