Paese che vai, usanza che trovi – Come comportarsi ?

Paese che vai, usanza che trovi. Questa è una sempiterna verità. A volte però può risultare difficile avvicinarsi o anche solo concepire le usanze degli altri popoli, ignorando che anche un banale starnuto può risultare un’offesa mortale. Dunque è bene tenere a mente qualche piccola regola per evitare una gran brutta figura.

In Italia, per esempio, se decidete di regalare un mazzo di fiori, siate sicuri che siano di numero dispari. Mai pari. La numerologia, infatti, afferma che porgere un mazzo di fiori di numeri pari sia connesso al funerale e alla morte. Mentre secondo le credenze superstiziose il numero pari porta sfortuna. C’è però anche chi crede semplicemente che in questo caso sia sintomo di pigrizia, un po’ come comprare mezza dozzina di uova o un paio di guanti. Mentre il numero dispari è una scelta più consapevole e ragionata, perciò più apprezzata.

Se invece vi capita di pianificare un viaggio a Singapore, tenete bene a mente di non masticare chewing-gum per strada! Questa pratica infatti è stata dichiarata illegale dal 1992, così come la vendita di gomme da masticare. La ragione è semplice: a Singapore vi è un’attenzione maniacale per la pulizia. E prima dell’ordinanza c’era davvero un problema causato dalle cicche appiccicate praticamente ovunque, generando non poche rogne a chi doveva riparare. Dunque si è presa la drastica decisione di bandirle e di infliggere una multa salata a chi viene beccato in flagrante.

Il galateo

Sarà che il cibo ha un’importanza capitale ovunque, ma non è un caso che esistano tantissime regole e usanze connesse al consumare il proprio pasto correttamente. In Cina, ad esempio, si suole osservare una particolare accortezza: bisogna lasciare sempre qualche boccone nel proprio piatto. È tremendamente scortese vuotarlo tutto. Ciò infatti è indice che si è rimasti affamati. Per cui, se ci si trova al ristorante, il nostro commensale ordinerà per noi altre portate. Se ci si trova invece ospiti, il padrone di casa potrebbe rimanerci davvero male, a meno che tramite gesti ed esclamazioni non comunichiate che ci si è saziati bene. Questa abitudine ha avuto inizio durante un periodo di crisi e grande povertà in Cina, quando bisognava convincere  (ed autoconvincersi) di aver apprezzato il pasto nonostante la scarsità di viveri.

Il Giappone è un paese che vive di etichette e di buone maniere. Soprattutto per ciò che riguarda lo stare a tavola. Difatti è un peccato capitale usare in modo errato le bacchette. C’è tutta una cultura sul come adoperare adeguatamente le “posate” nipponiche ed è necessario conoscerla per evitare di mettere in imbarazzo i propri commensali. Non bisogna leccarle, gesticolare, richiamare l’attenzione del cameriere né tanto meno grattarvisi. Infilzare il cibo con queste, e in particolare una ciotola di riso, è un assoluto divieto. Le bacchette messe in quella posizione danno l’idea dei ramoscelli d’incenso che, conficcati su della sabbia, vengono accesi nei templi durante il rito funebre. Così come lo ricorda anche il gesto di passare un boccone da un paio di bacchette ad un altro.

In India non esiste posateria. L’abitudine infatti è quella di mangiare direttamente con le proprie mani. Anzi, con la sola mano destra, quella pura. La sinistra è assolutamente esclusa da questo nobile processo quale è nutrirsi. In realtà però ciò non ha un’origine superstiziosa, anzi è una scelta puramente igienica. Gli indiani non utilizzano carta igienica dopo aver espletato i loro bisogni, dunque ricorrono alla mano sinistra, sapone e acqua al suo posto. Potete immaginarvi dunque il perché della scelta di non toccare il cibo con questa.

Mentre dall’altra parte del mondo…

Sembra curioso ma gli americani hanno un senso dello spazio molto particolare. Rispetto ad altri paesi, qui lo spazio personale, ovvero la distanza tra una persona e l’altra nelle dinamiche relazionali, è una questione seria. Non sono abituati né sopportano la vicinanza di una persona a meno che ovviamente ci sia una grande intimità con questa. Si calcola che la distanza interpersonale debba essere di circa un metro. Se ciò non si rispetta, si provoca loro disagio, senso di aggressione e di invadenza. Dunque prestate attenzione nei luoghi affollati, negli autobus, nelle metro, nella fila alla cassa: potreste procurarvi ben più di una brutta occhiataccia!

-Federica Ottaviano

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