Champions League: bene l’Italia, ma non esaltiamoci!

Il week di Champions è stato un successo super per le italiane: quattro su quattro, come non accadeva dal 2005. Un risultato considerato cruciale per il calcio italiano, che sembra stia aumentando il bagaglio tecnico delle sue squadre.

Tuttavia va detto: le avversarie (in particolare quelle di Juve e Roma) erano molto alla portata, per non dire di una categoria che non appartiene a quella delle nostre squadre. I test veri sono stati quelli di Inter e soprattutto Napoli, capace di battere una delle squadre più in forma del momento, il Liverpool di Klopp.

Una mentalità europea

Tutte le squadre in questione hanno dimostrato una grandissima mentalità europea, per molti aspetti sorprendete. Dalla Juve era abbastanza certo: esperienza e autostima non sono novità. La squadra bianconera vince a Valencia in 10, vince con lo Young Boys e punta a vincere tutte le partite del girone, può farlo. L’obiettivo è evidente, la finale di Madrid può essere alla portata e non è certo con un 3-0 agli svizzeri che si capiscono le caratteristiche di una squadra a cui si trovano pochi nodi.  Ma le sorprese vero sono Napoli ed Inter.

L’Inter capace di trionfare in un match complicatissimo sapendo al meglio sfruttare le varie fasi di partita: vincere era essenziale. L’Inter ha vinto dimostrando grande maturità, non facile da avere in particolare da un gruppo dall’esperienza minima in questa competizione europea. Vittoria quella nerazzurra essenziale per piazzarsi bene nel girone:  6 punti sul Tottenham sono tanti, Barcellona sarà decisiva ma le chance ci sono  tutte.

Il Napoli ha invece domato la squadra di J.Klopp. La  squadra di Ancelotti ha chiaramente la mano del suo tecnico. Il Napoli è maturo, è capace di stare in partita per 90 minuti, ha un uomo chiave: Lorenzo Insigne. La prima vera grande mossa rivoluzionaria di Carletto è stata quella di spostare verso il centro dell’attacco Insigne, i risultati sono evidenti ma in generale stupisce in positivo per dedizione alla causa e per la fase difensiva.

La Roma ha invece dimostrato quello che era atteso, una prova di maturità in Europa, di continuità, arrivata. Di Francesco ha preparato nel miglior modo possibile una sfida da non sottovalutare e si è notato; sugli scudi Dzeko, ma ottima tutta la squadra. In questo contesto vale il discorso fatto per la Juve più o meno: non è il Plzen l’avversario impossibile, tuttavia non banale la vittoria, era complicato fare una partita del genere.

 

Step da raggiungere

Gli step dal quale si  passa si differenziano per squadre. La Juve punta alla vittoria finale, Roma ed Inter ad una buona Champions, il Napoli se passa il girone, tosto, può andare pure oltre.

Quello che è necessario comprendere è che, questa nozione di vittorie in Champions non è risolutiva, deve essere solo un passo verso quello che è il rinascimento del calcio del nostro paese. L’ultima volta che l’Italia fece il bottino pieno totale in Champions è stato nel 2005 grazie a Juve, Inter, Milan e Udinese. Avete capito bene, 2005! Un secolo calcistico fa, quando tutto era poco uguale ad oggi, quando l’Italia contava tantissimo e quando la Nazionale era la più forte.

Traendo spunto dalle dichiarazioni di un grande giornalista (Trevisani), il vero risultato che ci farà parlare di un ritorno del calcio italiano tra i massimi target sarà quando il bottino totale di Champions sarà fatto ogni 2 mesi, magari al limite tre, non ogni 13 anni. Per ora dunque le vittorie ci sono, ma sarà essenziale mantenere questo livello per tornare quelli che siamo stati e che potremmo diventare, i presupposti ci sono.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *