Sua maestà, il bidet!

Vi siete mai chiesti da dove il bidet prende origine? Perché, sebbene abbia il nome francese, in Francia non si usa? E perché nel mondo non sia largamente diffuso ma in Italia sì? O il motivo per cui molti stranieri storcono il naso solo a sentilo nominare?Tutto questo e molto altro in questo breve excursus sul bidet.

Il bidet

Il bidet è un sanitario che fa parte dell’arredamento dei nostri bagni italiani da che ne abbiamo memoria. Ci sembra così tanto scontato possederne uno, che quando andiamo all’estero non solo ci stupiamo di non trovarlo, ma ne sentiamo pure la mancanza. Eppure non è sempre stato così.

L’origine

Nonostante sia difficile trovarne traccia, la nascita del bidet si colloca in Francia tra i secoli XVII e XVIII. Il nome deriva dal francese, appunto, e indica un cavallo. Un pony per l’esattezza: entrambi piccole “creature” con quattro zampe su cui ci si siede a cavalcioni. C’è però anche chi vorrebbe l’associazione con l’animale per una questione di utilità. Si dice infatti che Napoleone Bonaparte usasse l’oggetto per rinfrescarsi di ritorno da una lunga cavalcata.

L’inventore del bidet è purtroppo sconosciuto. Si conosce però uno dei primi artefici: Christophe de Rosiers, l’uomo che ha avuto il merito di istallarne uno nella Reggia di Versailles. Probabilmente la prima donna a utilizzarlo fu Madame de Prie, l’amante del primo ministro di Luigi XV, Luigi-Enrico di Borbone-Condé. Tuttavia l’oggetto non fu poi tanto apprezzato dal successivo sovrano, Luigi XVI, così come non era molto apprezzata l’igiene personale (si racconta che proprio l’illustrissimo re si immerse in una vasca a bagno in tutta la sua vita solo tre volte). Per tal motivo passò velocemente di moda e per la scarsità di utilizzo sopravvisse solo nei bordelli francesi.

In italia

Nel Settecento alla corte dei Borbone, i quali avevano un concetto di pulizia molto più avanzato, entrò in scena Maria Carolina d’Asburgo-Lorena. La regina ne volle assolutamente uno nelle sue camere personali, infischiandosene altamente della reputazione del bidet, associato ormai solo alla figura della prostituta. Una volta che ne fu istallato uno nella Reggia di Caserta, la moda di sparse velocemente in tutto il Regno delle due Sicilie.

Un aneddoto riferisce che durante la dominazione sabauda, alcuni funzionari del regno mandati a perquisire la Reggia trovarono alcuni oggetti che non riuscirono a classificare. Tra questi vi era proprio un bidet di metallo, descritto come “un oggetto di uso sconosciuto a forma di chitarra”. In ogni caso, dovremo aspettare il secolo XX perché si diffonda in tutte le case degli italiani.

Nel mondo

Come avrete verificato di persona, il bidet è ormai conosciuto nel resto del mondo ma quasi per niente utilizzato, a parte qualche paese dell’Europa meridionale. Anzi, risente ancora della cattiva fama acquisita durante il periodo francese tanto da non essere sinonimo di igiene ma, al contrario, è visto spesso con orrore. Questo è uno dei motivi per cui negli States non esiste: i soldati americani sbarcati in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale ebbero la possibilità di notare i bidet quasi solo nei bordelli. Eppure sappiamo che è ancora apprezzato. Un’imitazione del bidet super tecnologica arriva direttamente dal Giappone, dove è stato inventato il washlet. Si tratta di un incrocio tra un bidet e un wc, oggi talmente diffuso che se ne trova praticamente uno in ogni casa.

Nonostante ciò c’è chi, in linea col pensiero ecosostenibile, auspica ad un sua rinascita. L’eccessivo consumo mondiale di carta igienica potrebbe essere notevolmente ridotto utilizzando il bidet e ridurre l’impatto inquinante sul pianeta. Insomma, nel 2018 usare il bidet è una scelta ecologica.

-Federica Ottaviano

Credits:

http://mentalfloss.com/article/51337/why-arent-bidets-common-us

https://www.focus.it/scienza/salute/dove-e-stato-inventato-il-bide

 

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